MTB: Moncenisio – Col sollieres

Moncenisio – Col sollieres

10-8-2018
..il meteo pare clemente e risparmiare il classico temporale pomeridiano che sta simpaticamente caratterizzando questo break estivo,
quindi proviamo ad affrontare un giro tutto sopra i 2000 mt slm in zona colle del Moncenisio. L’obbiettivo è l’anello del col Sollieres,
con salita sul versante Francese seguendo in gran parte le strade di serizio degli impianti di Termignon per poi scollinare verso il piccolo Moncenisio.
Appena arrivati al colle in prossimità del lago, purtoppo si notano nuvole sulle cime piu’alte. la nebbia pare avvolgere il col sollieres, con il rischio di dover affidare la discesa esclusivamente al GPS. Dopo una breve valutazione meteo e di eventuali cambi programma (l’alternativa – indubbiamente piu’ dura – sarebbe il malamote, ma questo è un obbiettivo futuro …) decido comunque di avventurarmi.

Mi faccio dunque lasciare all’altezza dello skilift Ramasse di Val Cenis, subito dopo il colle, dove, in prossimità di una margheria inizia lo sterrato che conduce verso gli impianti di Termignon.

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Si attacca con qualche rampa su fondo sassoso ma compatto, salendo fino all’altezza del bivio per il forte Turra (raggiungibile volendo in circa 1h con 300 d+), da qua si prosegue in leggera discesa per una piacevole forestale di servizio, fino alla località Replat de Cannons.
Qui inizia la salita, sempre lungo una sterrata di servizio, che tranquilla guadagna quota fino alle ampie praterie che caratterizzano la parte alta del piccolo resort sciistico. La vista , purtoppo un po’ limitata dalle nuvole, è gia’ notevole, spaziando dai ghiacciai della Vanoise a quelli della Casse e della Motte verso il fondovalle.

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Salendo ulteriormente troviamo un bivio, circa al km 6.5, ove le indicazioni per il Col Sollieres consiglierebbero di andare dritto.
La traccia da me scaricata invece suggerisce di prendere a sx la strada che sale. Mi fido dunque della traccia, continuando a guadagnare quota … le pendenze restano docili e ben pedalabili, il fondo invece peggiora un po’, ma la fatica viene ricompensata dagli spettacolari scenari che si aprono ad ogni metro guadagnato.

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Presto la strada si stringe, trasformandosi in un sentiero, che con un lungo mezzacosta ci condurra’ al col sollieres. La quota inizia a farsi sentire, si intravedono alcuni nevai, e ormai l’obbiettivo del colle è ben visibile …
ma il mezzacosta pare eterno … è im buona parte pedalabile, ha qualche sezione esposta e qualche zona con fondo piu’ scassato che per comodita’ supero a spinta … non ci sono comunque cose pericolose o tratte da richiedere portage vero e proprio …

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Finalmente, dopo circa 35 minuti di traverso, siamo al colle, e godiamo di una vista a 360 su entrambi i versanti.

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Siamo a quota 2635, il freddo si fa sentire, mi preparo dunque a scendere verso il Piccolo Moncenisio. Lo splendido singletrack che si snoda tra le praterie non presenta difficoltà, è un natural flow con qualche semplice ostacolo, l’unica cosa a cui prestare attenzione sono alcune sezioni un po’ strette e scavate … e a non farsi distrarre dal panorama veramente importante …

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Si lascia ancora correre la bici giu’ per i prati, il trail ha un flow naturale che lo rende molto divertente, con ampie curve su dolci pendii, #nientedidifficile , ma cerchiamo di non farci prendere dalla voglia di correre, in quanto il sentiero, anche se palinato e inventariato vtt ffc (federazione francese ciclismo) è prevalentemente frequentato da escurionisti a piedi.

