Origins – Origini

Non si dimenticano e non si cambiano

All’alba degli anta, in un annata che ha visto molti cambiamenti sul profilo lavoratvo, mi ritrovo a sfogliare a ritroso il mio profilo facebook (facebook.com/kiazsurf ) ritrovando foto di momenti perduti, che adesso come non mai sogno di ritrovare e rivivere ….

snow origins

il mondo cambia … non di certo in meglio … si guarda indietro … si guarda una serie di scelte
il surf … un sogno divenuto realta’, che ora per tanti motivi è rimasto un po’ li … tra acciacchi fisici e possibilita’ limitate di decidere del proprio tempo, crescita esponenziale dei praticanti sta lasciando nuovamente il posto alle mie vere origini.

snow jump

Non si puo’ negare … se cresci sui monti questo ti segna.
Magari per un po’ neghi, rifiuti, vuoi scappare, vuoi conoscere l’elemento liquido ….

elemento liquido che dopo 11 anni ti porta al capolinea, perchè quello che potevi fare lo hai fatto …
a 40 anni non hai piu’ voglia di sgomitare.
A 40 anni preferisci rincorrere il silenzio piuttosto che le onde, anche perchè ormai le onde semi deserte sono un utopia ….

Ricompare lei … con le sue ruote e i suoi pedali … la mia biciclettina … un mezzo eclettico che unisce esplorazione, avventura,
adrenalina e perchè no – fitness …

slay4r

Grazie a Slayerina prima e poi alla Specy ho ritrovato le mie origini …
quelle origini che hanno un elemento ben preciso : la neve, lo snowboard, il backcountry.

bc

Dopo tutto è solo acqua gelata, ma è il meglio dei due mondi. Lo snowboard mi ha portato ad apprezzare la montagna non solo come elemento
da sfruttare in senso gravity, ma per tutto quello che circonda. Ma la neve non è eterna, l’evoluzione delle mountain bike han permesso di ritrovare anche d’estate alcuni concetti -quali il #salgoperscendere – tipici degli sport invernali.

Il concetto di freeride in senso lato è quanto piu’ mi appartiene. Che si tratti di tavola o di bici, di neve o di trails, c’è sempre una linea … e volendo si puo’ anche staccare da terra … interpretare il terreno.

Nel surf il freeride non esiste. Il surf mi ha dato tanto, mi ha insegnato la pazienza.

Ma il tempo passa, e non ci si puo’ permettere di aspettare.
Sono fatta per stare all’aria aperta.
Muoversi è necessario per poter continuare a farlo il piu’ lungo possibile.
Il surf specie in italia non puo’ essere uno sport unico specie da grandi, necessita di una buona preparazione atletica che è difficile mantenere da adulti senza doversi rivolgere ad una palestra. Ma le palestre e la noiosa ripetitivita’ non fanno per me.

Meglio pedalare.
O, se possibile, inerpicarsi tavola a spalle alla ricerca di neve perfetta.

La pazienza è finita. Mountails are my playgrounds, le montagne sono il mio parco giochi … Gravity and my legs are my engine, gravita’
e gambe sono il mio motore.

Anche i trails si “surfano”. Surfing trails is possible.

That’s it … that’s all … ready to get back in my mountains for a while … Pronta per tornare sulle mie montagne per un po’.

snowboard: lasciare il segno

Ogni traccia in neve fresca in snowboard è una firma. Che sia su un pendio ripido, un canale, un bosco, un ampio panettone. è sempre una firma. Quando poi, dopo tanto tempo, torno a surfare le montagne di casa, e a introdurre al mondo della neve non lavorata due cari amici, la giornata puo’ diventare perfetta, facendoci credere x un paio d’ore di essere in pieni anni 90.

Dopo anni, torno a sentirmi Local di questa valle anche d’inverno. La prudenza di questi tempi di clima instabile non è mai troppa.

sociapow

La fortuna ci porta su una pista non battuta, situazione ideale x iniziare a fare qualche curva, e incominciare a capire l’essenza dello snowboard. Quel surf feeling da cui per quanto mi riguarda è iniziato tutto, portandomi alla fine a cercare la vera sensazione da cui deriva, imparando a scivolare anche sull‘elemento liquido.

