MTB argentario enduro

MTB argentario enduro

Argentario: l’isola non isola gia’ in Toscana a 140 km da Roma stava nella to-do-list dei giri da fare in mtb in centro italia da un po’. L’occasione arriva ieri, complice il meteo incerto che faceva propendere per destinazioni a bassa quota. Sono dinuovo in compagnia del gruppo di Gargasecca, gia’ conosciuto il precedente weekend, e il giro si preannuncia sui 1200 d+, molto saliscendi con trail impegnativi.
Il mio stato di forma non e’ dei migliori, complice sia il maltempo che il cambio d’ora che non ho digerito, ma viste le previsioni infauste per la domenica non voglio peredere quest’occasione.
Gia’ alla base della partenza si intuisce che, dal punto di vista paesaggistico, la zona ha molto da raccontare, con questa isola-non-isola collegata con due ponti in terra al resto del “continente”.
Partiamo da poco oltre Orbetello, e iniziamo a pedalare su una cementata che sale subito decisa, per poi trasformarsi in sterrata abbastanza scassata che in 20 minuti e con qualche parentesi spingistica ci porta al primo punto panoramico, nei pressi delle miniere abbandonate.

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Io sono gia’ mezza cotta dalla prima salita anche se breve: quando le pendenze iniziano ad essere piu’ elevate gambe e fiato fanno quello che possono. Pazienza, per fortuna c’e’ la prima discesa ad aspettarci, Miniere, un flow trail con qualche saltino e niente di difficile, divertente quanto basta per trovare la motivazione a rimettersi a pedalare in salita.
Infatti iniziamo a risalire, prima su sterrata da pendenze medio tranquille, che ben presto lasciano spazio ad alcune rampe non sempre pedalabili (almeno per me) fino al convento dei Padri passionisti, da cui possiamo godere di una splendida vista sulle particolari lagune.

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Da qua si procede su asfalto mediamente tranquillo fino al prossimo trail chiamato Noviziato. Ed e’ meglio non fraintendere il nome, perche’ il sentiero e’ tutt’altro che da novizi(indicato black diamond su trailforks), complice anche il fondo umido e viscido, che mi mette ko al primo cambio di pendenza, costringendomi a percorrerne gran parte a piedi. Le gomme liscie non sono d’aiuto (maledizione bartolini..) e alimentano la mia insicurezza, dunque meglio essere prudenti per portare a casa la pellaccia. In se, a parte alcuni passaggi, il trail non avrebbe troppe problematiche, ma il terreno argilloso e il grip nullo (non riuscivo a stare in equilibrio sulla bici) mi fanno ritrovare in una situazione paragonabile a quella vissuta sul monte Fasce d’inverno, con conseguente permanente accensione della lampadina di pericolo.
Uno stradotto ci riporta verso il convento, e da qui si risale, stavolta fino in cima al monte. Viaggio pianino con il 46 malgrado le pendenze umane, prendo il solito distacco dal gruppo, ma il paesaggio aiuta a farsi piacere la salita, stavolta siamo sull’altro versante, con vista sul mare aperto e l’isola del Giglio.

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Un ultimo sforzo, per me a spinta per raggiungere la cima del promontorio e la partenza di quello che per me sara’ l’ultimo trail, Madonnina.
Qua partiamo su roccia in stile Ligure (l’attacco puo’ ricordare Sant anna di Sestri) , ma all’ingresso del bosco la musica cambia completamente. Dopo una tratta flow guidata ma mai eccessivamente tecnica il sentiero entra in un canalone che vagamente ricorda il canyon di Formello ma piu’ lungo, con qualche droppino, saltino e passaggetto roccioso. Tutto fattibile e con un buon flow oltre che un terreno con un buon grip.

(foto)

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Le gambe e il fiato sono purtoppo al capolinea. Il giro prevederebbe un’altra risalita da 300 d+ e un’altro trail a scendere, molto tecnico a detta dei miei “soci”. Decido, vista la stanchezza, di abbandonare il gruppo e rientrare tranquillamente su asfalto, evitando possibili incidenti da stanchezza e chiudendo il giro con una bella litoranea panoramica, per un totale di 990 d+ e 34 km.

Concludendo, anche qua abbiamo aperto un conto che prima o poi dovremo saldare: parliamo sia di Noviziato che dell’ultimo trail previsto che non ho percorso. La location e’ da prediligere con il secco ma in stagioni dall’autunno alla primavera, dunque sara’ difficile tornare a saldare i conti a breve. Globalmente, un posto da rivisitare e da studiare, magari cercando il modo di, a costo di allungare il giro, rendere le risalite piu’ pedalabili.

Relive

Relive ‘Argentario ..’


Traccia mio giro (rientro su asfalto)

MTB Cervaro enduro

MTB Cervaro enduro

Sono rientrrata dalla Liguria da solo un giorno ma la scimmia e la voglia di proseguire con la strada intrapresa  sui trail tecnici e’ alta. Stavolta l’occasione si presenta pressoche’ nell’immediato, grazie a MTB-FORUM, piattaforma da molti definita obsoleta ma che secondo me continua ad avere il suo perche’ ed essere il modo migliore per trovare risposte a quesiti piu’ o meno tecnici e altri riders con cui condividere giri. Da un discorso ne nasce un’altro, e da un post nato per cercare consigli per soffrire meno in salita si e’ prospettata la possibilita’ di girare con “Gargasecca” (Andrea nel mondo reale) e il suo team.
La destinazione e’ Cervaro, provincia di Frosinone, decisamente a sud e non propriamente dietro l’angolo. So a malapena dove si trova ma pazienza, l’importante e’ andare a divertirsi. Il giro ipotizzato sara’ una “dura prova“, sia in salita per il dislivello previsto (parliamo di circa 1350 d+) che per i trail che andremo a percorrere in discesa … da qualche ricerca in rete risulta che il tutto non e’ per niente semplice, il posto e’ stato teatro di una gara di enduro lo scorso anno e i trail che andremo a percorrere corrispondono alle “speciali” dell’evento.
Comunque ormai sono in ballo e devo ballare, e sopratutto dimostrare a me stessa che sono ancora in grado di scendere sul tecnico.

