MTB: Moncenisio – Col sollieres

Moncenisio – Col sollieres

10-8-2018
..il meteo pare clemente e risparmiare il classico temporale pomeridiano che sta simpaticamente caratterizzando questo break estivo,
quindi proviamo ad affrontare un giro tutto sopra i 2000 mt slm in zona colle del Moncenisio. L’obbiettivo è l’anello del col Sollieres,
con salita sul versante Francese seguendo in gran parte le strade di serizio degli impianti di Termignon per poi scollinare verso il piccolo Moncenisio.
Appena arrivati al colle in prossimità del lago, purtoppo si notano nuvole sulle cime piu’alte. la nebbia pare avvolgere il col sollieres, con il rischio di dover affidare la discesa esclusivamente al GPS. Dopo una breve valutazione meteo e di eventuali cambi programma (l’alternativa – indubbiamente piu’ dura – sarebbe il malamote, ma questo è un obbiettivo futuro …) decido comunque di avventurarmi.

Mi faccio dunque lasciare all’altezza dello skilift Ramasse di Val Cenis, subito dopo il colle, dove, in prossimità di una margheria inizia lo sterrato che conduce verso gli impianti di Termignon.

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Si attacca con qualche rampa su fondo sassoso ma compatto, salendo fino all’altezza del bivio per il forte Turra (raggiungibile volendo in circa 1h con 300 d+), da qua si prosegue in leggera discesa per una piacevole forestale di servizio, fino alla località Replat de Cannons.
Qui inizia la salita, sempre lungo una sterrata di servizio, che tranquilla guadagna quota fino alle ampie praterie che caratterizzano la parte alta del piccolo resort sciistico. La vista , purtoppo un po’ limitata dalle nuvole, è gia’ notevole, spaziando dai ghiacciai della Vanoise a quelli della Casse e della Motte verso il fondovalle.

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Salendo ulteriormente troviamo un bivio, circa al km 6.5, ove le indicazioni per il Col Sollieres consiglierebbero di andare dritto.
La traccia da me scaricata invece suggerisce di prendere a sx la strada che sale. Mi fido dunque della traccia, continuando a guadagnare quota … le pendenze restano docili e ben pedalabili, il fondo invece peggiora un po’, ma la fatica viene ricompensata dagli spettacolari scenari che si aprono ad ogni metro guadagnato.

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Presto la strada si stringe, trasformandosi in un sentiero, che con un lungo mezzacosta ci condurra’ al col sollieres. La quota inizia a farsi sentire, si intravedono alcuni nevai, e ormai l’obbiettivo del colle è ben visibile …
ma il mezzacosta pare eterno … è im buona parte pedalabile, ha qualche sezione esposta e qualche zona con fondo piu’ scassato che per comodita’ supero a spinta … non ci sono comunque cose pericolose o tratte da richiedere portage vero e proprio …

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Finalmente, dopo circa 35 minuti di traverso, siamo al colle, e godiamo di una vista a 360 su entrambi i versanti.

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Siamo a quota 2635, il freddo si fa sentire, mi preparo dunque a scendere verso il Piccolo Moncenisio. Lo splendido singletrack che si snoda tra le praterie non presenta difficoltà, è un natural flow con qualche semplice ostacolo, l’unica cosa a cui prestare attenzione sono alcune sezioni un po’ strette e scavate … e a non farsi distrarre dal panorama veramente importante …

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Si lascia ancora correre la bici giu’ per i prati, il trail ha un flow naturale che lo rende molto divertente, con ampie curve su dolci pendii, #nientedidifficile , ma cerchiamo di non farci prendere dalla voglia di correre, in quanto il sentiero, anche se palinato e inventariato vtt ffc (federazione francese ciclismo) è prevalentemente frequentato da escurionisti a piedi.

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A breve imcrociamo uno stradotto trattorabile, che ci condurra’ sulla strada del piccolo moncenisio. Da qua non resta che godersi ancora un po’ di lungolago, che lascia sempre senza parole, per poi concludere lo splendido giro.

lungolago

Colcudendo circa 20 km (qualcosa in piu’ se si chiude l’anello completo, io ho avuto la fortuna di farmi accompagnare dai miei che hanno fatto una passeggiata in zona) , 700 mt di dislivello, salita tranquilla, panorami da urlo. Discesa per tutti, frontini inclusi, ottimo
itinerario estivo in quota per scappare dal caldo … molto interessante anche come prima esperienza di guida su sentiero naturale per chi è agli inizi 😉

Traccia (nb anello non chiuso, ma facile da chiudere seguendo l’asfalto)

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Relive ‘Col sollieres’

Singletrack de l’infernet 2018

Singletrack de l’infernet 2018 (da Monginevro)

A 1 anno di distanza ritorniamo a percorrere il singletrack de l’Infernet… Giusto per rinfrescarci la memoria stiamo parlando di un trail
classificato come nero da FFC-VTT, che dalla zona del fort du Gondrand (Monginevro) scende con piu’ o meno stretti tornanti verso Briancon.
Lo scorso anno, con la Specy da appena 1 settimana, il suddetto trail si era rivelato parecchio ostico su molti tornantini .

