MyTrails esiste ancora !!

Se sei anche tu uno/a di quelli che usano o che hanno usato questa app android per registrare tracce gpx e sopratutto per seguire quelle altrui con una cartografia davvero ben fatta, potresti aver notato che e’ sparita dal play store di android.

Non disperate perche’, basta installarla come APK abilitando le sorgenti sconosciute da qui :

https://www.frogsparks.com/mytrails/MyTrails.apk

La versione base e’ piu’ che sufficente per l’utente medio e rimane secondo me l’app piu’ leggera e intuitiva per seguire tracce da cellulare , anche come “appoggio” / sturmento di check se gia’ usate un gps tipo garmin da manubrio, sui quali pero’ non sempre la cartografia e’ ben leggibile (sopratutto se, come me, iniziate ad avere una certa eta’) …

Inoltre e’ una delle poche app che permette di creare mappe offline , limitate alla zona che intendete seguire poi come traccia, quindi e’ davvero in grado di continuare a lavorare occupando pochissime risorse e anche in assenza di segnale GSM/3-4-5G

Vi ricordo che per funzionare oltre che le sorgenti sconosciute e’ importante creare una nuova cartella e dare i permessi a MyTrails a questa. In alcuni casi potrebbe essere necessario escludere mytrails dal risparmio energetico.
Sono tutte operazioni relativamente semplici. Qui le schermate da un neonato android 12 economico, che mi e’ stato regalato con un passaggio di gestore.

De Briefing #ANNOZERO ValSusa

Fase 2 …
Alta Val di Susa, da sempre la mia seconda casa.

kiaz valle rho

Altro capitolo della Sfida con il Destino.

Partenza in salita , incontro/scontro con un mercato molto diverso da quello Ligure e un target molto diverso dalle mie esperienze regresse in centro italia.
In un precedente articolo avevo definito la ValSusa la Valle che resiste dove l’enduro non esiste.
E ancora una volta questa affermazione viene confermata.
O perlomeno, non esiste l’enduro sportivo, quello dei segmenti su strava e delle performance a tutti costi.
Del resto, escludendo Sauze, location che io adoro ma che per il park rider moderno sa di obsolescenza (non) programmata non c’e’ molto di definibile tale in zona nel senso moderno del termine.
Ne consegue che il biker sportivo, o aspirante tale, difficilmente trovi in questo posto quello che si vede in location che han puntato realmente sul bike business.
Quindi oltre all’enduro non esiste nemmeno il bike business ?
Ni.
Non sono un atleta, non ho le competenze per lavorare con atleti, e il mio discorso e’ piu’ che altro legato al tipo di pubblico che puo’ essere attratto dalla Valle: qui e’ “la valle” a proporsi, la bici e’ solo un mezzo.
Sono le montagne, i paesaggi, le location raggiungibili in sella ad un ebike che permettono il funzionamento della cosa.
Tranne rare eccezioni con nomi grossi e camp per ragazzini , oltre che all’Enduro, non esiste la didattica.
Non esiste la “cultura” del gesto tecnico nella mtb. Questa non vuole essere una critica ad un determinato tipo di clientela, ma un minimo di consapevolezza in piu’ (e di rispetto) per il mezzo che avete scelto sarebbe dovuta.
Io nel mio piccolo ho sempre cercato di dare qualche nozione tecnia ai principianti, per permettere loro una guida piu’ sicura.
Ho cercato giri che unissero i nostri fantastici paesaggi a percorsi in discesa piacevoli da guidare, nella speranza di far scattare quella scintilla del piacere di guida della mtb, senza necessariamente dover diventare atleti o pro, che poi ti lega irrimediabilmente a questo sport.
Ci sono riuscita ? In parte si. Ma c’e’ ancora tanto da fare, e sicuramente l’anno prossimo saro’ + preparata e la mia offerta cerchera’ di rispecchiare meglio il mercato.
Manca come gia’ detto un offerta ricettiva bike friendly che offra un buon rapporto qualita’ prezzo.
Sarebbe il primo punto di partenza per uscire dal loop dei weekend warriors, dei proprietari di seconda casa, degli stagionali ecc.

kiaz assietta

Posso comunque reputarmi soddisfatta di come e’ iniziata questa esperienza, e spero che con me lo siano anche coloro che ho avuto il piacere di accompagnare. Adesso e’ ora di tornare in Liguria, nuovo reset e nuovi programmi.

DE-BRIEFING FASE 1 #MTBGUIDE

Si lo so, bisognerebbe essere fighi o almeno fare finta di esserlo.
Non bisognerebbe postare pensieri personali e riflessioni su quello che e’ il “dietro alle quinte” della sfida con il destino.
Ma questo blog ha sempre voluto portare il mio punto di vista sugli sport che amo, e anche ora che ho preso la non facile e non a tutti comprensibile strada del monetizzare la mia passione per le due ruote offroad , voglio condividere una breve digressione su questo primo mese ufficiale di attivita’ come guida MTB che ha avuto come playground la Liguria di Levante.


Che sarebbe stata dura si sapeva.
Che ci si sarebbe dovuti confrontare con realta’ locali piu’ o meno “ospitali” era prevedibile.
Che il target su cui posso lavorare ha dei confini abbastanza netti sia geografici che tecnici e’ comprensibile.

Una cosa pero’, sul “capitolo Liguria” a me molto caro, la sto capendo solo ora, dopo che sono stata fisicamente presente sul territorio quanto basta – strava alla mano – a definire alcuni paletti: Se la valSusa e’ la valle che resiste dove l’enduro non esiste, o almeno lo e’ stata in passato, qua le cose si ribaltano e ci troviamo in un posto dove l’allmountain/trail e/o tutto quello che riguarda il riding al di fuori delle ben definite e ben inventariate trail areas non esiste o e’ quantomeno poco considerato dalla maggior parte dei praticanti.