Ma cominciamo dalla salita, che fortunatamente scorre abbastanza facilmente … la prima botta sono circa 600 d+ su asfalto poco trafficato, scorrevolte e panoramico, per circa 8 km di salita. Ovviamente il gruppo mi stacca il giusto, ma almeno stavolta sembra che i miei compagni d’avventura non siano troppo frettolosi e non si facciano troppi problemi ad aspettarmi.

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Ci metto circa 1h 15 ad arrivare all’inizio della prima discesa , un tempo piu’ che dignitoso per i miei standard ma sicuramente molto basso rispetto al “resto del mondo”.
Qualche istante per un paio di foto e per bardarsi a dovere e iniziamo a scendere.
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Il primo trail e’ inedito per tutto il gruppo, si tratta di una nuova variante che ci ha indicato un local incontrato sul posto. Diciamo che si iniza subito con cose “hardcore“, una sassaia molto trialistica con passaggi tutt’altro che semplici che mi costringono a scendere piu’ di una volta. Pazienza, sicuramente ci sara’ qualcosa di piu’ papabile andando avanti. Arriviamo dunque ad un bivio, da qua i sentieri diventano  un minimo piu’ lavorati ma comunque molto “grezzi”, con parecchi ripidi e passaggi non semplici. Riesco comunuque a chiuderne una buona parte, e pian piano riprendo confidenza con il tecnico. Molto divertente l’ultima parte, chiamata “tagada’“, un susseguirsi di ripidi, drop e compressioni … impegnativa ma divertente perche’ nella sua tecnicita’ mantiene un buon flow.

Terminato il trail si riprende l’asfalto e si risale, cominciando con due terribili rampe che mi costringono a procedere a spingismo nell’ultima parte … poi dinuovo la strada asfaltata, stavolta per circa 500 d+, fino a prendere uno sterrato teoricamente pedalabile ma dal fondo molto breccioloso che ci portera’ al secondo trail, chiamato Purgatory … e il nome gia’ lascia intravedere il programma….

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Il trail parte abbastanza semplice anche se con pendenze a volte importanti, molto tipo sentiero di montagna, e presenta alcuni ripidi ostici che vanno guidati. Mi difendo abbastanza bene finche’ il sentiero non si incanala in uno spettacolare canyon, dove iniziano a far da padrona ripidi rocciosi e drop , di cui un paio veramente inquietanti non solo per la pendenza ma anche per la posizione che quindi decido per stavolta di fare a piedi, o meglio … scivolando giu’ ….

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Si risale ancora una volta non troppo a lungo, stavolta anche se la pendenza non e’ importante sgambetto con il 46 risparmiando energia per l’ultima discesa. Anche stavolta si parte subito su roccia, con un mix di pietre fisse e mobili, molto impegnativo e fisico, ma malgrado tutto la sottoscritta riuesce a trovare le linee giuste e scendere, con passaggi a volte davvero al limite per la mia skill.

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Il trail poi si ricongiunge a quello percorso in mattinata, dopo una piccola variante dove troviamo altri ripidi e uno step down con passerella abbastanza inquietante ma comunque portato a casa, ritroviamo il “tagada‘” che stavolta percoro tutto con un buon flow, trovando difficolta’ solo nel ripido piu’ lungo… ritroviamo dunque l’asfalto e le rampe, stavolta le gambe sono completamente cotte e non mi resta che spingere la bici fino alla macchina.

Concludendo : forse il mio record a livello di dislivello positivo, gestito comunque abbastanza bene e senza arrivare allo stremo. Discese impegnative quanto basta a mettersi alla prova e continuare quanto “iniziato in liguria” , compagnia giusta (ringrazio Gargasecca x avermi dato questa chance)  e conseguente buona motivazione a proseguire e migliorare ancora su questo tipo di trail. Speriamo di continuare cosi’ …

Relive

Relive ‘Cervaro enduro’

Traccia gps gpx: NB: iniziare dalla bandierina rossa in quanto ho acceso il gps un po’ tardi. Prestare attenzione sopratutto sul primo anello perche’ ci sono poche indicazioni, e attenzione anche ai frequenti attraversamenti di cancelli con filo spinato. Grio difficile che valuterei double black la purgatory e black le altre secondo la scala di trailforks, necessaria una full con buona escursione,

MTB: Malpasso – Carsoli

MTB Malpasso – Carsoli

l’ora d’aria allungata …

Lasciate alle spalle tutte le esercitazioni, i bunnyhop e le slide del corso TM1 si ritorna a girare per davvero, fresca di una qualifica da maestro mtb che rappresenta solo l’inizio, consapevole che c’è una cosa sola da fare, pedalare, allenarsi ma sopratutto ritrovare la fiducia sul tecnico,
fiducia che va ritrovata con pazienza cercando di lasciarsi alle spalle dolori e microtraumi.
Dunque torniamo in sella a fare qualcosa che va ben oltre l’ora d’aria … il trail Malpasso di carsoli era nella to-do-list, e quindi mi unisco coraggiosamente al gruppo di bicinatura che ha organizzato il giro. Coraggiosamente in quanto la mia forma fisica è penosa, non pedalo con un certo dislivello da più di un mese … insomma so bene che faro’ il fanalino di coda, ma non importa, se non ricomincio da qualche parte non va bene.
il giro prevede due trail, Conciarelle, gia’ percorso in passato, e la new entry per me Malpasso, trail naturale molto vario.

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Molto faticosamente, non tanto per le pendenze ma quanto per il mio scarso allenamento e conseguente incapacita’ di stare dietro al gruppo, arrivo a Collegiove, paese da cui inizia uno sterrato panoramico gia’ percorso in passato per raggiungere il trail “la mola” … purtoppo qua si tratta di pedalare e il tempo x guardarsi attorno (e quindi di fare foto) è poco.