STavolta non sono sola, ma in compagnia di Angela delle #ragazzefreeride , con cui ho gia’ avuto occasione di condividere alcuni splendidi giri in Liguria 😉

Per rendere la salita piu’ accettabile partiamo da Monginevro. Da qua in un paio d’ore maciniamo circa 650 d+ , fino al fort du Gondrand,  da cui devieremo per l’infernet.

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Come da ricordi, si inizia con un lungo e veloce attraversamento di ghiaioni in mezzacosta. Poi la musica cambia completamente, ed eccoci entrare nel famoso singletrack. Il sentiero si snoda serpeggiando nei boschi, con un infinita’ di curve di diverso raggio intervallate da qualche sezione piu’ flow.

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flow...
Stavolta, sara’ per la presenza di Angela che ha fatto sempre da apripista, le difficolta‘, pur essendo presenti, non sembrano essere cosi insormontabili, e il lungo trail scorre alla grande sotto le nostre ruote, impegnandoci quanto basta e regalandoci grande gioia e soddisfazione ad ogni tornante chiuso.
Anche in questo caso il video è piu’ eloquente di 1000 parole ….


Come tutte le cose belle anche questo trail ha un lieto fine … o quasi … La partenza da Monginevro ci ha scontato 500 mt di dislivello sul giro fatto da briancon e 300 sulla prima salita … ma comunque abbiamo perso 300 mt nei confronti di Monginevro, e dunque ci tocca un’ultimo, apparentemente eterno sforzo per risalire, inseguite dalle nuvole sempre piu’ nere …

Scampiamo il temporale e concludiamo con birretta di rito e caffè (inastpettataamente italianissimo e ottimo) .

Sintetizzando, la partenza dal Mongi permette fondamentalmente di arrivare sul lungo trail piu’ lucidi rispetto alla salita da briancon effettuata lo scorso anno. Certo risalire non è stata – almeno per me una passeggiata di salute, ma senza dubbio meglio questa versione che non quella da 1200 d+ e 14 km di interminabile salita.
Non posso non essere super soddisfatta dei progressi fatti nello stretto. Ben inteso che le “condizioni al contorno”, ovvero compangia super, terreno,
sentiero mai pericoloso hanno fatto la loro, ma le curve le abbiamo fatte io e la biciona verdina …

Un grandissimo ringraziamento va ad Angela, super Ragazza Freeride senza paura, che ha condiviso com me questo giro ed è coraggiosamente sempre stata avanti . Speriamo di ritrovarci presto sui trail 😉

Traccia versione Monginevro

MTB: Traversata Valle Stretta Nevache

Dalla Valle Stretta a Nevache passando per il lago Thures

L’ispirazione per questo giro nasce da una traccia vista su vtt-brianconnais, sito francese che offre svariate idee per giri vicino al confine … Del resto nella “valle che resiste”  l’enduro non esiste , o meglio al di fuori di quanto concerne i bikepark è difficile trovare informazioni e tracce aggiornate e sicure sulla ciclabilita’ in discesa dei tanti trail esistenti.

Con il lago thures e il sentiero d’accesso da risalire rigorosamente a spingismo , avevo gia’ fatto conoscenza tanti anni fa, percorrendo una variante di questo giro ma con discesa piu’ breve sul colle della Scala.

Stavolta invece l’obbiettivo è lo scollinamento su versante Francese, con eventuale pickup in caso di maltempo …… Sempre su vtt-brianconnais un video lascia ben sperare in una discesa che dovrebbe valere la fatica della salita: in soldoni 400 mt di dislivello positivo in 3 km tutti da fare a spinta, lungo un sentiero raramente pedalabile, non tanto per le pendenze, quanto per le frequenti radici … sentiero che potrebbe essere carino in discesa, ma questa è un’altra storia da affrontare magari fuori stagione, essendo il trail frequentatissimo da escursionisti sia italiani che Francesi.

spingismo 1 spingismo 2

Dopo 1h e 10 minuti di fatica, raggiungiamo finalmente la splendida piana del lago Thures, che fa bella mostra di se , riflettendo nella sua limpida acqua le alture circostanti e le nuvole che iniziano minacciose a poplare il cielo …

nuvoloni 1 nuvoloni 2

Non solo nuvole … ahimè il cielo inizia anche a tuonare, ma la voglia di completare il giro è alta … Si iniziano ad attraversare le praterie su un scorrevole e veloce singletrack, lungo cui il telefono riprende segnale e riesco ad organizzare il pickup in macchina con i miei sul versante Francese. Il singletrack facile e tranquillo attraversa un colle, e da qua la musica cambia … lasciando spazio ad un infinita’ di tornanti su fondo smosso a tratti esposto.

curva esposta

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo trail non facile, tutto da guidare, a tratti esposto e con terreno a volte ostico, pendenze mai estreme ma una bella serie di tornanti a gomito fortunatamente non troppo stretti … Il video vale piu’ di 1000 parole …..