E qua pero’ mi ricollego un po’ ad un’argomento + vasto. Il mio sesto senso dice che stiamo vivendo un po’ quel che e’ stato con lo snowboard nella prima decade degli anni 2000: un estremizzazione dello sport che ha portato ad un allontanamento della base di praticanti dalle aziende, un mancato ricambio generazionale e una mancanza di un offerta – in quel caso a livello di materiali – in linea con lo zoccolo duro di quelli della mia generazione , che in gran parte hanno uno spirito di conservazione tale da preferire opzioni piu’ tranquille al freestyle tecnico. Cosa centra questo con la bici ? C’entra c’entra. Basta aprire Instagram e digitare l’hashtag mtb. Verra’ fuori di tutto, di tutto tranne che l’immagine di uno sport adatto a tutti. Anche il poco all-mountain che emerge nel feed, e’ sempre estremizzato a livelli improbabili per il/la sunday biker.

Eppure anche nel “regno dell’enduro” … anzi no diciamo nel principato minore, perche’ il Regno – quello vero – sta a ponente, ci sono location e trails, non esplicitamente costruiti per le bici ma ciclabili senza dover essere degli atleti, interessanti, divertenti, e con passaggi super panoramici. Ovvio un minimo di tecnica ci vuole, ma anche quello e’ di mia competenza.

Ho avuto comunque la fortuna di effettuare alcuni tour, anche con clienti dotati di mezzi molto diversi tra loro e di poter iniziare la fase di “rodaggio” di quello che andra’ a cadere sotto l’hashtag #dazeroalsentiero, ovvero portare un’offerta per avvicinare tutt* a questo sport, con un occhio di riguardo per le donne (ridepink) e per il portafoglio, cercando anche accordi con noleggi che offano un buon rapporto mezzo offerto/prezzo e proponendo un servizio in cui nulla verra’ lasciato la caso e chi decidera’ di usufruire dei miei servizi avra’ la certezza di fare itinerari consoni al proprio livello (ovviamente in base al periodo/meteo)

Adesso le temperature implicano un trasferimento in quota, in alta ValSusa, dove la sfida sara’ tutta in salita.
Delle peculiarita’ e anomalie della “Valle che resiste dove l’enduro non esiste” ne ho parlato abbondantemente in passato. Una cosa e’ certa, di flow naturale e downcountry c’e’ n’e’ in abbondanza. Vi aspetto.

Ringrazio tutti quelli che han girato con me qui in questo mese abbondante , i volontari di Uscio Outdoor per il lavoro sui sentieri e per l’accoglienza nella loro community, i due noleggi con cui ho collaborato finora, PitStop Bikes di Chiavari e SeiFuori di Genova Nervi.

Stay tuned a breve proposte e aggiornamenti dalla Valle.

Valsusa MTB Experience is coming

… Il consueto trasferimento estivo in ValSusa si avvicina. E quest’anno finalmente si puo’ ufficializzare la mia operativita’ come Guida Cicloturistica avendo conseguito il titolo della Regione Piemonte . Da fine giugno eccomi operativa per accompagnarvi in sicurezza su tutti i giri recensiti qua con alcune novita’, e per aiutarvi a migliorare la guida del vostro mezzo se neofiti (vedi #dazeroalsentiero )

A tale scopo ho pensato di rendere un po’ piu’ comprensibili i livelli di difficolta’ dei vari giri, cosa che e’ sempre problematica confrontandosi con Trailforks quando possibile, e comunque con dei parametri che sono troppo soggettivi.

L’idea e’ di assegnare 4 macro-categorie ai sentieri, associandole con i livelli descrittivi della scala Singletrack , con 4 belle icone e esempi di giri .

NATURAL FLOW : sentiero prevalentemente Naturale, scorrevole senza particolari ostacoli o avversita’. Adatto a tutti. Verde/Blu Trailforks S0/S1 Singletrack STS. Esempi : Beaulard superFlow (area Cotolivier), il “nuovo” trail delle Grange Rho, i trail di Sansicario. I trails di questa categoria in genere si percorrono agevolmente anche con una front/hardtail

SwitchBacks Challenge ovvero la sfida dei tornantini !!
Sentiero naturale con tornanti piu’ o meno stretti spesso non spondati che richiedono la giusta tecnica. Il re di questo genere e’ ovviamente il SingleTrack de l’Infernet, ma possiamo trovare anche sezioni piu’ brevi di questo tipo in altri giri (es Millaures) . Corrispondenza trailforks non definibile con facilita’, puo’ tranquillamente andare da blu a nero. Per la Scala STS siamo tra l’S1 e l’S2 almeno per quel che concerne le offerte in Valle.

Natural Enduro : sentieri di montagna che ben si adattano alla disciplina Gravity, ovvero trails con passaggi anche tecnici ma che mantengono una buona guidabilita’ e permettono di mantenere una certa velocita’ e un certo flow. Trailforks anche qua non fa testo, perche’ in questa categoria ne troivamo da blu a nero … Per la STS singletrack anche qui S1/S2 con qualche possibile breve tratto S3. Esempi : il classico D2 da Chateau sul Cotolivier, i trail della zona di Rochemolles tra la diga e il gran Bea , alcuni trail del park di Sauze che hanno comunque una forte componente naturale/oldschool.

All Mountain Challenge: qui ci mettiamo di tutto un po’, e parliamo in generale di giri in quota, su sentieri naturali ed escursionistici, difficilmente percorribili ad alte velocita’. Ci puo’ essere di tutto un po’, passando dal flow al tecnico . Qua Trailforks non lo nomino nemmeno, e per la STS passiamo da S1 a S3. Esempi ? Il giro della Valle della Rho/Valle Stretta, il Malamot sul Moncenisio , il passo della Mulattiera.