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Speriamo che la discesa sia degna della fatica , anche se purtoppo ci risiamo :… tra confidence level sotto zero, fretta, sindrome del ruotino, non scendo come vorrei su un trail che impegna, che passa da tratte tipiche da sentiero di montagna a rockgarden piu’ o meno rognosi, da pietre mosse ad una terra secchissima e scivolosa che mi impone di optare per scendere a piedi un paio di volte . La fiducia sia in me che nella specy è bassa, bene nelle curve strette e nei passaggi su roccia, male nel guidato specie se la pendenza aumenta. Cerco di trovare qualche istante per guardarmi attorno … ma la fretta di raggiungere il gruppo la fa da padrona. Malgrado tutto il trail è molto bello e vario, dovrei pero’ percorrerlo con altri ritmi e il tempo per visualizzare e provare i passaggi piu’ ostici, magari meccanizzando.

kìaz malpasso

Foto action tnx to Marco di Bicinatura

Dulcis in fundo 10 km di asfalto x tornare alle macchine … che dire merita un’altra chance, ma magari meccanizzata e con la dovuta calma …

Video tnx to Angelo Benfante ( magari andar così…)

Traccia:

MtB Liguria : Monte Gazzo (GE)

MtB Liguria : Monte Gazzo (GE)

L’occasione di girare in Liguria va sempre sfruttata, dunque perche’ non approfittare del meteo favorevole sulla via del ritorno e lanciarsi alla scoperta di qualche nuovo percorso?
Detto, fatto, un breve scambio di messaggi con Sara delle #ragazzeFreeride e siamo pronte ad avventurarci alla scoperta del monte Gazzo, o meglio di “Gazzolandia” come lo chiama Sara. Ci riferiamo all’ennesima altura sopra Genova, stavolta siamo sul versante di ponente, in una zona con un ottima esposizione e ventilazione che dovrebbe aver ben drenato la pioggia e la neve dei giorni precedenti.
Giunta con qualche complicazione al punto di partenza, iniziamo a pedalare lungo una tranquilla strada secondaria asfaltata, molto panoramica e godibile, insomma una di quelle strade che fanno apprezzare anche la salita. Qualche strappo ma nulla di che, la vista verso il mare come sempre in questi giri ripaga la fatica. La temperatura e’ ottima, un po’ di venticello da nord ma un cielo super limpido e soleggiato mettono i presupposti per una giornata perfetta.

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Scolliniamo verso l’entroterra, e dopo una breve discesa arriviamo al primo trail,chiamato “Muskat” una new entry a detta di Matteo, la nostra guida. Anche per lui e’ la prima run su questo trail che scende nel bosco, che dovrebbe essere come genere un enduro abbastanza easy con qualche rilancio pedalato. Mettiamo le protezioni e via, si scende tranquilli tra curve abbastanza strette e rilanci, ma tutto molto apprezzabile e guidabile.

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Il sentiero finisce su una strada asfaltata in una vallata interna, ho perso un po’ il senso dell’orientamento ma ci fidiamo della guida. Ora c’e’ da pedalare nuovamente per un po’, dobbiamo scollinare e riportarci verso il mare. La salita fortunatamente anche qua e’ sempre tranquilla, panoramica e appagante: si costeggia un torrente abbastanza impervio, con cascatelle e canyon, che all’altezza dei paesini molto caratteristici dell’entroterra, viene attraversato da una serie di ponticelli abbastanza particolari, che presentano al centro cappellette e piloni votivi.

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Lasciato il fondovalle si sale verso un colle, qua il vento si fa sentire, ma passata un’ultima rampa dopo una breve discesa su asfalto imbocchiamo il primo trail della lunga discesa che ci riportera’ nel fondovalle.
Questo primo sterrato in realta’ e’ un po’ un collegamento tra i versanti, ma presenta comunque qualche passaggetto su roccia a cui prestare attenzione, per poi attraversare una radura molto panoramica e ritrovare l’asfalto gia’ percorso all’andata.

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Un breve falsopiano e entriamo nel bello del giro, ci aspettano due trail lato mare da leccarsi i baffi : Cippo e Fortini.

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Sono due trail molto panoramici, a tratti tecnici senza mai sfociare nel troppo difficile, con curve piu’ o meno strette, qualche passaggio su roccia e qualche gradone un po’ piu’ ostico. Tutto molto fattibile anche con una front con la giusta cautela, un trail ben calibrato per divertirsi e progredire, senza mai sfociare nel banale o nel “cuocifreni”, restano infatti abbastanza frequenti i rilanci o comunque tratte in cui tocca dare qualche giro di pedale. Con Sara ci motiviamo a vicenda sui passaggi piu’ ostici, e’ divertente ed e’ piu’ motivante mettersi in gioco tra ragazze.
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L’ultima sezione e’ un po’ piu’ flow e veloce, per il resto un bellissimo tracciato, di quelli che solo la Liguria riesce a regalare, unendo splendidi panorami a sentieri che hanno sempre qualcosa di bello per cui valga la pena farti venire la voglia di ripeterli .
Una regione, una citta’ (Genova) ed un territorio incredibile per i bikers, con innumerevoli versanti e comprensori sfruttabili al meglio in base al clima. Percorsi mai banali, mai ripetitivi, per tutti gli stili e i livelli. Davvero un paradiso per chi ci abita e per chi, come la sottoscritta, ha occasione di andarci abbastanza di frequente 😉
Concludendo, una gran giornata, un grosso grazie a Sara che all’ultimo mi ha “organizzato” questo super giro che in numeri si traduce in 23km con 800 d+. Promosse anche le mie gambe, che han girato bene probabilmente grazie all'”allenamento” fatto in quota con la splitboard.
Non posso che sperare di tornare prestissimo a girare in Liguria !!!

Traccia:

MTB: Circeo

Circeo MTB

Anche a Roma puo’ capitare che faccia freddo. Le massime sembrano non superare i 6 gradi nelle location “vicine” (vicino molto tra virgolette, perchè, diciamolo, di vicino all’eur non c’è un bel niente … ). Dato chie si avvicinano le festivita’ Natalizie una persona normale  trascorrerebbe la domenica al calduccio in un qualche centro commerciale. Ma io normale non sono, e malgrado l’assenza di “volontari” decido di approfittare del fatto che a Sud il termometro dovrebbe segnare qualche grado in piu’ , per lanciarmi in un giretto esplorativo in solitaria sui panoramici trails del Circeo. La meta era da un po’ nella to-do-list, ma in genere per me Circeo è sinonimo di surf, dunque era rimasta in sospeso.