Meglio tardi che mai, con la dovuta prudenza e un po’ di fortuna, ogni tanto questo capriccioso meteo ci fa ancora godere.
Il divertimento continua, il 2018 si apre con ancora qualche ultima bella curva in powder, e viste le buone sensazioni, anche con un piccolo salto.

pow 1 pow 2

jump kiaz

Snowboard e neve d’altri tempi, con una tavola azzeccatissima che permette di godere a 360 della montagna senza  rimpiangere di avere il mezzo sbagliato. Una one-board quiver perfetta per chi ama le curve, siano esse condotte in pista o linee in fresca.

snowboard postcard from heaven from KiaZ bike surf and more on Vimeo.

groomr22

Purtroppo le ferie stanno volgendo al termine, e non resta che memorizzare bene questi attimi, che assieme a tanti altri vissuti in passato mi fanno sentire fortunata ad aver vissuto la nascita e l’evoluzione dello snowboard in questi anni. Lo snowboard è stato per me uno strumento per imparare ad apprezzare la montagna andando oltre l’aspetto prettamente sportivo … iniziando ad uscire anche in backcountry con le ciaspole per conquistarsi la discesa ben presto ho realizzato che l’inverno era troppo breve: da qua la passione per la mtb, che al momento è la mia attivita’ sportiva outdoor primaria. Ho comunque ancora alcuni sogni “bianchi” che vorrei realizzare, non sara’ facile, ma sognare aiuta a sopravvivere.

Never stop riding & never stop dreaming


pub

2017 end of year

end of year 2017

L’anno sta per finire, e come tradizione scrivo queste righe dalla “mia” Valsusa. Una fine anno nel segno dello snowboard e della powder, che conferma le mie riflessioni di 1 anno fa sull’evoluzione o involuzione di questo sport … evoluzione che ha ben visto l’arrivo delle groomers, tavole che riprendono i concetti freecarve adeguandoli ai tempi e agli attacchi soft.
In questi giorni ho potuto usare in maniera abbastanza esaustiva la k2carveair, confermando la sua propensione alla conduzione senza
disdegnare qualche scappata in fresca, certo non c’è da aspettarsi un freeride, ma come potete vedere dal video si è difesa anche in un giro backcountry in bosco rado con poca pendenza. Purtroppo lo snowboard, da quando vivo a Roma è diventata una piccola parentesi che si apre durante le festività o in rarissime eccezioni..

backcountry 2017 valsusa from KiaZ bike surf and more on Vimeo.

La grande protagnonista di questo 2017 è pero’ lei, la biciclettina. Dopo un periodo di adattamento, la Specialized Stumpjumper verdina si è rivelata una grande amica e compagna di avventure. Il meglio lo ha espresso nei giri liguri, tra cui vale la pena citare Sestri e l’esperienza di Finale di pochi giorni fa. Ma anche nelle location piu’ vicine a Roma ben si difende, regalandomi tante soddisfazioni e divertimento. Tra tutti gli action sport, la mountain bike è quello che in questo periodo mi sta dando piu’ imput positivi,complice il fatto di avere impatto ridotto su articolazioni e schiena, e quindi di poter continuare ad offrirmi possibilita’ di miglioramento malgrado l’avanzare dell’eta’. Visti i continui progressi, sia in termini tecnici che di km, quando pedalo riesco per fortuna a dimenticarmi la mia età anagrafica 😉 , quindi lunga vita a #bicionaverdina !!!


Per concludere, due parole anche sul surf. Le sofferenze alla schiena e il piccolo infortunio alla caviglia non hanno aiutato, ma malgrado tutto anche dal Mare qualche piccola e saltuaria soddisfazione è arrivata.

Con questo, siamo pronti a inizare un nuovo anno di sport all’aria aperta, cercando di dimenticarci i “numeri” che avanzano e continuando a cercare di trovare l’energia per combatterli, senza dare peso a stereotipi che mi vorrebbero con “la testa a posto” …. 😉

Buon 2018, riders di ogni genere e elemento !!!!