MTB – Uscio, reloaded

Di Uscio, location che troviamo a 10 km da Recco salendo verso l’entroterra, avevamo gia’ parlato qualche anno fa. L’esigenza di trovare qualche trail che non sia spaccabici (ogni riferimento a Sestri Levante e’ puramente casuale…) su cui girare e allenarmi senza dovermi allontanare troppo da casa mi ha riportato a riscoprire tale localita’ e i suoi trail.
In zona operano vari gruppi di trail builders, e su Trailforks sono comparse alcune nuove tracce che vale la pena conoscere (e ancora ne mancano …)
Ma andiamo per ordine . Il primo trail di cui vi parlo si chiama Batagna 1. Salendo dal centro di Uscio, scollinato Colle Caprile proseguiamo sulla strada per Gattorna prestando attenzione ai cartelli a sinistra. Troveremo un apertura con indicazioni Batagna 1/2 e Costa Lunga che conduce su una mulattiera mezzacosta di collegamento. Il primo e ben indicato bivio a sx che incontriamo e’ Batagna 1: un trail di media difficolta’, senza niente di particolarmente complesso, che unisce drop naturali, guidato, e parti flow piu’ veloci.
Il sentiero scende sul versante ovest verso l’entroterra, terminando in un avvallamento attraversato da un bellissimo ruscello, che dovremo guadare. Con l’ebike e’ consigliato spingere la bici qualche metro piu’ a valle del guado “ufficiale”, e sfruttare un abbastanza evidente
punto con acqua piu’ bassa e sassi su cui fare affidamento .

NB : video registrato come 1st ride , quindi discesa blind senza conoscere ancora il sentiero

Il trail non ha pendenze accentuate ed ha un buon fondo, il che permette di percorrerlo in maniera sicura anche con il bagnato (nei limiti ovviamente delle proprie capacita’ ).
A fine trail ci aspetta una risalita un po’ impegnativa ma tutta pedalabile in ebike (ma anche in muscolare, se si e’ allenati e si possiede una buona tecnica) , fino a ritrovare l’asfalto che seguiremo fino a Calcinara. Da qui possiamo sfruttare un breve trail di collegamento per tagliare un pezzo d’asfalto e riportarci a Colle Caprile. Da qui possiamo salire verso il gia’ noto trail Polveriera, che ci riporta ad Uscio passando per il punto panoramico della panchina gigante ….

big bench uscio

….. oppure ricollegarci allo start di Batagna e degli altri trail sul lato entroterra, tramite Chiapparino, un breve ma divertente trail prevalentemente in terra con qualche passaggio su roccia fissa.

chiapparino

Proseguendo invece oltre l’ingresso di Batagna/Costalunga, troviamo l’ultimo nato trai i trail della zona. Si chiama Calabroni, ed e’ il piu’ facile dei trail sul versante entroterra. E’ un trail mediamente facile per almeno 3/4 della sua percorrenza, con qualche sporadica parte un po’ piu’ stretta e scavata all’inizio, qualche semplice drop e un ultima parte piu’ ripida. Soltanto la parte finale, con un traverso esposto e stretto e successivo ripido in contropendenza e compressione possono riusltare problematiche. Ma parliamo di pochi metri e comunque l’ambiente ripaga con la vista di questo particolare ruscello che si fa strada attraverso una ripida gola.

E’ doveroso ahime’ segnalare che l’uscita del trail presenta una sbarra non apribile, di non facile passaggio con l’ebike se si e’ da soli. Per risalire, troviamo subito la strada che porta a PiandeiPreti, un po’ ripida ma sempre asfaltata, panoramica verso la val fontanabuona.

(video calabroni)

Spendiamo ancora due parole su Costa Lunga e Batagna 2. Il primo , come suggerisce il nome, segue il costone della cresta spartiacque, senza presentare difficolta’ alcuna fino a quando le pareti non si inaspriscono verticalizzandosi verso il fondovalle. Da qua la musica cambia: un lungo ripido guidato, molto ripido con punte oltre il 40% ci portera’ fino ad un traverso lungo il torrente dove il lepego (umido viscido) e’ in agugato e occorre prestare attenzione anche se si tratta di una sezione facile. Il trail si conclude in una caratteristica gola dove un ponticello che dimostra “una certa eta’” ci permette l’attraversamento. Anche per questo trail suggerisco la risalita via pian de preti. Su trailforks e’ blu, ma il ripido finale e’ decisamente nero.

Batagna due invece e’ forse il piu’ hard dei trail della zona. Non tanto per le pendenze, quanto per il fatto che passa in una parete nord estremamente umida, o meglio lepega, ricca di corsi d’acqua. Attraversa un ambiente a tratti singolare, passando accanto a costruzioni abbandonate e terminando anch’esso nei pressi del torrente con un caratteristico ponticello. Su trailforks e’ indicato blu ma IMHO e’ da segnare nero.

Un ultima menzione va anche fatta per N.S del Bosco, ancora in fase di manutenzione e pulizia nella seconda parte: trail xc/flow nella prima parte con poi una serie di rilanci e strappi in salita non banali. Molto interessante per chi vuole mettersi alla prova anche sul tecnico in salita. Termina all’omonimo santuario, da dove su strada asfaltata risaliamo tranquillamente verso Calcinara/Colle caprile.

In ogni caso, se abbiamo iniziato il giro partendo da Uscio, a fine giro e’ consigliato il rientro sul classico Polveriera.

Tutti i trail indicati, tranne Calabroni NS del Bosco e Chiapparino, sono ben indicati su trailforks. Per questi altri vi linko le mie attivita’ su Strava,ma tutti i percorsi sono ben segnalati da cartelli e indicazioni.