Verso il fondovalle l’ultima difficolta’ è data da un guado, che affronto ormai sotto la pioggia battente. Guado la cui osticita’ non è causata dall’acqua, ma dal “salto” tra la strada e il letto del fiume, non indifferente, che mi costringe ad uno scivolone lungo una ripida rampa argillosa di difficile accesso (non cicalbile in maniera alcuna) …. ultimi metri su uno stradotto ormai largo e compatto, sempre sotto la pioggia, fino al termine dell’avventura in un piccolo slargo accessibile alle auto in cui mi aspetta la mitica Panda 4×4 .

Un giro che merita, che rimarrebbe comunque fattibile (meteo e tempistiche permettendo…)  anche come anello sul Colle della Scala (si aggiungono circa 200 mt d+ di tranquillo asfalto) che in tal caso aggiungerebbe un’altro simpatico singletrack a mezzacosta in discesa, oltre che ulteriori possibilita’ di allungo integrandolo nel precedente giro in Valle Stretta.

Concludo con il Relive, mentre per la traccia vi lascio a quella di VTT Brianconnais(giro num 47) … ultima nota, molto probabilmente – meglio se fuori stagione – gli elettrici potrebbero effettuare il giro in senso opposto, pedalandolo al 100% ….

Relive ‘Laghi thures traversata’

MTB: Valle Stretta Flow

Valle Stretta flow trail

Per divertirsi con la bici non sempre sono necessari tanti km e tanto dislivello (Formello docet per chi conosce …) , come non sono necessari percorsi eccessivamente tecnici. Le previsioni meteo parlavano di temporali al pomeriggio, quindi necessitava tirare fuori un giro breve e divertente, da chiudere in un paio d’ore. Cosa non sempre facile in alta montagna, dove il dislivello ha molto piu’ peso dei km.

Mi ricordo quindi di un trail trovato su un sito francese che gia’ lo scorso anno mi ha lasciato un bel ricordo. Parliamo del sentiero pedonale di Valle stretta, sopra Bardonecchia, appena passato il confine con la Francia.

Dopo una piacevole salita quasi esclusivamente su scorrevole asfalto, superati i rifugi Terzo Alpini e Re Magi, proseguiamo per circa ancora 1km su sterrato, guadagnando in tutto circa 400 mt d+. All’altezza di una grangia inizia il singletrack, che ha svariati attacchi, io opto per il piu’ tecnico e meno percorso dai pedoni.

3o alp 3o alp 2 strada rifugio valle stretta

Superata una prima parte un po’ scassata si passa su prati in maniera molto free e veloce, il trail poi si restringe e con un po’ di cautela ci porta ad un ponticello che si attraversa in sella.  Il sentiero prosegue nel bosco, con qualche rilancio e qualche spunto tecnico mantenendo comunque un buon flow, flow che va in crescendo man mano che usciamo dal bosco e attraversiamo il lungo falsopiano, per culminare ad un’altro ponte che, attraversando una piccola diga ci riporta all’asfalto.

(video 1)

vallestretta 1st part from Not4 Normals on Vimeo.

(video 2)

In teoria il sentiero proseguirebbe sempre sull’altro lato del fiume, ma un cartello FFC VTT (il trail è inventariato dalla federazione francese ciclistica) con la X mi fa desistere da esperimenti .

diga

Poco male perchè l’asfalto si evita al 95% con dei divertenti e a volte un po’ piu’ tecnici tagli su fondo un po’ smosso ma gestibilissimo, sempre tra i pini e sempre con un buon flow.

Giro facile, veloce e divertente, adatto anche alle front e a chi si avvicina alla MTB sui sentieri. Unico neo, i tanti escursionisti a piedi sopratutto nella parte alta a cui va prestata massima attenzione. Ottimo percorso anche per gli elettrici, in quanto i rilanci della parte intermedia diventerebbero un divertimento e non un ostacolo 😉

Relive

Relive ‘Valle stretta 2018’

Traccia

MTB: Capanna Mautino

Capanna Mautino – anello da Bousson

Ancora una volta in alta Valsusa, e a sto giro ci resteremo per 3 settimane, quanto basta per girare in lungo e in largo su nuovi e vecchi trail.

Cominciamo con un giro apparentemente corto e facile, in zona Lago NeroMonti della Luna. Trattasi di una versione ridotta di una traccia alternativa per il Col saurel, limitando il giro a poco meno di 700 mt d+ , piu’ che sufficenti a riprendere confidenza con il terreno alpino, ben diverso da quello appenninico.