K2 CarveAir 149 TEST Groomer Snowboard

TEST K2 CarveAir 149

Ci siamo riusciti. Finalmente le condizioni meteo mi hanno permesso di azzardare un’uscita in snowboard a Campo Felice per provare
la K2 CarveAir, tavola appartenente alla neonata categoria “groomers“. In USA per groomer si intende pista battuta, e le tavole dedicate
a questa categoria hanno l’obbiettivo di ottimizzare le performance sul battuto/lavorato/preparato senza penalizzare il freeride.
In pratica la CarveAir e le sue parenti di altre case dovrebbero carvare come un freecarve hard anni 90 senza sacrificare l’andatura
in neve fresca. Insomma, sulla carta la tavola ideale per riportare sullo snowboard gli over 35 che hanno iniziato con questo sport
20 anni fa o piu’, magari con un hard.
Faccio parte di questa categoria. Malgrado abbia un passato da aspirante maestra di snowboard, non sono mai stata una scimmietta da park,
non ho mai amato il freestyle specie quello newschool (rail e altre cose che in montagna in natura non esistono),
e anche se qualche rotazione la chiudevo le mie passioni sono sempre state le curve, siano esse in fresca o in pista con l’hard.
Cominciamo dal perche’ una tavola del genere nel mio quiver? la risposta e’ molto semplice, perche’ con il freeridone (Dupraz D1 5.5)
senza powder (vera) fai poco e le transazioni in pista sono a volte poco divertenti, con l’hard o hai pista libera fatta nella giusta
maniera (vedi les2alpes) o rischi l’incidente, e tutte le tavole piu’ polivalenti che ho avuto dopo un po’ mi han stufato e le ho vendute.

Un mesetto fa circa mi ritrovo a vedere il video “yearing for turning” e’ stato illuminante, mi ha fatto tornare voglia di andare in snowboard, ed ecco che poco dopo ho rimediato la groomer.

k2 carveair 149

Cominciamo dall’aspetto dell’oggetto in questione. Direzionale puro, diamond tail, lamina effettiva molto lunga se proporzionata alla misura
totale, flat camber, carbonio tra i piedi. Al tatto la tavola e’ rigida, molto rigida per la misura. Angoli scelti: non e’ stato facile,
con i freeride ormai monto il duck ovunque, ma questa e’ direzionale, sembra un hard allround anni 90 allargato… che facciamo ? 0-15
e passa la paura.

flat camber

Dopo 40 minuti di coda alle casse finalmente siamo sulle piste e vediamo cosa sa fare questa tavola.

Ci vuole un attimo per prenderci le misure e per capire che il peso va tenuto mediamente piu’ avanzato rispetto ad una tavola twin
o directional twin. La prima run e’ puramente conoscitiva, ma offre un bello spunto in powder, perche’ non provarci ? E qua arriva
la sorpresa. Un 149 che gira in modo molto surfistico, richiede un po’ di arretramento rispetto alle mie abitudini, ma risulta molto
molto piacevole.

lines

Presa la mano, alla seconda run comincio a capire che non e’ un hard, che non ho gli appoggi sui boots ma devo usare le caviglie.
Ed ecco che la carveair comincia a carvare con precisione e tenuta da hard, sia front che back. La tavola richiede un adeguamento
della tecnica (che si scopre presto) al nuovo mezzo, e dimostra sopratutto su spazi ampi di media pendenza di poter arrivare molto
molto vicino a quello che riesce a fare un hard. Va lanciata , richiede velocita’ per esprimersi al meglio, ma rimane comunque piu’
tollerante e facile da svincolare in caso di sciatori o riders in rotta di collisione. Ci va un po’ di tecnica e un po’ di preparazione
a gestire i cambi , non e’ veloce come un hard ma al momento resta l’oggetto montato con attacchi morbidi che piu’ si avvicina
alle sensazioni che si possono provare solo con gli scarponi rigidi…. con il vantaggio che se percaso si incrocia powder la carveair
non si tira indietro, anzi sfodera tutta la sua velocita’ e maneggevolezza.

k2carveair campofelix

Purtroppo Campo Felice nei weekend difficilmente offre la possibilta’ di far tirare fuori tutto il potenziale a questa tavola, spero di poter approfondire l’argomento con meno traffico sulle piste.
Per il momento proviamo a tirare le somme:

Carving : 9 1/2 -> Il nome e’ un programma, la tavola non delude, a patto di adeguare la tecnica, e nemmeno le lastre di ghiaccio
la spavetano piu’ di tanto.

Powder 9 -> Un 149 che gallegga con i miei 60kg abbondanti vestita sopra e’ uno spettacolo. Necessita pero’ di velocita’ maggiore
rispetto ad un freeride puro da powder, ma una volta lanciata permette una surfata che ricorda sensazioni acquatiche.