Qubo “rotola” verso sud su una strada che conosce a memoria. Stavolta la dietro c’è la specy al posto di Violetta (la mia tavola da surf).
Lascio la macchina all’imbocco di San Felice e iniziamo l’ascesa sul promontorio della Maga Circe. La temperatura non è di certo ottimale,
ma sicuramente piu’ gradevole che a Roma. La traccia che sto seguendo prevede una serie di trail piu’ enduristici intervallati dal pezzo
forte della giornata, il famoso sentiero panoramico. Dato che sono sola decido di evitare a priori i trail descritti come troppo tecnici.

Si sale dunque, prima fino al borgo alto di San Felice e poi si prosegue … sempre asfalto con qualche strappo, ma pendenza tuttavia costante. Niente di eccessivo anche se il mio scarso allenamento si fa sentire …

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Durante la risalita incrocio un breve trail, il Ciclamino, che decido di provare per saggiare il terreno. Corto ma simpatico, questo piccolo “diversivo” offre un terreno molto “ligure”, con scalini e pietre fisse. Proseguendo, in poco piu’ di un ora siamo in cima, o quasi. Da qua ci allunghiamo qualche metro a piedi fino ad un punto panoramico da cui si puo’ ammirare la costa sottostante.

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La salita non è ancora finita, la traccia indica di proseguire sulla strada che segue la linea della cresta spartiacque, sempre asfaltata con
qualche saliscendi un po’ fastidioso. Giunti sotto alle antenne del monte Circello attraversiamo un cancello che ci conduce al trail.
Monto la mentoniera sul casco integrale e inizia la giostra.

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Avevo visto alcuni video di questa famosa panoramica e letto alcune recensioni. Ci troviamo di fronte ad un trail dalle pendenze dolci, caratterizzato da un fondo sassoso smosso che varia dal brecciolino a veri e propri ghiaioni e alcuni tornanti sempre decisamente larghi.

De facto, a parte il fondo che cmq è gestibilissimo vista la pendenza non eccessiva, la scarica di adrenalina proviene dal fatto che il  trail è davvero esposto, e che cadere di sotto significherebbe fare una brutta fine. Ma basta fare un po’ di attenzione e non farsi distrarre dalla spettacolarita’ del panorama a picco sul mare per concluderlo senza problemi. Questa parte del percorso è adatta a tutti, frontini inclusi, e credo che valga la pena farla almeno una volta nella propria “vita” di biker.
Le immagini valgono piu’ di 1000 parole ….

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Dopo un ultima parte un po’ meno esposta in cui si possono lasciare i freni, il trail termina in una sterrata saliscendi mezzacosta, che ci riporta al paese alto di San Felice con qualche saliscendi.

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Da qua, dopo una breve pausa, decido di risalire, malgrado il cielo si sia ingrigito e la temperatura in ribasso, fino all’imbocco del trail Peretto, che ci riportera’ a quota zero attraversando i boschi del lato “nord” del monte. La seconda risalita, seppur parziale, non è esente da fatica, che peroi verra’ ricompensata da un terreno degno di nota: il sottobosco del Circeo è caratterizzato da un terreno molto somigliante a quello della Pineta di ostia, capace di drenare l’acqua e mantenere il grip malgrado l’umidita‘… questo permette di godere appieno  di questo trail, forse un po’ piu’ “xco” che non enduro visti i frequenti rilanci pedalati, ma comunque molto divertente, adattissimo ad ebike, e non esente da segmenti tecnici in cui è importante scegliere bene la linea…il tutto in un ambiente caratterizzato da una fittissima vegetazione e alcuni particolari passaggi come questo misterioso tunnel.

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Come tutti i giri anche questo si conclude, ancora qualche colpo di pedale su asfalto e ritroviamo il Qubo parcheggiato.
Grazie, Maga Circe … non solo surf ma anche MTB in questa zona che meritera’ sicuramente qualche approfondimento (ci sono altri trailz sul lato nord … )

Relive

Relive ‘Circeo’

traccia

MTB: Antrodoco Le Vie del Marrone

Le vie del marrone
Test Ride del tracciato della omonima Cicloturistica Mtb in programma l’1/11 ad Antrodoco(Rieti)

Dal sottotitolo qualcuno potrebbe temere che la sottoscritta abbia cambiato specialita’ strizzando l’occhio all xc …
Bene non è certamente cosi, in quanto il desiderio di provare questo giro nasce da un paio di video visti su facebook che ben si discostavano da quello che si trova nella gran parte degli eventi dedicati ai pedalatori … a questo si aggiunge una gia’ maturata curiosita‘ per la zona (in particolare per il noto trail zi chiccu … ) , quindi eccoci qua, stavolta da sola in compagnia del GPS a provare questo giro.

Sulla carta siamo di fronte a poco meno di 30 km e circa 1000 d+ , divisi in 3 salite con rispettive discese.
La mia analisi sara’ come sempre da endurista easy non agonista, amante delle discese come “premio produzione” per la fatica in salita (#salgoperscendere).

Cominciamo dal primo trail, segmento Strava Rocchetta .
Si sale per guadagnare 150 d+ prima su asfalto, poi sterrato un po’ polveroso dal grip non ottimale … pendenze sempre mediamente da 46 per me, con qualche piccola tregua, ma caldo a parte, almeno si ha la piacevole sensazione di salire, cosa che sugli appennini non è mai scontata .

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Non esenti da fatica arriviamo all‘attacco del trail, che parte molto flow e facile, ma che si inasprisce nella parte finale con tornantini strettissimi e grip scarso, grazie al quale perdo aderenza e non riesco a chiudere la piu’ stretta delle curve.

Attraversiamo dunque il paese di Antrodoco, e ci avviamo verso la seconda salita, stavolta sul versante opposto, piu’ fresco e anche piu’ pedalabile … qua troviamo un mix asfalto sterrato, che dopo qualche tornante ci conduce ad una bella e panoramica radura.