La salita fino al Lago Nero la abbiamo gia’ conosciuta un mesetto fa : 7 km noiosi quanto bastano con un fondo instabile e breccioloso duro da digerire. Mai pendenze eccessive, tutto pedalbile, ma non propriamente scorrevole. Anche il clima, decisamente caldo per il range di quota (1400-2000) non concilia la pedalata, che procede scattosa e non esente da soste.

In compenso, come sempre il panorama sul lago e la sua conca ha sempre il suo perchè .

lago nero 3 lago nero 2 lago nero 1

Dal lago Nero si guadagnano ancora circa 70 mt d+ con una mezz’ora di spingismo, fino alla Capanna Mautino. Anche da qui la vista sul Fournier e col Begino ricompensa della fatica.

capanna mautino

Finalmente, dopo 8km totali di salita e 670 d+  si inizia a percorrere dei singletrack . Si attacca con un mezzacosta saliscendi parte della marathon Clavierissima, un po’ spaccafiato ma piacevole, panoramico e comunque divertente. Il fondo è molto secco e presenta qualche antipatica pietra mobile, ma nel complesso #nientedidifficile.

bivio

Incrociamo un bivio da cui inizia la discesa vera e propria, verso la strada di collegamento a SagnaLonga. Il sentiero attacca con una pendenza costante mai eccessiva, terreno sempre molto secco e a volte sporco, linee multiple da scegliere, qualche passaggio su radici. Tutto molto da guidare e da leggere le linee, su trail naturale senza sponde o altre amenita’.

trail dh

Il trail attraversa poi nuovamente la strada di sagnalonga , e da qua cambia genere. I boschi lasciano spazio ad ampie praterie, in cui la traccia – che in origine doveva essere una double o una trattorabile – spesso scompare o quasi, e ci costringe ad un divertente freeride in erba alta, il tutto condito da panorami non indifferenti da cui non farsi distrarre troppo 😉

trail 2 trail prati pratoni

Si alterna ancora qualche parte piu’ stretta nei boschi ad altre in cui destreggiarsi tra erba alta e ortiche, concludendo nella strada di salita.

Manca ancora un’ultima parte che risulta purtoppo molto sporca, consiglio di evitarla e di seguire la traccia di salita sulla larga sterrata.

Concludendo, una discesa lunga (6km circa ), varia, sempre naturale e mai troppo complessa. Un giro all-mountain facile senza eccessi ne in salita ne in discesa, ottimo per chi si avvicina o deve riprendere confidenza con la disciplina.

Relive

Relive ‘Capanna mautino’

Traccia

 

MTB: Lago Nero enduro

Il sentiero misterioso … enduro in zona lago Nero (alta Valsusa – Val di thures)

Nella “valle che resiste” dove l’enduro non esiste, o meglio non è cosi’ praticato e conosciuto come tale location meriterebbe  ogni tanto bisogna uscire dagli schemi e azzardare, fidarsi dell’istinto, delle carte e di chi questa montagna la conosce anche se non da biker.
Gia’ da tempo la zona del lago Nero stava nel repertorio delle possibili esplorazioni, ma data la scarsita’ di tracce o la limitazione di queste a giri palesemente xc su noiosi sterrati avevo sempre rimandato per paura di dover rientrare dalla traccia di salita.

Stavolta un qualcosa salta fuori dal sito gpsies, una traccia che dovrebbe prevedere una discesa su singletrack dal Col Begino verso il  lago Nero , zona di prati abbastanza aperta, ben nota d’inverno a skialpers e snowalpers o backcountry riders che dirsi voglia.

Conoscendo le mie gambe e le pendenze in gioco decido di modificare il percorso optando per salire dalla strada sterrata carrabile che sale da Bousson al lago nero anziche’ da Chabaud in val di Thures … i miei lontani ricordi di backcountry rider mi fanno tornare in mente la pendenza non particolarmente dolce della prima tratta di quel pendio … quindi ben venga il classico sterratone.

val di thuras

Come tante altre sterrate dell’alta Valle, anche questa sale dolce e si lascia pedalare, il fondo lascia un po’ a desiderare data
la prevalenza di brecciolino , ma senza troppe rogne arriviamo al lago Nero, quota 2020 circa.

lago nero

Lo scuro piccolo bacino ha un’aspetto diverso da quello invernale, fatico a riconoscere il circondario che anni fa “surfavo” in snowboard.
Inoltre le recinzioni elettrificate verso le praterie da cui dovrebbe svilupparsi la discesa lasciano presagire un possibile rischio di  non percorribilita’ della traccia. Inoltre i tempi di percorrenza sono stati piu’ lunghi di quelli stimati, quindi comincio a ragionare su percorsi alternativi. Una cosa è certa, fa freddo e conviene allontanarsi dalla conca del lago, ripercorrendo la strada a ritroso fino al bivio che dovrebbe portare al collegamento sull’altro versante della valle. Un brevissimo taglio in singletrack naturale , e  dal ponte inaspettatamente si ricomincia a salire, senza troppa pendenza ma con il solito fondo antipatico che nel giro di alcuni metri si trasforma in pietra fissa simil mulattiera, tanto scomoda da farmi optare per lo spingismo malgrado la pendenza non importante.