Situazionale (gobbe o altre condizioni anomale) -> 7 1/2 . Ovviamente meglio di un hard, meglio di tavole rocker, meglio di freeridoni
da galleggiamento. Digerisce la serpentina stretta (anche qua serve un minimo di adeguamento nei cambi) ma la rigidita’ richiede
gambe altrettanto reattive per assecondarla.

Non azzardo voti “freestyle” anche se da recensioni e video si puo’ vedere come queste tavole siano adatte a staccare salti in
velocita’ … ma la mia veneranda eta’ non mi permette di dare questo tipo di feedback.

top campofelix

Nel complesso possiamo dire che questo tipo di tavola potrebbe essere un aiuto a far uscire un minimo lo snowboard dalla crisi, a far tornare sulle piste chi si stava arrendendo al cambiamento climatico, a trovare nuove motivazioni per migliorare la propria tecnica e riportare nello snowboard quell’eleganza che manca da anni e levarci quell’etichetta di scimmiette che molti ci affibbiano.

Welcome to a groomed future 😉

Riferimeni tecnici QUA

Snowboard – chi cerca trova

Local. Termine che nel surf non potra’ mai appartenermi. Ma quando torno qua, nella Valle da cui e’ iniziato tutto e trovo la neve ritrovo anche le mie origini. Ho iniziato lo snowboard nel ‘94 oltralpe con un hard, ma e’ qua, nei boschi del comprensorio di Bardonecchia che ho maggiormente sfruttato le possibilita’ di freeride servito da impianti date dal territorio. Parlo di fine anni 90 e dei primi anni 2000, anni in cui la neve non si faceva desiderare, e permetteva di spaziare dagli ampi pendii dello Jafferau ai boschi del Melezet, passando per il Vallon Cros nell’omonimo comprensorio. Conoscevo e conosco ogni albero e ogni passaggio. Poco e’ cambiato in questi anni, ma una cosa e’ cambiata. Lo snowboard e’ cambiato. A fine anni 90 eravamo tutti freeriders assatanati di fresca, capaci di ravanarla fino all’ultimo rimasuglio anche nei boschi piu’ stretti e impensabili all’occorrenza. Adesso basta osare un po’ di piu’, fare qualche metro a piedi per trovare pendii con pochi passaggi anche a piu’ di 10 giorni dall’ultima nevicata …..

Le zone del Vallon Cros e del Seba nel comprensorio di Melezet sono state favorite dalla nevicata pre-natalizia, e dopo tanto tempo li ho potuti rivedere aperti e al massimo splendore, complici anche le temperature basse che hanno permesso al manto nevoso di resistere e di ben stabilizzarsi rendendo possibili discese sicure.

 

 

 

 

 

 

Neve bella e fredda, farinosa, e stranamente nessuno che si avventura oltre le piste o i pendii piu’ evidenti e “ravanati”. Come se ci si fosse dimenticati del freeride. Del resto la maggior parte degli snowboarder (ma anche dei freeskiers) paiono essere maggiormente attratti dallo snowpark che quest’anno e’ stato costruito sul Selletta.
Due generazioni diverse. Certo una volta i park non c’erano, e se la powder non c’era esploravi percorsi un po’ piu’ fuori dalle rotte o ti dedicavi al backcountry. Ora pare esserci una distinzione decisamente piu’ netta tra le discipline, anche in termini di tipologia di materiali usati. Del resto la mia Dupraz D1, appartenete alla categoria degli snowsurf ovvero a quelle tavole da freeride con stile surf-oriented trova nella fresca e nella trasformata portante i suoi terreni preferiti, non disdegnando qualche curva in stile groomer quando la neve in pista tiene. Tutto il resto (ghiaccio e neve irregolare) e’ sofferenza, un po’ come fare un percorso da DH con una front da XC facendo un paragone con la mountain bike.

pub
Si conclude qua questa parentesi da “local”, in cui mi e’ parso di tornare indietro di 15 anni almeno …. ora a breve tornero’ verso la Capitale, con la buona notizia che anche in Appennino ha finalmente nevicato … che questo sia un’inverno degno di questo nome ? Una cosa e’ certa, che lo snowboard ha ancora un suo forte perche’ nel mio mondo. Never stop riding 😉


pub

Welcome 2017

Il 2016 si e’ chiuso tra onde di qualita’ e powder inaspettata …..