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A breve imcrociamo uno stradotto trattorabile, che ci condurra’ sulla strada del piccolo moncenisio. Da qua non resta che godersi ancora un po’ di lungolago, che lascia sempre senza parole, per poi concludere lo splendido giro.

lungolago

Colcudendo circa 20 km (qualcosa in piu’ se si chiude l’anello completo, io ho avuto la fortuna di farmi accompagnare dai miei che hanno fatto una passeggiata in zona) , 700 mt di dislivello, salita tranquilla, panorami da urlo. Discesa per tutti, frontini inclusi, ottimo
itinerario estivo in quota per scappare dal caldo … molto interessante anche come prima esperienza di guida su sentiero naturale per chi è agli inizi 😉

Traccia (nb anello non chiuso, ma facile da chiudere seguendo l’asfalto)

relive

Relive ‘Col sollieres’

MTB: Traversata Valle Stretta Nevache

Dalla Valle Stretta a Nevache passando per il lago Thures

L’ispirazione per questo giro nasce da una traccia vista su vtt-brianconnais, sito francese che offre svariate idee per giri vicino al confine … Del resto nella “valle che resiste”  l’enduro non esiste , o meglio al di fuori di quanto concerne i bikepark è difficile trovare informazioni e tracce aggiornate e sicure sulla ciclabilita’ in discesa dei tanti trail esistenti.

Con il lago thures e il sentiero d’accesso da risalire rigorosamente a spingismo , avevo gia’ fatto conoscenza tanti anni fa, percorrendo una variante di questo giro ma con discesa piu’ breve sul colle della Scala.

Stavolta invece l’obbiettivo è lo scollinamento su versante Francese, con eventuale pickup in caso di maltempo …… Sempre su vtt-brianconnais un video lascia ben sperare in una discesa che dovrebbe valere la fatica della salita: in soldoni 400 mt di dislivello positivo in 3 km tutti da fare a spinta, lungo un sentiero raramente pedalabile, non tanto per le pendenze, quanto per le frequenti radici … sentiero che potrebbe essere carino in discesa, ma questa è un’altra storia da affrontare magari fuori stagione, essendo il trail frequentatissimo da escursionisti sia italiani che Francesi.

spingismo 1 spingismo 2

Dopo 1h e 10 minuti di fatica, raggiungiamo finalmente la splendida piana del lago Thures, che fa bella mostra di se , riflettendo nella sua limpida acqua le alture circostanti e le nuvole che iniziano minacciose a poplare il cielo …

nuvoloni 1 nuvoloni 2

Non solo nuvole … ahimè il cielo inizia anche a tuonare, ma la voglia di completare il giro è alta … Si iniziano ad attraversare le praterie su un scorrevole e veloce singletrack, lungo cui il telefono riprende segnale e riesco ad organizzare il pickup in macchina con i miei sul versante Francese. Il singletrack facile e tranquillo attraversa un colle, e da qua la musica cambia … lasciando spazio ad un infinita’ di tornanti su fondo smosso a tratti esposto.

curva esposta

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo trail non facile, tutto da guidare, a tratti esposto e con terreno a volte ostico, pendenze mai estreme ma una bella serie di tornanti a gomito fortunatamente non troppo stretti … Il video vale piu’ di 1000 parole …..

Verso il fondovalle l’ultima difficolta’ è data da un guado, che affronto ormai sotto la pioggia battente. Guado la cui osticita’ non è causata dall’acqua, ma dal “salto” tra la strada e il letto del fiume, non indifferente, che mi costringe ad uno scivolone lungo una ripida rampa argillosa di difficile accesso (non cicalbile in maniera alcuna) …. ultimi metri su uno stradotto ormai largo e compatto, sempre sotto la pioggia, fino al termine dell’avventura in un piccolo slargo accessibile alle auto in cui mi aspetta la mitica Panda 4×4 .

Un giro che merita, che rimarrebbe comunque fattibile (meteo e tempistiche permettendo…)  anche come anello sul Colle della Scala (si aggiungono circa 200 mt d+ di tranquillo asfalto) che in tal caso aggiungerebbe un’altro simpatico singletrack a mezzacosta in discesa, oltre che ulteriori possibilita’ di allungo integrandolo nel precedente giro in Valle Stretta.

Concludo con il Relive, mentre per la traccia vi lascio a quella di VTT Brianconnais(giro num 47) … ultima nota, molto probabilmente – meglio se fuori stagione – gli elettrici potrebbero effettuare il giro in senso opposto, pedalandolo al 100% ….