CALABRONI + CHIAPPARINO
COSTA LUNGA/NS BOSCO

Per concludere: location davvero bella, che merita sicuramente piu’ visibilita’, posizione strategica tra costa e entroterra, terreno che regge piu’ che bene l’umido e che sul lato mare drena rapidamente. Ci ho girato anche con il bagnato, e con la dovuta cautela i trail meno ripidi sono fattibilissimi. I local del gruppo “Uscio outdoor” si danno da fare per mantenere e aprire nuove linee, andando a riscoprire antiche vie di comunicazione e evitando di creare strutture dal nulla rispettando al massimo l’ambiente. E ultimo ma per me importante, qua ci sono trail adatti a tutti, anche a chi sta iniziando a scoprire questo mondo, cosa non sempre semplice da trovare in Liguria. Inoltre il comprensorio e’ ben collegato , ognuno puo’ scegliere l’anello piu’ idoneo alla propria preparazione tecnica e atletica (e al mezzo) e le risalite sono tutte ben pedalabili .

Vi invito anche a leggere il post del 2020, e ovviamente a venire a girare su questi trail!

eMTB AM Genova Mte Fasce 2 Sori

A volte mi si chiede se non ho paura a girare in mtb da sola.
La risposta e’ si, a volte si, ma se dovessi sempre trovare qualcuno per fare un determinato giro sarei piu’ sul divano che in bici.
E questa cosa vale sopratutto in questa fase personale di ricostruzione. Lasciata alle spalle la Capitale, ora la mia concentrazione e’ sull’arrivare a termine del corso regionale ACT e sul portare avanti i miei progetti in quello che voglio che sia il mio mondo.
Per arrivare indenni all’esame finale, farsi male e’ severamente vietato. Ed e’ x questo che negli ultimi tempi mi avete visto fare anche molti km, (cosa che comunque evito di fare con frequenza) pur di avere compagnia, sopratutto in giri piu’ lunghi e magari dallo stampo piu’ AM.
Ma le belle giornate e il richiamo dell’esplorazione del meraviglioso territorio che ho a pochi km dalla mia base invernale (attualmente sono a Rapallo e ci restero’ fino al disgelo) stavolta mi hanno convinto a rimettermi a “ravanare” in un giro piu’ lungo di stampo all-mountain. L’idea arriva da un post su facebook di un uscita effettuata dal CAI di Savona, alla quale ha partecipato una biker che ho tra i contatti. Mi informo e ottengo il gpx. Si tratta di un alternativa alla gia’ nota Porcilaia , che dalla strada del monte Fasce scende su St.Ilario. Stavolta invece ci si stacca poco prima, e sulla carta dovremo affrontre una serie di creste, fino a scendere a Sori passando per la localita’ Teriasca , il tutto seguendo uno spettacolare crinale , sul quale si alterneranno sezioni esposte ad altre piu’ aperte, per concludersi con uno splendido sentiero a tornantini (minuto 7.49 del video sottostante x i piu’ impazienti) .

Quindi pronti … VIA . Vi lascio subito il vlog del giro ….

Ma procediamo con ordine. Dislivello e kilometraggio ignoti, in quanto la traccia che ho parte da Nervi e sale per la classica risalita che in genere si utilizza per i trail lato antenne (Geometra, Topinigi, Tupango) , mentre per me, arrivando da Levante conviene lasciare la macchina a Sori e salire da qua. 9km per alzare circa 620 d+, ad incrociare la strada del Fasce che arriva da Uscio in localita’ Case Cornua. Da qua ancora 2km e 100 d+ per lasciare poi l’asfalto in corrispondenza di uno slargo, e seguire una visibile e sempre pedalabile linea di cresta che porta ad una stazione metereologica. Inutile dire che il panorama lascia senza parole.

Raggiunta la cresta piu’ alta inizia la discesa. La prima parte, dopo un poco visibile attacco a valle di una lastra rocciosa, e’ un lungo traverso con un paio di tornantini, il tutto fattibile ma decisamente esposto. Serve prudenza e cautela sopratutto se si e’ in solitaria; il traverso poi conduce ad un altra serie di creste con qualche rilancio e qualche scalino in salita, fino ad un ultimo ripido molto smosso (che non mi vergogno ad aver fatto a piedi vista la situazione) . Da qua il sentiero cambia totalmente, si entra nel bosco in una classica mulattiera che talvolta presenta qualche restringimento e qualche passaggio su pietra fissa a rischio rotture, terminando con uno stretto tornante che conduce in una altrettanto stretta linea racchiusa tra muretti a secco. Superata questa sezione, possiamo dire di esserci lasciati alle spalle la parte piu’ ostica del trail, indicata come nera su trailforks. Finalmente possiamo mollare un po’ i freni, immettendoci sul divertentissimo “Cortino DH“, blu su trailforks: una discesa sempre panoramica con una prima parte natural flow in cui il sentiero trova il suo percorso tra la bassa vegetazione mediterranea, per poi diventare piu’ tortuoso aggrovigliandosi in una divertente e sfidante serie di tornantini. Il fondo breccioloso non e’ dei miei preferiti e richiede cautela, ma a parte questo dettaglio la discesa e’ davvero TOP ! Un ultima “S” ci porta nuovamente a contatto con la civilta’, sbucando in una cementata al servizio di qualche abitazione.
Ancora pochi metri in lieve salita e ci troviamo in localita’ Teriasca.

Da qui possiamo rientrare a Sori su asfalto, o in alternativa fare un ultimo trail, purtroppo non pulitissimo sopratutto nella parte finale che ci porta rapidamente nel fondovalle sulla cementata che costeggia il torrente e che conduce con piacevoli passaggi tra le tipiche abitazioni, fino al mare.