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La strada e la traccia, dopo aver guadagnato circa 270 d+ in 4km, iniziano a perdere quota … su asfalto …
La cosa non mi convince, vedo un attacco di trail ma il gps dice di andare dritti … mi fermo, ritrovo il video su facebook e osservo bene. L’attacco è segnato con una palina bianca e rossa devo trovare quella. Chiedo a dei passanti, e mi confermano che purtoppo devo perdere ancora quota su asfalto. Dopo altri due tornanti asfaltati ecco l’attacco del trail San Francesco.
Lo riconosco dal video … promette davvero bene peccato per il quantitativo abnorme di ricci di castagne, che coprendo quasi in toto la traccia rendono la guida difficoltosa e lenta. A parte questo imghippo il trail è tutto curve e controcurve con sponde naturali, qualcosa di veramente raro da vedere in giro … da ripetere sicuramente con un terreno meno sporco.

(video)

Sbuchiamo su asfalto in quel di Borgo Velino, ci prendiamo una breve pausa nella piazza del paese e ci prepariamo ad affrontare la seconda parte del giro, che risultera’ essere la piu’ impegnativa.

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Si inizia tranquilli con un rilassante singletrack in piano, che costeggia il torrente Velino. Si attacca poi a salire, prima su asfalto poi su sterrata/cementata … e dovremo guadagnare poco piu’ di 500 mt d+ in 6 km. La salita attraversa tutta una serie di castgneti, che hanno la peculiare caratteristica di essere tutt’altro che fitti, regalando all’ambiente un qualcosa di particolare che ricorda alcune zone della Liguria. La salita è sempre pedalabile ma non molla mai, il 46 è d’obbligo, le pendenze sono sempre attorno al 10% , costringendomi ad una velocita’ davvero ridotta. Dopo quasi due ore e molta fatica arriviamo nel punto piu’ alto.

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Da qua si scende … su strada sterrata per un bel po’ purtoppo … fino ad una breve risalita (fatta a spinta per stanchezza) da cu’ comincia il penultimo simgletrack, che non presenta particolari difficolta’ o caratteristiche salienti . Un’altro collegamento noioso su tratturabile double track , poi finalmente l’ultimo trail, molto bello , che inizia con un traverso in lieve contropendenza e poi scende deciso, con un paio di ripidi, parti strette un po’ esposte, qualche rilancio, una parte flow e un paio di immancabii tornanti per chiudere.

(video)

Di tutti i trail questo è il piu’ vario ma è dura dire se sia valsa la fatica fatta per arrivarci … Si chiude rientrando ad Antrodoco e al parcheggio, dopo quasi 6 ore di cui 4 e mezzo in movimento.

Tirando le somme da appassionata di enduro e comunque di discese divertenti, quel che posso dire è che il secondo trail, San Francesco, vale assolutamente il giro. Non è lungo, ma presenta tutta una serie di caratteristiche che raramente si vedono in trail naturali. Uno di quei trail che vorresti rifare subito, per capirlo meglio e affrontarlo in modo piu’ scorrevole. Anche il primo trail si difende, con un ultima parte che puo’ mettere in crisi se non si dispone delle giuste tecniche.
Nella seconda parte invece, rispetto a tutta la salita i singletrack interessanti sono limitati, riducendosi circa a 3.5 km su 6 totali di discesa, con stradotti di collegamento “inutili” .
Sarebbe molto interessante cercare di capire se si puo’ escogitare in zona qualche giro piu’ “enduro” , limitando al massimo i “trasferimenti in discesa”. Comunque l’impressione resta positiva, sia per l’ambiente e il paesaggio (che ricorda a tratti l’entroterra ligure) che per la qualita’ dei sentieri. Resta la considerazione che il percorso da me provato è stato concepito per un evento di tipo cicloturistico, quindi orientato ad un pubblico molto eterogeneo, e in tale ottica (dopo l’esperienza fatta a Formello) posso capire la presenza di tratte di collegamento atte a sfoltire il gruppo.

Un particolare ringraziamento va al local Enrico dell asd Monte Giano – Antrodoco per la traccia. Da segnalare anche le ottime e precise indicazioni lungo il tracciato ;). 
Da tornarci sicuro, peccato solo per la notevole distanza da Roma Sud.

Per chi fosse interessato/a alla cicloturistica contattare mtbmontegiano@gmail.com

Volantino evento 

Traccia gps gpx

Relive

Relive ‘Vie del marrone Antrodoco’

MTB: Monte Autore da Camerata Nuova

Monte Autore da Camerata Nuova …Scatenato …

Le temperature piuttosto alte e le giornate ancora decentemente lunghe mi hanno fatto optare per un giro che andasse oltre quota 1000…
L’idea iniziale era, visto lo stato di allenamento piuttosto buono per i miei standard, di affrontare il famoso Zi Chiccu, nella to do list appenninica da un po’. Purtoppo il tempo (fisico, non metereologico) e la lontananza del suddetto trail mi hanno fatto optare per qualcosa di piu’ vicino, dunque assieme all’elettrico Guido abbiamo deciso per un giro gia’ piuttosto lunghetto, ovvero la salita al Monte Autore da Camerata nuova via CampoSecco (che gia’ abbiamo conosciuto con i giri che partono da Livata) con un lungo anello in discesa che dal Monte autore scende a Fosso Fioio e seguendo quest’ultimo ci riporta a Camerata Nuova.

Totale 34 km circa con 1000 d+, di cui 15 in salita e quasi una ventina in discesa. Almeno sulla carta.

Anche per questo giro, facciamo affidamento alle tracce di Bicinatura, ormai punto di riferimento online per i giri in centro Italia.

Ci ritroviamo a Camerata Nuova, quota 788 mt slm, altro paesuncolo improbabile con le case di pietra dove pare che il tempo si sia fermato, e dove parcheggiare non e’ semplicissimo, alla fine troviamo qualche slargo al campo sportivo.