Relive ‘Laghi thures traversata’

MTB: Valle Stretta Flow

Valle Stretta flow trail

Per divertirsi con la bici non sempre sono necessari tanti km e tanto dislivello (Formello docet per chi conosce …) , come non sono necessari percorsi eccessivamente tecnici. Le previsioni meteo parlavano di temporali al pomeriggio, quindi necessitava tirare fuori un giro breve e divertente, da chiudere in un paio d’ore. Cosa non sempre facile in alta montagna, dove il dislivello ha molto piu’ peso dei km.

Mi ricordo quindi di un trail trovato su un sito francese che gia’ lo scorso anno mi ha lasciato un bel ricordo. Parliamo del sentiero pedonale di Valle stretta, sopra Bardonecchia, appena passato il confine con la Francia.

Dopo una piacevole salita quasi esclusivamente su scorrevole asfalto, superati i rifugi Terzo Alpini e Re Magi, proseguiamo per circa ancora 1km su sterrato, guadagnando in tutto circa 400 mt d+. All’altezza di una grangia inizia il singletrack, che ha svariati attacchi, io opto per il piu’ tecnico e meno percorso dai pedoni.

3o alp 3o alp 2 strada rifugio valle stretta

Superata una prima parte un po’ scassata si passa su prati in maniera molto free e veloce, il trail poi si restringe e con un po’ di cautela ci porta ad un ponticello che si attraversa in sella.  Il sentiero prosegue nel bosco, con qualche rilancio e qualche spunto tecnico mantenendo comunque un buon flow, flow che va in crescendo man mano che usciamo dal bosco e attraversiamo il lungo falsopiano, per culminare ad un’altro ponte che, attraversando una piccola diga ci riporta all’asfalto.

(video 1)

vallestretta 1st part from Not4 Normals on Vimeo.

(video 2)

In teoria il sentiero proseguirebbe sempre sull’altro lato del fiume, ma un cartello FFC VTT (il trail è inventariato dalla federazione francese ciclistica) con la X mi fa desistere da esperimenti .

diga

Poco male perchè l’asfalto si evita al 95% con dei divertenti e a volte un po’ piu’ tecnici tagli su fondo un po’ smosso ma gestibilissimo, sempre tra i pini e sempre con un buon flow.

Giro facile, veloce e divertente, adatto anche alle front e a chi si avvicina alla MTB sui sentieri. Unico neo, i tanti escursionisti a piedi sopratutto nella parte alta a cui va prestata massima attenzione. Ottimo percorso anche per gli elettrici, in quanto i rilanci della parte intermedia diventerebbero un divertimento e non un ostacolo 😉

Relive

Relive ‘Valle stretta 2018’

Traccia

MTB: Capanna Mautino

Capanna Mautino – anello da Bousson

Ancora una volta in alta Valsusa, e a sto giro ci resteremo per 3 settimane, quanto basta per girare in lungo e in largo su nuovi e vecchi trail.

Cominciamo con un giro apparentemente corto e facile, in zona Lago NeroMonti della Luna. Trattasi di una versione ridotta di una traccia alternativa per il Col saurel, limitando il giro a poco meno di 700 mt d+ , piu’ che sufficenti a riprendere confidenza con il terreno alpino, ben diverso da quello appenninico.

La salita fino al Lago Nero la abbiamo gia’ conosciuta un mesetto fa : 7 km noiosi quanto bastano con un fondo instabile e breccioloso duro da digerire. Mai pendenze eccessive, tutto pedalbile, ma non propriamente scorrevole. Anche il clima, decisamente caldo per il range di quota (1400-2000) non concilia la pedalata, che procede scattosa e non esente da soste.

In compenso, come sempre il panorama sul lago e la sua conca ha sempre il suo perchè .

lago nero 3 lago nero 2 lago nero 1

Dal lago Nero si guadagnano ancora circa 70 mt d+ con una mezz’ora di spingismo, fino alla Capanna Mautino. Anche da qui la vista sul Fournier e col Begino ricompensa della fatica.

capanna mautino

Finalmente, dopo 8km totali di salita e 670 d+  si inizia a percorrere dei singletrack . Si attacca con un mezzacosta saliscendi parte della marathon Clavierissima, un po’ spaccafiato ma piacevole, panoramico e comunque divertente. Il fondo è molto secco e presenta qualche antipatica pietra mobile, ma nel complesso #nientedidifficile.