Augurando a tutti un 2017 nel segno dell’outdoor e dello sport vissuto nel migliore dei modi pubblico 2 video realizzati ieri, nella speranza che anche la neve torni protagonista (magari anche in Appennino) , che lo snowboard riprenda la sua dovuta visibilita’ e che quel minimo imput che si inizia a vedere da alcuni brand con modelli che strizzano gli occhi a chi questo sport lo ha visto nascere e crescere , riportando in montagna il sano divertimento di fare semplicemente qualche “curva”, anche in pista se la fresca manca. Buon 2017 a tutti !!!!

s

Dupraz D1 snowboard carving groomer like from WhyBeNormal KiaZ on Vimeo.

Seba powder snowboard freeride bardonecchia melezet from WhyBeNormal KiaZ on Vimeo.



Jan Sale - 468x60

Snowboard: riflessioni di fine anno …

EOY 2016 (dov’e’ andato lo snowboard)

Questo 2016, il primo anno per whybenormal, sta giungendo alla fine. E come tutti gli anni le festivita’ mi riportano qua in alta ValSusa,
dove sono cresciuta e dove ho iniziato ad apprezzare la montagna e le sue potenzialita’, dapprima invernali con lo snowboard e il
backcountry (snowboard alpinismo) e poi estive con la mountain bike. Questa fine dicembre e’ tuttavia stata abbastanza fortunata.
La neve sopra i 1800 metri e’ qualitativamente buona, con un po’ di fortuna si riesce ancora a strappare qualche curva in powder ma
piu’ facilmente si rispolvera l’hard (snowboard alpino) e si carva a velocita’ che superano i 50 km orari.


Cosa rara ormai, sia perche’ gli inverni son sempre piu’ miti e brevi (specie in Appennino), sia per il caro-skipass e la logistica divenuta
ormai per me complessa.
In questi due giorni sulla neve non ho potuto notare come la presenza degli snowboarder sulle piste rispetto a qualche anno fa si
e’ drasticamente ridotta. Del resto le aziende del settore lamentano un calo del fatturato del 20% circa. Colpa della poca neve, del
caro-skipass (sono poche le location dove si possa acquistare un giornaliero a meno di 30 euro … ) e forse anche di una inappropriata
gestione mediatica dello sport in se.
La mia generazione, quella che ha iniziato lo snowboard negli anni 90 era sia invidiata che odiata dagli sciatori.


Invidiata per la faclita’ di gestione in fresca del nostro mezzo, odiata perche’ molti riders venivano da contesti poco affini alla
montagna, inceppando a volte in atteggiamenti poco educati e apparentemente pericolosi. Le traiettorie diverse dei due tipi di mezzi ha fatto si che addirittura si prospettavano divisioni delle piste e altre amenita’ che hanno in un primo tempo considerato l'”homo snowboarder” poco interessante …
Ma … ma nel 98 lo snowboard diventa sport olimpico, e le cose un pelo cambiano. Lo sport cresce, arrivano i maestri (la cosiddetta
terza figura), arriva una sua legittimizzazione e sempre piu’ i resort si attrezzano in modo da poter accogliere anche l’homo snowboarder
con snowpark e servizi ad hoc. Intanto, lo sci “copia” dallo snow, e arrivano i freeski e gli sci da powder e freeride. Il gap
con i bipedi viene colmato, l’hard pian piano sparisce confinato a pochi appassionati spesso nostalgici (come me) e a chi intende
provare la selezione maestri (in cui almeno fino a qualche anno fa la prova con la tavola rigida era ancora obbligatoria).
Lo snowboard diventa sempre piu’ freestyle convivendo con il freeski. Le aziende paiono dimenticarsi che i loro primi clienti crescono,
e che ad una “certa” zompettare come una scimmietta non e’ piu’ cosi’ interessante. Resta il freeride, si investe sulle splitboard.
Ma anche qua, con il clima bizzarro che ci ritroviamo, che senso ha comprare un oggetto che costa piu’ di 1000 euro per usarlo poche
volte l’anno? Roba per pochi “local” ….
Alla fine vista la situazione io le poche volte che riesco ad andare sulla neve prediligo l’hard, anche se capisco che le veloctia’
che si possono raggiungere e il punto cieco nel cambio possono essere pericolose in caso di affollamento …. cosa resta allora per chi
ancora ama andare sulla neve per traverso e ha vissuto l’evoluzione di questo sport ? Le aziende forse si stanno svegliando proponendo
una nuova categoria carving oriented: si chiamano groomers, io le chiamerei soft freecarve. Sono tavole larghe quanto basta per non
toccare con i piedi, con lamina effettiva lunga quanto basta a garantire tenuta, flex medio rigido , setback e shape direzionale.
A volte sono addirittura assimmetriche. Insomma alcuni concetti dei vecchi freecarve adeguati al mondo moderno.
Non so se le groomers salveranno lo snowboard: una cosa e’ certa: gia’ con la mia Dupraz che e’ un freeridone in certe condizioni
si puo’ emulare una groomer, ma l’idea di una tavola che dia sensazioni quasi da hard faticando la meta’ e che mantegna una minima
polivalenza (una groomer bene o male galleggia, un hard no) mi fa ritornare la voglia di tornare alle origini !!