Iniziamo la salita, che attacca subito abbastanza cattivella, dopo un breve pezzo d’asfalto inizia uno sterratone poco pendente ma anche poco scorrevole, molto ciottoloso e breccioloso, che mi impone di farlo tutto con il 46 a velocita’ inferiori ai 5km/b. Im questo modo  guadagnamo i primi 500 mt positivi, fino a Camposecco, quota 1300 slm circa, la grande piana dall’aspetto extraterrestre con cui abbiamo gia’ fatto conoscenza nei giri estivi.

campo secco 1 campo secco2

lago campo secco

Da qua, la salita e’ nota e piu’ scorrevole, prima parte in singletrack nel bosco, mai troppo pendente quasi sempre pedalabile con il 39,
a seguire ultmi km di sterrata facile fino alle Vedute dell’Autore … da cui apprezziamo uno scorcio panoramico tra i piu’ belli della  zona.
Totale, tre ore e mezza per guaragnare poco piu’ di 1000 mt in circa 15 km. Il cielo e’ scuro, minaccia pioggia, decidiamo di non perdere tempo e di avventurarci alla scoperta di questo singletrack.

autore croce croce bk tratto espsto me autore autore specy autorevedute

Si inizia con una parte esposta, a volte non pedalabile in leggera salita, poi una prima parte flow nel bosco che in breve diventa piu’ tecnica, intervallata da qualche rockgarden (teoricamente tutti fattibili, ma non conoscendo la linea e con i nuvoloni alle spalle  ho preferito evitare esperimenti), fino ad una radura in cui si perde un po’ la traccia nei prati, ma si ritrova con facilita’ un singletrack strettino ma molto flow, che ci conduce ad un’altra sezione tecnica nel bosco un po’ sporca …

Sezione tecnica che risulta per me fatale: un ramo mi si incastra tra ruota e deragliatore e distrugge quest’ultimo.
Unica soluzione: togliere la catena e scendere “scatenati” finche’ si puo’ ….

Gia’ … finche’ si puo’ …
L’esperienza di girare senza catena e’ tuttavia divertente … una sensazione unica, in cui non si sente il rumore della ruota libera e che obbliga ad usare i freni il meno possibile per non perdere velocita’. Peccato che l’ultima parte del trail presenti non pochi saliscendi, che per quanto vuoi non frenare non sono fattibili di slancio. Pazienza si Spinge.

Sbuchiamo su uno stradone, non capiamo molto bene dove siamo, alla fine seguendo la traccia riusciamo a trovare la sterrata che costeggia
Fosso Fioio. Purtoppo qua iniziano per me i dolori … la strada e’ piuttosto pianeggiante, e lo sara’ per circa 5km. Sono costretta
a farmi tirare da Guido per un lungo tratto … in qualche modo ci arrabattiamo, ogni tanto la strada diventa piu’ pendente e si riesce a far scorrere la bici, ma questo Fosso Fioio che attraversa in maniera piu’ o meno scassata e fastidiosa la sterrata che scende senza nessuna particolarita’ sembra eterno, mettiamoci pure che ha anche iniziato a piovicccicare e che le frequenti pozze non aiutano, insomma gli ultimi km anche se privi di difficolta’ sono stati una sofferenza unica.

fosso

Finalmente ritroviamo una stradina asfaltata, in leggera salita ahime’, e poco dopo la “civilta‘” …. con il solito contorno di nerissimi nuvoloni che sovrasta il centro abitato di questo paesino senza tempo.

camerata nuova

Premesso che il mio giudizio sul giro puo’ essere influenzato dall’incidente con il cambio traiamo le conclusioni :

Salita: medio-lunga, pendenza appropriata al dislivello, ma sempre fattibile e pedalabile senza troppi patemi. La prima parte oltre ad essere scassata, e’ pallosa, sempre uguale, chiusa in una valle senza scorci panoramici. Da Camposecco la cosa si fa piu’ facile e piacevole, grazie anche al terreno migliore.

Discesa : panoramica, molto per gli standard appenninici, nella prima parte, poi varia e variabile, passando dal super flow al tecnico con
roccia fissa, ad alcune tratte con fondo un po’ piu’ instabile su cui scegliere la linea.
Unico neo per me fatale gli innumerevoli rami nella seconda parte, che hanno messo ko il mio deragliatore posteriore. Tutto questo godimento
dura circa 4 km.

Il seguito, fosso Fioio, a parte il particolare paesaggio della prima parte, lo ho trovato davvero “inutile” … certo senza catena e’ stato particolarmente pesante, ma trattasi di stradotto senza difficolta’, largo, senza curve, in cui l’unica particolarita’, che puo’ piacere o no, sono alcuni attraversamenti del gretto del torrente, piu’ o meno lunghi, piu’ o meno fattibili in sella a seconda della tecnica del rider.

Da rifare ? Sicuramente si prima o poi, magari senza rompere il cambio e in compagnia di qualcuno che gia’ conosce i rockgarden in modo da provare ad affrontarli seguendo la giusta linea 😉

E adesso tocca aspettare l’arrivo del deragliatore e giocare al piccolo meccanico ….

Relive

Relive ‘Autore scatenato..’

 

Traccia

Un ringraziamento particolare va a Guido, senza il suo supporto elettrico nella parte pianeggiante sarei rientrata con il buio probabilmente …..

MTB: la torretta del Morrone

La Torretta del Morrone
(o di Monte Gennaro o dei Tornantini)

Riprendiamo la rassegna “posti improbabili“, ovvero quelle location in cui, se non ti ci portasse la bicicletta, di certo non ci andresti  di tua spontanea volonta’. Stavolta vi parlo di un giro che stava nella mia to-do-list da prima delle ferie a Nord … la Torretta del  Morrone, o di Monte Gennaro o semplicemente dei 25 tornantini.

I tornantini gia’ … quelli stretti. Quelli che 1 anno fa mi facevano scendere dalla bici e mi facevano maledire il giorno in cui e’ arrivata la Specy Stumpjumper. Ma grazie alle lezioni e all’esperienza quest’anno la musica e’ cambiata . Dai 12 tornantini di Millaures, al singletrack de l’infernet, ad un inedita traccia sul Monte di Portofino, insomma diciamo che abbiamo fatto esercizio.