bivio

Incrociamo un bivio da cui inizia la discesa vera e propria, verso la strada di collegamento a SagnaLonga. Il sentiero attacca con una pendenza costante mai eccessiva, terreno sempre molto secco e a volte sporco, linee multiple da scegliere, qualche passaggio su radici. Tutto molto da guidare e da leggere le linee, su trail naturale senza sponde o altre amenita’.

trail dh

Il trail attraversa poi nuovamente la strada di sagnalonga , e da qua cambia genere. I boschi lasciano spazio ad ampie praterie, in cui la traccia – che in origine doveva essere una double o una trattorabile – spesso scompare o quasi, e ci costringe ad un divertente freeride in erba alta, il tutto condito da panorami non indifferenti da cui non farsi distrarre troppo 😉

trail 2 trail prati pratoni

Si alterna ancora qualche parte piu’ stretta nei boschi ad altre in cui destreggiarsi tra erba alta e ortiche, concludendo nella strada di salita.

Manca ancora un’ultima parte che risulta purtoppo molto sporca, consiglio di evitarla e di seguire la traccia di salita sulla larga sterrata.

Concludendo, una discesa lunga (6km circa ), varia, sempre naturale e mai troppo complessa. Un giro all-mountain facile senza eccessi ne in salita ne in discesa, ottimo per chi si avvicina o deve riprendere confidenza con la disciplina.

Relive

Relive ‘Capanna mautino’

Traccia

 

MTB Tornimparte 2018

Tornimparte – il Casello

Il rientro al mio attuale mondo reale, ovvero Roma e le difficolta’ che il vivere nella Capitale implica d’estate per un’amante dell’aria fresca e dei monti, è sempre un semi trauma. Aggiungiamoci il ginocchio (piccolo infortunio durante il mio breve break in Val Susa) che non è ancora stabile a complicare le cose e a limitare le scelte … Scelta che cade su Tornimparte, location gia’ esplorata lo scorso autunno  , che offre un range di quota 1000-1500, non il massimo certo, ma si sa, sugli Appennini è difficile trovare flow trail in quota raggiungibili pedalando. Stavolta ci limiteremo al solo trail “Casello“, che offre ben 4 km di discesa abbondanti, con una prima parte molto flow interrotta da qualche breve rockgarden, e un ultima parte con stretti tornantini poco graditi alle mie attuali capacita’ e forma fisica. IIl breve ma divertente giro si sviluppa con circa 500 mt d+, con una salita che prevede un breve tratto di asfalto (2 km) e poi una piacevole e panoramica sterrata lungo la quale troviamo due fonti , ottima cosa per rinfrescarsi dal caldo che si è fatto sentire malgrado l’altitudine.

fontana

Consigliato anche a chi non ama i tornanti, la prima parte è davvero flow e piacevole per tutti.

Relive :

Relive ‘Casello Tornimparte’

Per la traccia vi rimando a quella del precedente articolo

MTB: Lago Nero enduro

Il sentiero misterioso … enduro in zona lago Nero (alta Valsusa – Val di thures)

Nella “valle che resiste” dove l’enduro non esiste, o meglio non è cosi’ praticato e conosciuto come tale location meriterebbe  ogni tanto bisogna uscire dagli schemi e azzardare, fidarsi dell’istinto, delle carte e di chi questa montagna la conosce anche se non da biker.
Gia’ da tempo la zona del lago Nero stava nel repertorio delle possibili esplorazioni, ma data la scarsita’ di tracce o la limitazione di queste a giri palesemente xc su noiosi sterrati avevo sempre rimandato per paura di dover rientrare dalla traccia di salita.

Stavolta un qualcosa salta fuori dal sito gpsies, una traccia che dovrebbe prevedere una discesa su singletrack dal Col Begino verso il  lago Nero , zona di prati abbastanza aperta, ben nota d’inverno a skialpers e snowalpers o backcountry riders che dirsi voglia.