chaberton spingismo

Finalmente si arriva al quadrivio, siamo nuovamente risaliti poco sopra i 2000, e tocca prendere una decisione.

quadrivio

Scartando a priori la salita verso il colle Begino, le opzioni di discesa diventano due :

1) Scendere lungo la strada sassosa verso Chabaud ed eventualmente inserire qualche breve taglio su sentiero, e poi percorrere tutta la
sterrata lungo il torrente fino a ritrovare la macchina.
2) Dal quadrivio stacca un singletrack. Sulla cartografia di mytrails è nominato Sentiero dei Forestali. Ha un aspetto non molto invitante,
stretto ma comunque curato … potrebbe essere una sola (fregatura per chi legge da fuori Roma) pazzesca o il trail del secolo …

c’è un solo modo per saperlo … andare a vedere … quindi si sceglie la 2.

L’angusto singletrack inizia con un paio di stretti ma ancora fattibili tornantini , poi un pezzo piu’ scassato ma fattibile che faccio a
piedi perchè vagamente esposto e da sola … a seguire un lungo mezzacosta in leggera discesa stretto ed esposto, senza troppe difficolta’ ma
che richiede cautela e attenzione pena la caduta nel burrone … il trail poi comincia fortunatamente ad aprirsi, offrendo una parte
simpaticamente flow, con ampie curve, le pendenze sono un po’ piu’ accentuate a tratti, ma finalmente non c’è piu’ il burrone quindi
si prosegue con un po’ di piacevole scorrevolezza.

Siamo circa a meta’ traccia o poco piu’. Il pendio si inasprisce nuovamente, e il trail inizia ad andare giu’ a serpentina, sempre  esposto ma con traversi fattibili in sella.
Questione diversa è per i tornanti che diventano sempre piu’ stretti e che necessiterebbero la piena padronanza del nosepress
padronanza che ovviamente io non ho e che mi costringe a scendere a quasi ogni curva, complice anche il recente infortunio e il ginocchio non ancora perfettamente stabile.

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L’ultima parte per fortuna si addolcisce, riusciamo a fare qualche curvetta, e per concludere una parte flow ci riconduce sulla strada sterrata che, costeggiando il fiume, riporta sani e salvi a Bousson e quindi alla macchina

Concludendo, una gita avventurosa con 700 d+ che mi ha fatto scoprire un interessantissimo anche se tortuoso sentiero, ma un indubbia palestra
per imparare a fare i conti con tecnica e paure. Una cosa è certa , che per fare trail non esplicitamente bike oriented il nosepress va imparato, e va imparato in maniera sicura. Deve diventare un automatismo. Solo cosi’ finalmente potro’ godermi appieno questo tipo  di trail, molto frequenti in contesti alpini e non solo.

In bikepark sono buoni tutti !!!

Traccia – Fornita a proprio rischio e pericolo. Come descritto il sentiero non è facile, ha delle affinita’ con il singetrack de l’infernet aggiungendo pero’ il non trascurbile fattore esposizione. La sottoscritta declina ogni responsabilita’ legata all’utilizzo, ognuno deve essere ben cosciente del proprio livello/limiti 


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Relive ‘Lago nero enduro’

MTB Sestrieres Col basset sentiero Bordin

MTB Sestrieres Col basset sentiero Bordin
(e varianti … )

Siamo ormai a praticamente una settimana dall’infortunio, il ginocchio ha dato segnali positivi di discreta stabilita’, quindi si torna a
pedalare su trails naturali. Visto il caldo decido di salire in quota, con un breve giro che dal colle del Sestrieres sale fino al col Basset su comoda strada militare, per poi ridiscendere via singletrack.

bordin 1 bordin 2 bordin 3 bordin 4

La strada che dal Sestriere conduce al Col Basset è scorrevole e tranquilla, con un buon fondo, si lascia pedalare tutta senza spingismo e senza strappi, regalando una vista sempre notevole che rende ancora piu’ motivante e piacevole la salita di 6.5 km circa che ci porta fino a quasi 2500 di quota. In cima l’aria fredda si fa sentire, ma il sole scalda, e trovo riparo dietro alla vecchia stazione della cabinovia per prendere fiato e prepararmi alla discesa.

basset 1 basset 2 basset 3 basset 4

Discesa che parte con uno stretto singletrack naturale, non particolarmente difficile ma che richiede un minimo di attenzione per non incastrarsi nelle frequenti canaline … Il fondo è buono, a tratti un po’ secco, qualche pietra vagante e qualche tratta lievemente esposta impone la dovuta cautela, considerato anche il recente incidente.