Sulla salita, si legge di tutto e di piu’. Una cosa e’ certa: a meno di non avere un mezzo motorizzato, lo spingismo sara’ d’obbligo per almeno un paio di km e circa 250 d+.
Vediamo come si e’ evoluta la giornata dunque: Arrivati al parcheggio di Palombara Sabina, nei pressi del campo sportivo, si vede gia’
piuttosto chiaramente dove dobbiamo andare a parare … lassu’ … si lassu’, e’ proprio lei, la Torretta.

lassu'

No pain no gain, ormai siamo qua e questa Torretta s’ha da fa …

Iniziamo con una poco promettente discesa su asfalto … se si scende vuol dire che poi si sale … brr … In breve si lascia l’asfalto per una sterrata brecciolosa piuttosto pianeggiante per il momento, che si addentra in una valle piuttosto calda e poco ventilata. Pian piano si comincia a prendere quota, alternando tratte piu’ pedalabili ad altre piu’ ripide… diciamo che nei primi 8 km il guadagno di dislivello e’ piuttosto limitato. E di km ne dobbiamo fare circa 18/19, di cui circa altri 4/5 in salita, fino a raggiungere appunto la fantomatica Torretta che ci aspetta a quota 1030 circa. La traccia ci crea qualche difficolta’ nel trovare un taglio, che risultera’ l’unico pezzo in cui sara’ a tratti necessario sollevare la bici … unico intoppo un filo spinato che ci separa dalla strada che andrebbe ripresa… per fortuna siamo in due e riusciamo a ingegnarci per riportarci allo stradotto passando attraverso una specie di vasca abbandonata.

Da sola forse sarei tornata indietro.


Ripresa la traccia si riprende a pedalare, alternando qualche tratta a spinta dove lo stradotto diventa piu’ ripido e scassato …avanti cosi’ per un po’, fino circa a quota 800 mt slm dove arriva la resa allo spingismo. Spingismo che ci accompagnera’ per un paio di km e 200 mt di dislivello, fino a raggiungere, finalmente la mitica Torretta che domina le pianure, con sotto di noi un dirupo non indifferente.

torretta1 torretta3

Qualche minuto di meritato riposo, e poi pronti a mettere le protezioni e a lanciarci alla scoperta dei 25 tornantini.

m3 trail trail top

Il trail parte con qualche pietra mossa e fissa, poi diventa con fondo in terra e prevalentemente scorrevole e pulito. Unica difficolta’ i famosi tornantini, che sono cmq il piatto forte del giro. Quelli a destra sono tutti fattibili, a patto di anticipare e allargare la linea il piu’ possibile, quelli a sinistra sono un po’ piu’ complessi sopratutto i primi, su cui ci scappa qualche piede in terra ma mai reali problemi . Sono in tutto 25, collegati tra loro da traversi molto flow quasi privi di ostacoli, giusto nella parte finale qualche roccia rende un po’ piu’ vivace il tutto. Terreno perfetto, questa probabilmente e’ la stagione ottimale per girarci, evitando presenza di foglie o fondo viscido, che renderebbe tutto decisamente piu’ complesso. Come sempre un bel gioco dura poco, e anche qua il 25esimo tornantino fa presto ad arrivare, portandoci ad un cancello da cui si prosegue con un ultima parte prima su singletrack e poi su stradone con fondo smosso.
Insomma la salita faticosissima vale questo discesone, a patto di essere amanti del genere. Ottima palestra per migliorare nello stretto, non essendoci punti particolarmente esposti o pericolosi. Con le dovute cautele e il fondo trovato oggi a mio avviso puo’ essere portato a casa anche con una front e un po’ di tecnica 😉

Da tornarci (Con la telecamera) …. e comunque raccomandato a tutti i bikers di medio livello che vogliono conquistarsi (faticando) una discesa con cui pendersi qualche bella soddisfazione … un classico giro #salgoperscendere in cui la cosa piu’ importante e’ il premio finale …

Relive

Relive ‘La torretta del morrone’

Traccia gps gpx

 

Un ringraziamento va a Bicinatura, per aver reso disponibile la traccia e avermi permesso grazie al gruppo facebook di trovare compagnia per il giro. Qua – link – il loro report con video .

MTB: Punta Ala Cala violina

Punta Ala Cala Violina Enduro 
(Traccia GPX a fine articolo)

Era da un po’ che volevo approfittare del fatto che la zona di Punta Ala (Grosseto) si trova esattamente a meta’ strada tra Roma e la Liguria per rendere meno noioso il rientro e fare conoscenza con questa zona e i relativi trails di cui si sente dire belle cose. Ieri si e’ prestata l’occasione grazie ad un’amico biker di Roma in ferie in tale location.

Avendo solo il pomeriggio a disposizione decidiamo per la zona di Cala Violina, sul mare. Non e’ di certo l’area piu’ nota per i percorsi Enduro, ma comunque da Trailforks si capisce che alcune discese interessanti possono esserci. Andiamo dunque a scoprirle.

Disponiamo di alcuni file gpx scaricati, ma nessuno e’ propriamente “enduro”, quindi ci affidiamo ad un mix tra i ns file e l’app trailforks dove i trails sono ben segnati e inventariati. Il dislivello sviluppabile e’ poco, quindi mi immagino di aspettarmi una location che potrebbe ricordare la zona de “Le Maine” di Finale ligure.



Troviamo parcheggio poco distante dai trails, e cominciamo a salire dolcemente per uno stradotto che poi diventa un po’ piu’ cattivo. In breve arriviamo al sentiero “3” (i sentieri sono tutti o quasi ben segnati e palinati), un anello XC percorribile in entrambe le direzioni che non ha molti sbalzi di quota. E’ un bellissimo b nella macchia mediterranea, facile, ideale per chi si avvicina alla mtb. Dopo alcuni saliscendi incrociamo l’indicazione per il trail Guardian, uno di quelli definiti come Enduro da trailforks, difficolta’ blu ovvero media nella scala usata dal suddetto sito. Iniziamo dunque a scendere. Ci troviamo su un trail da guidare, abbastanza scassato e scavato in cui bisogna scegliere la linea giusta , ma senza mai parti pericolose o complicate. C’e’ qualche rilancio e un paio di compressioni che sarebbe meglio memorizzare, ma tutto molto divertente e fattibile.

guardian 1

punta ala guardian 2

Il trail ci riporta su una strada litoranea asfaltata, da cui in breve ci allontaniamo per risalire, stavolta a spinta nella macchia, per riprendere quota e ripartire alla ricerca di un’altra discesa. Si spinge e non poco, potrebbe esserci un percorso alternativo ma non conosciamo la zona, di certo questo e’ il piu’ veloce. Fortuntamente voltando le spalle verso valle si trova motivazione nel bellissimo panorama sul mare.

spingere ...