CONCLUSIONI: giro bellissimo, abbinabile volendo ad altri elementi nella zona del Fasce. (Il giro in se come lo ho fatto io sono poco meno di 20 km e 830 d+) Paesaggi e terreni che ricordano l’alta montagna, ma sotto c’e’ il mare …. esposizione sud quindi ben drenante . Peccato che l’ultima sezione (CORTINO) non abbia una via d’accesso semplice e alternativa al lungo traverso, in quanto meriterebbe la possibilita’ di una risalita dedicata essendo molto divertente dal punto di vista della guida e della pratica sui tornantini stretti.

STRAVA: https://www.strava.com/activities/8548438525
TRAILFORKS : https://www.trailforks.com/ridelog/view/49008744/

Relive:
https://www.relive.cc/view/vQvxpMXjR9v

Alta valsusa in hardtail.

I trail + interessanti per i “frontini”…

Chi mi segue, lo ha notato sia nei video che qui sul blog: il #frontinorosso ha trovato di che divertirsi qua in alta ValSusa. Vediamo quali sono i percorsi dove meglio esprime le sue potenzialita’ “downcountry“; ovviamente tutti gli itinerari indicati sono molto adatti anche per chi si avvicina al mondo della mtb su sentiero strizzando l’occhio al contesto gravity.

1) Basso Cotolivier, Irontibi lines
La parete Nord del Cotolivier nella sua parte bassa, tra le frazioni di Chateau Beaulard, Pierremenaud e Vazon offre una serie di trail interessanti e divertenti per la front, concatenabili in diversi anelli.
In breve: da Vazon c’e’ un lungo sentiero mezzacosta, flow con alcuni rilanci, direi piu’ xc e un unico passaggio tecnico che arriva a Chateau.
Da Chateau 2 possibilita’ di discesa su Beaulard:
1) Superflow : linea easy veloce e scorrevole.
2) D2 : linea enduro, non impossibile, fattibile anche con la front ma richiede una certa attenzione.
Rientrando sulla strada mezzacosta verso Pierremenaud troviamo un bivio che indica Villaretto: da qua parte un velocissimo e pulito trail fatto di compressioni e saliscendi. Se vogliamo una versione piu’ “guidata”, basta proseguire per alcuni metri e troveremo un ingresso nel bosco che conduce ad una variante piu’ stretta e ripida che si collega al sentiero citato sopra. Entrambi conducono alla frazione Villaretto. Da qua ci sono altre 3 possibilita’ di discesa:
a) Verso Oulx con un trail ripido guidato la cui unica difficolta’ e’ data dalla pendenza.
b) Verso Savoulx (tenere la sx ad un bivio in corrispondenza di un prato) su trail veloce ma stretto
c) Proseguendo il facile sentiero che pero’ presenta molti rilanci (piu’ XC)

SALITA: pedalabile++ (asfalto/sterrato scorrevole)
DISCESA: Vazon-Chateau S1/S2-
Chateau Superflow S0/S1
Chateau D2 S2/S3-
Villaretto S0
Villaretto variante S1+
Villaretto-Oulx S1+
Villaretto Savoulx S0
Villaretto / Savoulx variante S1

Traccia (indicativa)
https://www.strava.com/activities/7439216968

Dislivello 400-700+ e oltre d+ a seconda delle combinazioni

Acqua: fontane (caratteristiche) in tutte le frazioni.

Video del “superflow”


2) Sansicario ex park

Da Sansicario, seguire la strada per loc. Champlas, da qui salire in direzione Chalmettes. Raggiunto l’omonimo bar/ristorante, si puo’ decidere se fare un giro piu’ lungo proseguendo verso Sestriere sulla strada del Monte Rotta e rientrando per il sentiero Bordin (Facile mezzacosta in leggera discesa, panoramico ma poco interessante dal punto di vista della guida), o proseguire in direzione Soleil Boef. Dall’omonima localita’, dietro ad un cannone sparaneve, si scorge la traccia che scende nel prato. Inizialmente e’ stretta ma poi diventa facilmente seguibile, trasformandosi in un divertentissimo – anche se non largo – flow trail che offre anche una passerella northshore – discendente a Sansicario. Da non perdere.

SALITA: pedalabile– (sterrato fattibile fino al forte Foen poi ci vuole gamba)
DISCESA: Bordin s0, exPark S1, passerella e qualche ripido S2+
Dislivello: 500 (700 se si arriva a Sestriere)

Traccia (indicativa)
https://www.strava.com/activities/7592527409

Acqua: solo a Champlas e poi a Sestriere se si prosegue (c’e’ una fontana lungo la strada del Monte Rotta, ma ad Agosto 2022 risultava spenta)
Video:

3) Bardonecchia Grange della Rho

Giro breve ma panoramico e sopratutto divertente. Si parte dalla zona alta di Bardonecchia, seguendo le indicazioni per Grange Rho e i camini del Frejus. Si parte su asfalto che, anche se a tratti ripido, si lascia pedalare fino al bivio per grange Rho. Da qui la strada diventa sterrata, impegnativa, con una pendenza media dell 11% che richiede una discreta gamba per non ricorrere allo spingismo. Arrivati al paesino, seguiamo in mezzo alle case l’indicazione per Bardonecchia/Strada 3 croci. A breve la traccia diventa un divertentissimo sentiero, che tra curve di diverso raggio (mancano solo le sponde eehheheh) e veloci rettilinei porta a valle fino a ritrovare l’asfalto. Per allungare il giro abbiamo due opportunita’ : a) risalire e poco prima di grange Rho seguire il bivio per Grange Frejus. Da qua inizia un altro singletrack piu’ “XC” con tratti panoramici , qualche parte + tecnica e rilanci che arriva a Grange Frejus sull’asfalto. Percorso qualche metro d’asfalto a sx troviamo una mulattiera, apparentemente anonima e banale, ma che con un po’ di fantasia puo’ trasformarsi in una serie di spondine. b) Se vogliamo evitare il salitone, possiamo semplicemente risalire fino solo alla mulattiera dall’asfalto in direzione camini del Frejus e imboccare la mulattiera a sx.