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Giungiamo all’incrocio con il noto sentiero Bordin, un singletrack mezzacosta che attraversando un bosco di larici ci condurra’ verso la zona degli “champlas” senza farci perdere quota. Attraversiamo ad un tratto la pista di downhill del Fraiteve, ma basta allungare lo sguardo per capire che al momento non è cosa fattibile. Dunque si prosegue, sempre su tranquillo mezzacosta, fino ad un bivio a cui conviene stare bassi in modo da perdere un po’ di quota. Da qua in teoria incroceremo un’altra strada per tornare a Sestrieres.

Fortuna vuole pero’ che lungo la noiosa doppia traccia in discesa, noto a sinistra un sentiero che si addentra tra i larici. Un rapido check al GPS mi fa capire che ovunque vada non mi perdero’, alla peggio portera’ verso valle. Il trail è contrassegnato da segnali di spray sugli alberi , e viste le ampie curve pare palesemente un trail costruito per le bici. Purtoppo il giochino dura poco , e a breve si rincrocia l’asfalto che ci riportera’ senza difficolta’ a Sestriere.

sestriervs

Un giro in quota, senza difficolta’ eccessive, adatto con la dovuta cautela anche a frontini, con panorami eccezionali e sentieri divertenti.
Insomma il giusto approccio per recuperare da un infortunio mantenendo alti sia la sicurezza che il divertimento 😉

Relive

Relive ‘Col basset sentiero bordin’

Traccia

MTB : Passo Mulattiera

Concludiamo ahime’ queste vacanze con il report del piu’ bel giro effettuato in questi 15 giorni : il Passo della Mulattiera, un target che mi ero prefissata prima di partire e che ho portato a casa.

Passo della Mulattiera (Bardonecchia)

La montagna, quella vera, quella sopra i 2000 e’ sempre in un certo modo sinonimo di sfide. Ogni volta che torno quassu’, nei luoghi dove sono cresciuta e dove ho iniziato ad apprezzare le attivita’ outdoor mi impongo di aggiungere un giro, un qualcosa, un obiettivo una piccola conquista. L’anno scorso e’ stata la volta del Sommeiler, quest’anno la mia scelta e’ caduta su un itinerario di cui avevo visto tracce e foto, il passo della Mulattiera, un 1000 d+ di tutto rispetto che resta comunque accessibile anche ai sunday bikers come me che difficimente superano i “K” nel weekend. Ma quassu’ si sale per scendere, e la discesa si conquista. Le premesse sono molto flow anche per questo giro, e la fortuna vuole che qua a Bardonecchia ritrovo Ale Di Pezza, biker gasatissima fondatrice del progetto Pink Freeride.
E quindi si va, due donne, una piccola grande impresa.
Si decide per una breve scorciatoia: la seggiovia di Pian del Sole ci “scontera'” circa 300 mt di dislivello e un oretta di sgambettamento.
Da Pian del Sole si sale verso il Colomion, la salita e’ abbastanza scorrevole anche se ripida, il fondo e’ buono e i miei ricorsi  allo spingismo sono piuttosto sporadici. Malgrado il 42 in qualche modo vado su. Arriviamo in cima all’arrivo dello skilift in circa 1h30 , il cielo e’ perturbato e fa freddo. Una breve pausa caffe’ approfittando del baretto e si ricomincia a pedalare lungo la sterrata che sale dolcemente a mezzacosta verso il passo della Mulattiera. La maestosita’ della Grand Hoche e della Clotesse verso il versante di Beaulard non puo’ essere ignorata, e Ale malgrado la luce dispettosa ne approfitta per qualche scatto con la reflex (nb non ancora disponibili al momento della stesura, il materiale che pubblico e’ tutto opera di cellulare e action cam…) 

mulattiera uphill mulattira quasi in cima
Si sale, si sale, piu’ o meno pedalando, qualche breve tratto di spingismo per me nei punti dove il sentiero e’ piu’ scassato e dove faccio fatica a far scorrere le ruote di questa specy che fortunatamente e’ leggera. Il paesaggio e’ sempre piu’ imponente e malgrado la fatica non indifferente la motivazione e’ fortissima, coscienti che in cima ci aspettera’ una vista mozzafiato e una super discesa su singletrack . Ultimo tratto di spingismo obbligato prima dello scollinamento.

Immense praterie, rocce, sfasciumi, un piccolo nevaio.

E uno splendido singletrack che si snoda giu’ tra prati e pietraie.
Notevole. Senza parole. Indubbiamente uno dei posti piu’ belli e piu’ selvaggi mai visti, luoghi dove la Natura e’ ancora padrona e dove
la traccia di sentiero non e’ stata creata con un bobcat.

top spepcy traccia nevaio ale e kiaz sentiero

Una breve pausa, foto e si scende. Notevole sia il sentiero che il contesto, prima parte super flow tra praterie e pietraie senza complicazioni. La specy conferma la sua vocazione discesistica. Continuiamo la discesa, entrando nel bosco e seguendo le indicazioni per pian del Colle. Qua il sentiero si fa piu’ tecnico, con tratti anche parecchio sassosi e qualche guado. Alcuni pezzi particolarmente viscidi e smossi ci costringono a scendere, ma nel complesso la discesa resta piu’ che godibile.
Ultimo pezzo in direzione Chesal su facile e rilassante singletrack mezzacosta, poi ricongiungimento al comprensorio del colomion
grazie al “20” del bikepark che attraversando un tranquillo bosco di larici ci riporta a Pian Del Sole senza fatica.