Una volta in “quota” , ritroviamo l’anello del “3”, dal quale staccano altri sentieri che scendono abbastanza diretti per il mare. Decidiamo stavolta di seguire la traccia a nostra disposizione , che dopo un breve tratto scassato ma sempre senza cose troppo complesse ci porta su un trail piu’ flow, che con qualche bella curvetta conduce direttamente sul mare alla famosa spiaggia di Cala Violina. Tutto molto bello ma anche molto affollato di bagnanti. Credo che sarebbe interessante ripetere il giro fuori stagione …

cala violina specy cala violina me cala violina affollata

Risaliamo quindi alla ricerca di un’ultimo trail che ci riconduca verso le macchine. La scelta cade, guardando sempre Trailforks, su Moscatello. Peccato che per raggiungerlo tocca dinuovo spingere su terreno leggermente franoso, ma anche qua una volta in “vetta” veniamo ripagati da una splendida vista sul circondario.

pnta ala 3 punta ala 4

Iniziamo a scendere , il trail parte flow con qualche curvetta, qualche parte piu’ scassata e un breve rilancio. Divertente anche se corto (circa 1 km) .. in pochi istanti siamo nuovamente sull’asfalto che ci riporta al parcheggio.

Concludendo: il posto vale la sosta, i sentieri sono molto ben tenuti, segnalati e ci si puo’ divertire con qualunque mezzo, dal frontino, all’enduro all’elettrica. Data la conformazione del territorio e la presenza di frequenti salite non pedalabili , il mezzo ideale per apprezzate quest’area sarebbe una e-bike. Resta una location interessante – anche se non proprio dietro l’angolo – per fare un giretto allenante e divertente senza esagerare in km e dislivello. Ci tornero’ per provare i trail sul versante piu’ interno, piu’ lunghi e tecnici (alcuni sono stati prove speciali dell’EWS in passato … ).

Relive

Relive ‘Punta ala’

Traccia gpx del ns giro

Col Saurel e lago dei 7 colori da Sagnalonga

Col Saurel e lago dei 7 Colori

…..
nulla di nuovo per la destinazione del giro, gia’ raggiunta lo scorso anno con il classico giro della Clavierissima da Monginevro/Gondrand.

Per quest’anno l’idea era di replicare ma con salita e discesa dal vesante italiano, ovvero Bousson,strada del Lago Nero, Sagnalonga, Colle Bercia, Col Saurel, lago 7 Colori, Capanna Mautino, discesa per il trail gia’ esplorato in un precedente giro.
Partendo da Bousson sono circa 950 d+, che io ho scontato a 600 guadagnando la parte piu’ scassata grazie alla panda 4×4 dei miei.
Preciso che la scelta di guadagnare quota in macchina è dovuto al tempo instabile di questo agosto, che mi ha costretto ad optare spesso e volentieri per giri piu’ brevi del previsto.
Lasciata la strada del lago Nero, si continua mezzacosta con saliscendi tranquilli ottimi per scaldare le gambe (o per riprendere fiato
nel caso partiti dal basso) fino a SagnaLonga, il tutto attraversando freschi boschi di larici dai quali si intravedono come sempre paesaggi notevoli … si incrocia anche un piccolo laghetto i cui riflessi meritano una foto.

pozza

Da SagnaLonga si sale, sempre tranquilli, lungo una strada che d’inverno è una pista verde, fino al Colle Bercia. Mi fa un certo effetto
rivedere d’estate posti che ho sempre conosciuto in versione invernale, compresi i paravalanghe da cui inizia un noto taglio fuoripista …
Si guadagna facilmente il colle Bercia, dove inaspettatamente trovo una fontana da cui ricaricare acqua. inutile dire che da qua in su la vista su Dormillouse, Pic de Rochebroune, Fournier, Giassez la fa da padrona.

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Si prosegue verso il Saurel, da qua il fondo peggiora e arriva anche qualche rampa, tutto comunque pedalabile tranne una breve rampa dal fondo
smosso … Scolliniamo il Saurel e memorizziamo la palina che indica il trail di discesa.

Discesa e foto di rito al gia’ noto lago dei 7 colori, risalita a spingismo fino al colle e siamo pronti ad imboccare il singletrack.

m3 lago 7 colors lago 7 col

Come da aspettative, eccoci di fronte ad un bel flow trail che scende tra le praterie con ampie curve e poche difficolta’ … terreno un pelo
brecciolino ma con una discreta tenuta, anche se addirittura la perdita di tenuta diventa divertente in certe circostanze … uniche  cose a cui prestare attenzione sono le immancabili canaline tipiche dei natural trails oltre che gli escursionisti in salita, poco abituati alle presenza delle bici . L’ultima sezione che si imbocca dopo aver attraversato lo sterratone che sale da Capanna Mautino è un po’ piu’ tecnica, e si chiude con un divertente step-up su cui staccare le ruote proprio dietro al rifugio.

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Dopo una brevissima pausa decido di allungare il giro inserendo un breve anello attorno al lago di Fontana Fredda, a circa 1.5 km dalla Capanna Mautino … Un paio di rampe ci introducono su un singletrack quasi pianeggiante che costeggia il laghetto, qua non c’è niente di tecnico, ma un panorama di alta montagna come pochi altri ….

fontana fr3dda fontana fr3dda1



Rientriamo alla Capanna Mautino girando attorno al laghetto e da qua impostiamo la discesa del rientro, seguendo per un po’ il percorso
della Clavierissima per poi tagliare verso Bousson, sul trail gia’ percorso in precedenza, molto naturale con qualche sezione tecnica gudata
nella prima parte, poi flow nei prati per concludere con qualche tratta un po’ cuocifreni ma sempre floweggiante

Giro apprezzabile a 360, sia per la location che x i trail percorsi, un pelo meno impegnativo nella prima discesa rispettto alla versione Monginevro-Val Gimont

Relive –>

Relive ‘Saurel versante it’


Traccia –>