SALITA: pedalabile — (asfalto fattibile, sterrato impegnativo)
DISCESA: s1 tutte.
Dislivello: 400-600 d+

Grange rho fondovalle

Traccia:
https://www.strava.com/activities/7642188897

Acqua: sia a Grange della Rho che poco prima delle grange del Frejus (qualche metro dopo l’inizio della mulattiera) .

Video:

4) Sauze/gran bosco, Il sentiero dei Cannoni

Classico giro tra il Gran Bosco di Salbeltrand e la Strada dell’Assietta. Salita mediamente impegnativa su sterrata non sempre scorrevole almeno fino al col Blegier, poi le pendenze e la scorrevolezza migliorano una volta inseriti sulla storica strada dell’Assietta. Discesa flow con qualche pezzo un po’ piu’ scassato, lunga e talvolta stancante per il fondo irregolare sopratutto nella prima parte. Un po’ “noioso” il dover ripetere un pezzo dell’itinerario di salita per rientrare al punto di partenza, ma nel Gran Bosco di Salbeltrand non e’ possibile percorrere sentieri in bici tranne il suddetto .

frontino assietta col blegier

SALITA: pedalabile – (sterrato non sempre scorrevole)
DISCESA: S1 tutta.
Dislivello: 750 d+
Traccia:
https://www.strava.com/activities/7631541822

Acqua: assente, premunirsi: le uniche fontane presenti lungo la strada del Gran Bosco ad Agosti 2022 risultano chiuse.

Video:

NB: Le tracce sono state linkate da Strava. Se siete iscritti anche con il profilo gratuito dovreste riuscire a scaricarle facilmente da computer. In caso di difficolta’ potete contattarmi e saro’ lieta di fornirvele via email o altro.

Che budget per avvicinarsi alla MTB ?

Avvicinarsi alla MTB/eMTB – opportunita’ e budget –

Diciamolo apertamente : quando qualche amico/parente/conoscente non biker mi chiede quanto costa la mia bici rimane negativamente colpito e vede questo sport come inavvicinabile. E sottolineo che la mia Thok e’ un entry level come montaggio, e, nel mondo elettrico, e’ poco piu’ del “minimo sindacale” che serve ad avvicinarsi ad un uso offroad sportivo/enduristico.

thok mig sauze

Questo “costo di strartup” e’ un gran deterrente per tanti che vorrebbero provare, avvicinarsi a questo mondo , capire di che si tratta e se puo’ essere il loro sport. Purtroppo anche le formule di leasing o long term rental (noleggio a lungo termine) non sono sempre attuabili e/o convenienti , e implicano un impegno minimo di 1 anno, e sono rare le offerte dedicate a privati che permettono la restituzione del mezzo senza penali.

Tutto questo scoraggia il semplice sportivo curioso, magari praticante di altre attivita’ outdoor, anche solo nei confronti di un noleggio giornaliero , timoroso del “e se poi mi piace come faccio ?”

Facciamo dunque due passi indietro. Le eMTB non sono sempre esistite, e anche senza il motore questo sport puo’ avere il suo perche’ , a patto di mettere a budget – prevalentemente nella stagione estiva – qualche uscita in bikepark , quindi usando le seggiovie o altro mezzo di risalita, per poter migliorare rapidamente in discesa e avere l’opportunita’ di non stancarsi in salita e perdere lucidita’.

Il periodo ideale per avvicinarsi a questo sport con un budget ridotto, e’ secondo me, prima dell’estate , in modo da poter approfittare della stagione di apertura dei bikepark per farci un idea globale di quello che vogliamo fare con la bicicletta.

In ogni caso, il budget minimo per una full (ovvero bici con sospensione sia anteriore che posteriore) usata puo’ variare tra i 1000 e i 1500 euro.
Sotto questa cifra si rischia di tornare molto “indietro nel tempo” , trovando mezzi ormai decisamente obsoleti sui quali puo’ risultare anche difficile reperire i ricambi.

E … se a questa cifra non ci arrivo ?

Se proprio si vuole provare, il mio consiglio e’ di affittare un enduro muscolare in un bikepark e cercare di capire se questo mondo fa per noi. Meglio se accompagnati da un maestro o almeno da un amico/a esperto/a . Il costo di una giornata puo’ variare – incluso skipass e noleggio – dai 70 ai 120 euro a seconda della location scelta.

… Basta una giornata a capire ?

Non e’ detto. In questo caso – ahime’ – il mezzo e il tipo di sentieri fa la differenza. Per questo, nel dubbio meglio affidarsi ad un esperto/a .

… Non ho bikepark accessibili, so a priori che dovro’ pedalare, posso iniziare con una buona front ?

La risposta e’ ASSOLUTAMENTE SI !! Il “frontino”, sopratutto se moderno , e’ un mezzo divertente, allenanete e didattico. E’ piu’ agile e meno faticoso in salita di una full pari peso, in discesa e’ agile e reattivo sul veloce. Richiede pero’ maggiore controllo, scelta di linea e skill a bassa velocita’ sul tecnico. Tutte cose che possono essere imparate, e che sono anche motivanti e divertenti da acquisire.

frontino manual
frontino chiesetta

Dunque, che caratteristiche deve avere un frontino divertente ? All’incirca quelle del mio FrontinoRosso: telaio in alluminio (alcuni propongono l’accaio, sinceramente lo sconsiglio ad un principiante poco allenato, l’aumento di peso non e’ trascurabile), sterzo mediamente aperto (66-67 gradi), ruote da 29 e escursione della forcella intorno ai 120-130 mm. Ci sono front da enduro con escursioni maggiori, ma fidatevi, sopratutto se dovete pedalarci ed e’ la vostra prima bici e’ solo peso in piu’ . Un mezzo del genere permette di iniziare a divertirsi e di imparare solidamente i fondamentali della guida offroad.