28 km in tutto, 863 mt D+ assoluto, 1109 la salita effettiva.

 

Ancora qualche curva giu’ dal bikepark ed eccoci al parcheggio ……. Stanche ma soddisfatte.

Un super giro, in ottima compagnia, a dimostrazione che con la dovuta calma e un minimo sindacale di preparazione anche imprese che appaiono fuori portata si fanno. Certo ci va passione, determinazione e anche voglia di esplorare location inedite difficilmente raggiungibili senza fatica….


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MTB: Sentiero dei Cannoni

Sentiero dei Cannoni – Gran Bosco – Col Blegier – Col Lauson

Continua la ricerca qua in alta Valsusa di trail divertenti e non troppo conosciuti. Stavolta andiamo a scoprire il Sentiero dei Cannoni, nel parco naturale Gran Bosco di Salbertrand. Si tratta di un singletrack che stacca dal piu’ noto GTA(che scende su Montagne Seu e poi Salbetrand nel fondovalle), e che permette un giro ad anello partendo, nel mio caso, da poco sopra Sauze D’Oulx, nei pressi dell’istiuto zootecnico.
Si pedala nel parco, tra boschi di larici, al fresco, e nel silenzio piu’ totale (e’ vietata la circolazione di mezzi a motore), salendo verso la strada dell’Assietta. La salita presenta qualche strappo che preferisco affrontare a spinta, ma rimane in gran parte scorrevole e con un buon fondo, rendendola molto piacevole e rilassante. In un paio d’ore arrivo al Col Blegier, fuori dal bosco, e gia’ qua le praterie la fanno da padrone, per la gioia delle mucche al pascolo.

bleegier mucchee blegier bike blegier

Da qua si scollina sul versante della Val Chisone , e si esce temporaneamenete dal parco. Siamo sulla strada dell’Assitta, aperta anche al traffico, e qua qualche incrocio con jeep e moto e’ da mettere in conto. Tra falsipiani e leggere salite, con sempre uno sfondo spettacolare, si arriva al col Lauzon, che ci riporta sul versante della Val Susa. Da qua gia’ si vede il singletrack che si snoda tra i prati, promettendo una bella discesa flow come da aspettative.

lago lauzon col lauzon skyline lauzon 2 lauzon bike
#Nientedidifficile stavolta, solo far scorrere le ruote tra le praterie, godendosi lo spettacolo della natura e il silenzio. Un sentiero naturale, tutto flow che sembra pero’ fatto apposta per le mtb … Il sentiero poi prosegue nel bosco, sempre restando scorrevole eccezion fatta per alcuni piccoli guadi e qualche tratto pedalato, ma sempre veloce e scorrevole.


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Il trail termina sulla strada che abbiamo percorso in salita, e da qua si puo’ decidere se rienetrare verso Sauze o se allungare con una variante, risalendo di circa 100 mt per prendere il bivio per l’alpe Laune e omonimo lago. Malgrado la fatica si faccia sentire decido di fare quest’ultimo sforzo, quasi tutto a spinta, per poi ridiscendere su uno stradotto sopra il laghetto, e terminare con un breve singletrack fin sulle rive. Grazie alle luci del tramonto anche questo piccolo lago fa la sua figura, meritando i 100 mt di risalita in piu’. Da qui ora non resta che scendere verso l’istituto zootecnico e la macchina, lungo una classica sterrata molto polverosa.

lago launee 1 lago laune 2

Giro molto bello, che unisce panorami, salite mai impegnative e una gran bella discesa, affrontabile questa senza problemi anche con una front.
All mountain per tutti direi, ma stavolta credo che il video possa essere piu’ esplicativo di 1000 parole

-> video

SentieroCannoniSound from Green Specy on Vimeo.

-> traccia gps gpx

NB: Ricordo che siamo in zona parco e che – teoricamente – alcuni sentieri sono vietati alle bici. Il percorso proposto non dovrebbe comportare divieti, ma la sottoscritta si esula dalla responsabilita’ di evntuali variazioni delibrate dall’ente parco. L’uso della traccia e’  vostro rischio e pericolo.