Buon anno a tutti !!!

NB: foto in action di “repertorio”, scattate prima del 2012. 

Les2Alpes full day: alpine snowboard & bikepark (parte 1 snow)

Les2alpes…. chi non ne ha mai sentito parlare alzi la mano !!
Credo che nel mondo degli action sports tutti conoscano almeno di fama il resort francese, noto sopratutto per lo sci estivo. Negli anni del boom dello snowboard e’ stata, assieme al concorrente Tignes una delle prime stazioni a credere nella parte freestyle di questo sport, dotandosi di snowpark in tempi in cui in Italia erano ancora una rarita’. Parliamo della fine anni 90 primi anni 2000, ero giovane e elastica e affascinata non solo dalla powder ma anche dalla componente freestyle dello snow. Ai tempi les2alpes era una tappa estiva pressoche’ forzata.

Ora sono passati quasi 20 anni da quell’epoca, ho tanti anni quanti ne ha il resort stesso (38 anni) ,  la mia visione dello snowboard e’ profondamente cambiata e non immaginavo di tornare lassu’ . Ma il tempo non troppo caldo, la curiosita’ di vedere anche l’enorme bikepark di cui ormai si parla quasi piu’ che del ghiacciaio mi hanno spinto a farmi 2 ore di macchina per passare una giornata in quello che resta comunque una specie di paese dei balocchi . 

Lo scheduling prevede mattinata in ghiacciaio, sperando di trovare condizioni adatte a quello che sara’ il mio mezzo di discesa : uno snowboard alpino, noto anche come hard-booting , una di quelle tavole dritte e dure che solo pochi nostalgici e appassionati conoscono e comprendono. Nel caso mio si tratta pure di una tavola rara e molto performante, una Pogo Sunshine di fine anni 90.

IMG_20160823_113555

L’hard e’ molto piu’ tecnico e difficile del soft. La mia prima tavola e’ stata un hard, e dicono che il primo amore non si scorda mai … infatti con l’andare del tempo l’antica fiamma e’ tornata sempre piu’ viva, complice il fatto che con gli anni che passano il mio interesse nel freestyle scemava e che le condizioni per fare freeride in fresca diventavano sempre piu’ rare. L’hard invece permette sensazioni di velocita’ e sopratutto di “accelerazione-G” che anche il piu’ rigido dei soft si sogna … A les2alpes era la prima volta con la Pogo …. dopo un inizio un po’ cosi’ cosi’ dovuto al fatto che la gran parte delle piste era occupata dai pali delle squadre agonistiche di sci finalmente con il progressivo smontaggio dei suddetti pali la Pogo ha avuto Giustizia, quella Giustizia che non aveva da tanto ..

L’ultima ora e’ stata veramente memorabile: un pistone largo, con neve di qualita’ piu’ che adatta all’hard e piu’ che accettabile per essere a fine agosto, su cui tirare curvoni in piega sfidando la forza G come solo una tavola alpina ti permette di fare …. e ti permette di ricordarti che lo snowboard dei tempi che furono esiste ancora, e che con un po’ di fortuna (e ahime’ anche un minimo di budget) si riesce ancora a praticare.

IMG_20160823_115139

Felice, soddisfatta, sorridente concludo l’ultima run praticamente a chiusura impianti , tornando allo Jandri (la telecabina che riporta in paese) con le gambe molli … ma determinata a ripartire nel pomeriggio per scoprire un lato a me ancora sconosciuto di Les2Alpes : l’enorme bikepark di quasi 100 km di trails …..

—- continua -> parte 2 bikepark ———->