Conoscendo le mie gambe e le pendenze in gioco decido di modificare il percorso optando per salire dalla strada sterrata carrabile che sale da Bousson al lago nero anziche’ da Chabaud in val di Thures … i miei lontani ricordi di backcountry rider mi fanno tornare in mente la pendenza non particolarmente dolce della prima tratta di quel pendio … quindi ben venga il classico sterratone.

val di thuras

Come tante altre sterrate dell’alta Valle, anche questa sale dolce e si lascia pedalare, il fondo lascia un po’ a desiderare data
la prevalenza di brecciolino , ma senza troppe rogne arriviamo al lago Nero, quota 2020 circa.

lago nero

Lo scuro piccolo bacino ha un’aspetto diverso da quello invernale, fatico a riconoscere il circondario che anni fa “surfavo” in snowboard.
Inoltre le recinzioni elettrificate verso le praterie da cui dovrebbe svilupparsi la discesa lasciano presagire un possibile rischio di  non percorribilita’ della traccia. Inoltre i tempi di percorrenza sono stati piu’ lunghi di quelli stimati, quindi comincio a ragionare su percorsi alternativi. Una cosa è certa, fa freddo e conviene allontanarsi dalla conca del lago, ripercorrendo la strada a ritroso fino al bivio che dovrebbe portare al collegamento sull’altro versante della valle. Un brevissimo taglio in singletrack naturale , e  dal ponte inaspettatamente si ricomincia a salire, senza troppa pendenza ma con il solito fondo antipatico che nel giro di alcuni metri si trasforma in pietra fissa simil mulattiera, tanto scomoda da farmi optare per lo spingismo malgrado la pendenza non importante.

chaberton spingismo

Finalmente si arriva al quadrivio, siamo nuovamente risaliti poco sopra i 2000, e tocca prendere una decisione.

quadrivio

Scartando a priori la salita verso il colle Begino, le opzioni di discesa diventano due :

1) Scendere lungo la strada sassosa verso Chabaud ed eventualmente inserire qualche breve taglio su sentiero, e poi percorrere tutta la
sterrata lungo il torrente fino a ritrovare la macchina.
2) Dal quadrivio stacca un singletrack. Sulla cartografia di mytrails è nominato Sentiero dei Forestali. Ha un aspetto non molto invitante,
stretto ma comunque curato … potrebbe essere una sola (fregatura per chi legge da fuori Roma) pazzesca o il trail del secolo …

c’è un solo modo per saperlo … andare a vedere … quindi si sceglie la 2.

L’angusto singletrack inizia con un paio di stretti ma ancora fattibili tornantini , poi un pezzo piu’ scassato ma fattibile che faccio a
piedi perchè vagamente esposto e da sola … a seguire un lungo mezzacosta in leggera discesa stretto ed esposto, senza troppe difficolta’ ma
che richiede cautela e attenzione pena la caduta nel burrone … il trail poi comincia fortunatamente ad aprirsi, offrendo una parte
simpaticamente flow, con ampie curve, le pendenze sono un po’ piu’ accentuate a tratti, ma finalmente non c’è piu’ il burrone quindi
si prosegue con un po’ di piacevole scorrevolezza.

Siamo circa a meta’ traccia o poco piu’. Il pendio si inasprisce nuovamente, e il trail inizia ad andare giu’ a serpentina, sempre  esposto ma con traversi fattibili in sella.
Questione diversa è per i tornanti che diventano sempre piu’ stretti e che necessiterebbero la piena padronanza del nosepress
padronanza che ovviamente io non ho e che mi costringe a scendere a quasi ogni curva, complice anche il recente infortunio e il ginocchio non ancora perfettamente stabile.

trail 1 tornantino

L’ultima parte per fortuna si addolcisce, riusciamo a fare qualche curvetta, e per concludere una parte flow ci riconduce sulla strada sterrata che, costeggiando il fiume, riporta sani e salvi a Bousson e quindi alla macchina

Concludendo, una gita avventurosa con 700 d+ che mi ha fatto scoprire un interessantissimo anche se tortuoso sentiero, ma un indubbia palestra
per imparare a fare i conti con tecnica e paure. Una cosa è certa , che per fare trail non esplicitamente bike oriented il nosepress va imparato, e va imparato in maniera sicura. Deve diventare un automatismo. Solo cosi’ finalmente potro’ godermi appieno questo tipo  di trail, molto frequenti in contesti alpini e non solo.

In bikepark sono buoni tutti !!!