E ricordatevi che gran parte delle volte, se non riuscite a chiudere un passaggio , non e’ colpa “della bici” …. La guida attiva in mtb richiede tecnica, che non tutti riescono ad apprendere in modo autonomo e intuitivo. Qualche lezione puo’ essere piu’ utile di un inutile upgrade …

E vi ricordo che se vi trovate in alta Valsusa, per tutto Agosto sono disponibile per lezioni per livello principiante/intermedio in bikepark e non solo, sia per ebike che non.

maestra mtb

eMTB Jenne All Mountain

Jenne e dintorni, all-mountain appenninico

Era da un bel po’ che non scrivevo di un giro in centro Italia.
La mancanza di scassato o comunque di terreno naturale iniziava a farsi sentire.
Quindi non avendo impegni volevo assolutamente azzardare qualcosa di nuovo.
Girare “fuori dal preparato” in Appennino Centrale e’ ben diverso dal farlo nella “mia” ValSusa. Si e’ spesso senza segnale telefonico, in zone molto lontane da centri abitati , e lo sviluppo kilometrico in genere prevale su quello altimetrico. Quindi e’ bene avventurarsi perlomeno con un compagno/a. Cosa che negli ultimi tempi era diventata difficile, visti i frequenti impegni didattici sia con la Tibur Bike che per il mio progetto RidePink.
Ma i social talvolta aiutano, e riesco ad accordarmi con Tony, e-biker che gradisce il riding su terreno naturale e scassato in quota (e che e’ pure capitato nella “mia” Valsusa …)
Il giro che prevediamo di fare e’ un mix tra due tracce in zona monti Simbruini. La partenza e’ da Jenne, alcuni km oltre Subiaco lungo la strada alternativa per monte Livata. Saliamo per asfalto direzione Livata fino a localita’ Fondi, un immenso altopiano in “classico” stile Simbruini. Con qualche taglio ci portiamo su una carrabile che in cresta diventa sentiero, e diventa un po’ sporca e non semplice da seguire. Dobbiamo far affidamento alle bandierine CAI, oltre che alla traccia GPX. Del sentiero non vi e’ praticamente segno. Seguendo la cresta arriviamo ad uno scollinamento su prati in dicesa che ci conduce al punto piu’ panoramico del giro. Un breve ma spettacolare saliscendi, comprensivo di qualche zona ancora innevata, ci porta su un crestino (Colle Campitellino) dal quale e’ possibile ammirare alcune cime innevate, a cui purtroppo non saprei dare nome (eh no, questa non e’ la mia valle :/ …)

Ritrovato il sentiero dopo qualche ravanaggio, continua la “caccia alla bandierina”. Un peccato perche’ il percorso – tutto pedalabile – sarebbe davvero bello e accessibile se fosse pulito. Le faggete dei Simbruini sono un terreno perfetto per la mtb e, sotto quello strato di foglie secche e ramaglie, si nascondono davvero trail di ogni genere.
In ogni caso, a forza di bandierine arriviamo sull’asfaltata. Ancora un saliscendi e inizia il primo vero e proprio trail della giornata: fondo prevalentemente smosso con qualche parte su pietra fissa, non particolarmente difficile ma abbastanza “fisico” per braccia e sospensioni. Verso la parte finale il trail si incattivisce un pelo, con un paio di curve non banali e il fondo che prende un aspetto piu’ di pietra fissa/rockgarden, sbucando infine nuovamente sulla traccia asfaltata da cui siamo saliti.


Risaliamo nuovamente per un paio di km e andiamo a prendere l’ultimo segmento della giornata: un divertente trail, decisamente piu’ flow talvolta interrotto da passaggi su roccia fissa, con alcune sezioni che richiedono un giusto bilanciamento tra precisione di guida e capacita’ di fare scorrere alla velocita’ corretta.
Con un ultima sezione a tornantini si ritrova l’asfalto poco sopra l’abitato di Jenne, e quindi le macchine.

Video By Toni

Concludendo: mi mancava un giro “all mountain”, dove la protagonista e’ la Natura e la Montagna, e la bici e i trail diventano un mezzo appagante e sfidante per goderseli. Ambienti affascinanti e particolari, ben diversi dalle Alpi, dove c’e’ ancora un qualcosa di selvaggio e ben lontano dall’antropizzazione.

Traccia su Strava, consiglio buone capacita’ di orientamento e uso del gps (che deve essere carico e avere le mappe offline) per seguire la parte alta.

https://www.strava.com/activities/6855435457

MTB Valsusa: San Colombano, 804a, Bisee

Media Valsusa: San Colombano, Trail 804_a , Combes, trail Bisee

Un inverno anomalo, ma questa anomalia purtroppo e’ sempre piu’ frequente. Le precipitazioni nevose sono sempre piu’ rare, e spesso alternate a rialzi termici non indifferenti tali da rendere impossibile la persistenza del manto di neve a quote medio-basse.
Anche a Febbraio quindi niente splitboard, ma ebike. Approfittiamo quindi per esplorare una parete sud che d’estate puo’ essere troppo calda: si tratta dell’area sopra Exilles, e in particolare dei sentieri che collegano quest’ultimo con le frazioni Deveys, Combes e San Colombano. L’idea in realta’ deriva da un trail che piu’ di una volta avevo notato percorrendo la SS24, un susseguirsi di tornanti che piombavano direttamente sulla strada asfaltata da una parete piuttosto ripida.