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MTB: Singletrack de l’Infernet

Singletrack de l’infernet (Briancon)

Il Singletrack de l’Infernet, o meglio nome corretto “La Batterie de la lame“, ma noto online sotto vari nomiGondrand“, giro dei forti  ecc ecc ecc. e’ un sentiero a traccia singola che dalla zona del Gondrands e che scende verso Briancon passando per il bosco dell’Infernet.
E’ uno di quei trail di cui si fa un gran parlare, con pareri molto differenti nelle varie recensioni riguardo la difficolta’.  La FFC, federazione Francese di Ciclismo, lo classifica nero (difficile), alcuni siti italiani lo giudicano addirittura “percorribile con una front”. Come scoprire chi ha ragione ? Andando a vedere, alla peggio se dovesse essere davvero nero dove non si passa si scende.

Il progetto dell’impresa parte dalla salita: siamo di fronte ad un 1000+, da affrontarsi su sterrate e asfalto chiuso al traffico …
1000 e piu’ metri di dislivello in circa 14 km . Sono numeri per me impegnativi, da affrontare con calma, ma non impossibile.
Quindi ci si prova.

fontenil forte

Si parte da localita’ Fontenil, sotto Briancon , e si sale per una sterrata che presenta qualche strappo da “spingismo”, teoricamente tutta pedalabile, ma con il 42 io non ce la faccio. E’ necessario prestare attenzione ai bivi, la zona dei forti di Briancon e’ piena di strade e straducole, e senza traccia o cartina e idee chiare e’ facile sbagliarsi. Una volta arrivati alla strada militare asfaltata, sbaglarsi e’ impossibile. Ricordo che e’ una strada vietata al traffico, e che in alcuni periodi dell’anno e’ chiusa per tutti in quanto attraversa un poligono di tiro.

Il panorama, come sempre da queste parti, fa la sua parte per rendere anche la salita interessante, alternando la Barre des Ecrins
e la valle di Cervieres.

barre ecrins 1 barre 2 cervieres

La salita pare a tratti eterna, mai troppo faticosa ma eterna. Ogni tanto controllo il GPS, sperando di essere a buon punto, ma sembra
sempre esserci un tornante in piu’ … finalmente, dopo 4 eterne ore di pedalata siamo al colle del Gondrand. C’e’ un vento gelido,
il panorama e’ spettacolare, ma il freddo incita a rimettersi in moto… Metto le protezioni , monto la mentonira al casco e via,
giu’ prima da un mezzacosta sassosissimo e poi eccolo che ci aspetta, il singletrack de l’infernet o meglio La Batterie de la Lame. 

gondrand 1 gondrand 1

Abbiamo detto chela FFC lo definisce NERO : e posso assicurarvi che nero e’ : non tanto per le pendenze, quanto per l’essere stretto con tornantini che questa specy 27.5 fa molta fatica a chiudere. Certo, mettiamoci pure che ho questa bici tra le mani  da appena 1 settimana, e che vengo da una 26, ma gli ingombri si fanno senetire. Nello stretto non riesco a girarla, molto probabilmente manca la tecnica, ma anche dicamo che l’essere in completa solitaria diminuisce molto il mio “confidence level”, fatico ad uscire dall’aree di confort, sapendo che devo tornare giu’ intera (E pure la bici) e mantenere la giusta lucidita’.

singletrack de l infernet
Lucidita‘, perche’ questo trail da poca tregua, si qualche punto in cui torna un piacevole flow c’e’, ma sempre con gli occhi apereti,  perche’ il tornantino stretto puo’ essere dietro l’angolo …. Diciamo che considerata la mia preparazione e l’istinto di sopravvivenza ne ho chiuso in sella circa l’80% , piantandomi sui tornatini piu’ stretti (specie a dx) e su un paio di parti particolarmente scassate in cui il rischio di caduta poteva esseere alto. Non e’ un bikepark, anche se palinato e catalogato FFV e’ un sentiero naturale, e come tale non ha sponde o quasi . Una bella palestra, per rendeersi ben conto del proprio livello e delle proprie paure (cheonei tratti esposti crescono a dismisura) e delle skill su cui dovro’ lavorare … Insomma tra me e l’infernet resta un conto aperto ….


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Concludendo : un trail per enduristi con la E maiuscola, che probabilmente puo’ anche diventare parzialmente meccanizzabile (navette
da briancon, poi volendo impianti) , la maggiore difficolta’ e’ data dai tornantini stretti, da alcuni tratti esposti e dal fatto che il singletrack e’ davveero singletrack, spesso scavato e con il mc basso delle bici moderne ci sono parti che possono essere problematiche. La salita se fa, ma la prossima volta penso che sarebbe piu’ divertente scendere dalla blu, insomma per il mio livello e preparazione non e’ cosa da fare dopo 14 km di salita. In ogni caso se vi trovate da queste parti e avetee una full, vale la pena provarci 😉

Relive :

Traccia (versione col gondrand, senza salita al forte)

Per piu’ infos e altri giri nel briancconais :
https://www.espace-vtt-brianconnais.com/brian%C3%A7on-villar-st-pancrace/brian%C3%A7on/