Aprendo trailforks si nota che questo trail esiste, ed e’ segnato come blu. Resta da trovare il modo per inserirlo in un giro piu’ lungo (il trail in se e’ circa 1km, e il dislivello positivo per raggiungere il singolo trail e’ di 300 d+) , compito per il quale ho deciso di riprovare ad usare Komoot. L’altro riferimento da inserire, sempre guardando trailforks e ricordandomi anche di un giro proposto sul libro Western Trail, e’ il sentiero 804 A, che in realta’ andrebbe preso dalla Grangia Soullieres lungo la strada che porta a Grange della Valle, a quota 1700 circa. Ma di questa seconda opzione vi faro’ cenno successivamente.

Saliamo quindi da Exilles verso San Colombano, da qua lasciamo l’asfalto per seguire una sterrata di recente realizzazione. In questa zona sono state ristrutturate alcune antiche grange , quindi c’e’ una strada al servizio di queste. La strada sale tranquilla , si incattivisce solo verso la fine, terminando in un incrocio con proprio il trail che stiamo cercando. La salita e’ comunque facile e pedalabile, alternando scorci sul fondovalle a passaggi tra conformazioni rocciose e muretti a secco. Visto il numero di “ruderi” osservabili presumo che doveva essere una zona ben abitata in passato.

Ma passiamo alla prima discesa. Direzione localita’ Combes: ci aspetta una prima serie di tornanti su fondo smosso e traversi mediamente esposti, nulla di ripido ma che richiede un po’ di sicurezza nella conduzione del mezzo. Scenario sempre molto spettacolare come dal video seguente.

Giunti alla localita’ le Combes proseguiamo continuando la discesa in direzione Deveys. Qua le cose si complicano un pelo, incontrando un traverso esposto dal fondo smosso franoso, che genera alcune contropendenze non banali e non sicure. Il mio consiglio e’ di spingere la bici per i pochi metri “critici”, se non si ha il pelo di rischiare uno scivolone . Lasciato alle spalle il traverso incriminato, la discesa diventa un po’ piu’ scorrevole, e la pietra se compare diventa fissa, proponendo alcune divertenti S e curve varie fino a Deveys.

Ritrovato l’asfalto, si risale per circa 150 d+ fino al ripetitore di San Colombano. Da qua inizia il sentiero Bisee, che pur essendo indicato da paline ha un accesso non visibilissimo, staccandosi a sinistra da uno stradotto che risulta senza uscita. E qui inizia il divertimento: se fosse pulito (basterebbe soffiarlo e levare ramaglie) sarebbe un bellissimo “natural flow” , che alterna parti piu’ “mulattierose” (genere bassa valle, vedi il giro in zona Susa) , ad altre piu’ scorrevoli e addirittura qualche sponda naturale generata dai muretti a secco. Insomma, foglie secche e ramaglie a parte una goduria , con un gran finale a tornantini a picco sulla statale.

Visto il successo di quanto riportato finora, il giorno seguente decido di avventurarmi fino alla grangia Soullier, quota 1700 circa per vedere la parte alta del trail 804 a . Mi affido nuovamente a komoot per vedere quale sia il metodo piu’ rapido per evitare il piu’ possibile la statale in salita. Il suggerimento e’ quello, di percorrere un mezzacosta (o almeno si presume tale) che si stacca dalla strada percorsa il giorno precedente in corrispondenza delle prime case, e inizia a costeggiare la parete. Purtroppo il trail, contrassegnato dalle paline “sentiero balcone” e indicato cosi’ sulle carte, risulta spesso strettissimo, esposto e con passaggi tecnici in salita che gia’ non sarebbero banali in un altro contesto, figuriamoci con uno strapiombo da una parte

sentiero balcone

In ogni caso in qualche modo, spingendo piu’ di una volta la bici (nb: il trail se si ha pelo e manico in salita con un e-bike e’ ciclabile al 95% forse anche oltre) si arriva alla localita’ Combes. Da qua ora solo asfalto, lungo la strada x Grange della Valle, fino a quota 1700 mt slm.

gr soullier

Fa freddo e tocca muoversi. Il sentiero e’ facilmente individuabile dalle seganalzioni biancorosse CAI, e , promette davvero bene. Purtroppo e’ sporco, sporchissimo, pieno di rami e ramaglie di larice, ma se ripulito sarebbe a dir poco spettacolare dal punto di vista del divertimento a due ruote.

ramaglie 804

UN mix tra singletrack e mulattiera con qualche pietra fissa, e muretti a secco che fanno da sponde naturali. Molto particolare la parte di uscita dal bosco, che ci porta a ritrovare l’itinerario gia’ noto del giorno precedente, con passaggio in una “barriera” costruita con lastre di pietra .

lastre 804

Ripercorriamo dunque la strada del giro gia’ noto a ritroso, incontrando anche qualche pianta in fiore … la primavera e’ ormai gia’ qua (con un mese di anticipo) . Il giro si conclude con il bellissimo sentiero Bisee di cui abbiamo gia’ parlato per un totale di 970 d+.

pianta fiorita

Concludendo: una zona che ancora non conoscevo, estremamente interessante. Con un po’ di lavoro di pulizia l’accoppiata 804/bisee diventerebbe davvero un giro TOP per chi ama l’enduro su terreno naturale. Ottima scoperta sopratutto in mid season ovvero “destagionalizzata”.

Per completezza lascio i link alle due attivita’ su Strava. Il mezzacosta “sentiero balcone” e’ da percorrere con cautela e a proprio rischio e pericolo.

https://www.strava.com/activities/6731781950

https://www.strava.com/activities/6726933564