Traccia – Fornita a proprio rischio e pericolo. Come descritto il sentiero non è facile, ha delle affinita’ con il singetrack de l’infernet aggiungendo pero’ il non trascurbile fattore esposizione. La sottoscritta declina ogni responsabilita’ legata all’utilizzo, ognuno deve essere ben cosciente del proprio livello/limiti 


video relive

Relive ‘Lago nero enduro’

MTB Sestrieres Col basset sentiero Bordin

MTB Sestrieres Col basset sentiero Bordin
(e varianti … )

Siamo ormai a praticamente una settimana dall’infortunio, il ginocchio ha dato segnali positivi di discreta stabilita’, quindi si torna a
pedalare su trails naturali. Visto il caldo decido di salire in quota, con un breve giro che dal colle del Sestrieres sale fino al col Basset su comoda strada militare, per poi ridiscendere via singletrack.

bordin 1 bordin 2 bordin 3 bordin 4

La strada che dal Sestriere conduce al Col Basset è scorrevole e tranquilla, con un buon fondo, si lascia pedalare tutta senza spingismo e senza strappi, regalando una vista sempre notevole che rende ancora piu’ motivante e piacevole la salita di 6.5 km circa che ci porta fino a quasi 2500 di quota. In cima l’aria fredda si fa sentire, ma il sole scalda, e trovo riparo dietro alla vecchia stazione della cabinovia per prendere fiato e prepararmi alla discesa.

basset 1 basset 2 basset 3 basset 4

Discesa che parte con uno stretto singletrack naturale, non particolarmente difficile ma che richiede un minimo di attenzione per non incastrarsi nelle frequenti canaline … Il fondo è buono, a tratti un po’ secco, qualche pietra vagante e qualche tratta lievemente esposta impone la dovuta cautela, considerato anche il recente incidente.

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single 2

Giungiamo all’incrocio con il noto sentiero Bordin, un singletrack mezzacosta che attraversando un bosco di larici ci condurra’ verso la zona degli “champlas” senza farci perdere quota. Attraversiamo ad un tratto la pista di downhill del Fraiteve, ma basta allungare lo sguardo per capire che al momento non è cosa fattibile. Dunque si prosegue, sempre su tranquillo mezzacosta, fino ad un bivio a cui conviene stare bassi in modo da perdere un po’ di quota. Da qua in teoria incroceremo un’altra strada per tornare a Sestrieres.

Fortuna vuole pero’ che lungo la noiosa doppia traccia in discesa, noto a sinistra un sentiero che si addentra tra i larici. Un rapido check al GPS mi fa capire che ovunque vada non mi perdero’, alla peggio portera’ verso valle. Il trail è contrassegnato da segnali di spray sugli alberi , e viste le ampie curve pare palesemente un trail costruito per le bici. Purtoppo il giochino dura poco , e a breve si rincrocia l’asfalto che ci riportera’ senza difficolta’ a Sestriere.

sestriervs

Un giro in quota, senza difficolta’ eccessive, adatto con la dovuta cautela anche a frontini, con panorami eccezionali e sentieri divertenti.
Insomma il giusto approccio per recuperare da un infortunio mantenendo alti sia la sicurezza che il divertimento 😉

Relive

Relive ‘Col basset sentiero bordin’

Traccia

MTB: Prarotto

MTB bassa ValSusa Prarotto AM (gpx al fondo)

La mia trasferta in valsusa non inizia nel migliore dei modi, proseguendo nella lettura scoprirete il perchè.
Grazie alle temperature piu’ che accettabili avevo schedulato un giro
in bassa valle in compagnia della local e Liv Ambassador Chiara, che mi ha proposto il trail di Prarotto, sopra Condove, di cui avevo gia’ sentito parlare e letto qualcosa … ma le mie infos erano limitate ad un qualcosa tipo circa 25 km su 1000 d+ e poco altro.
I “numeri” sono alla mia portata, quindi dopo le dovute presentazioni con la mia omonima, iniziamo la lunga salita, che presenta qualche strappo all’inizio ma nulla di non pedalabile. Salgo pianino con il sacrosanto 46, cercando di ottimizzare le forze.
La salita è a tratti piacevole e panoramica, si attraversano simpatici paesini ma si alterna a tratti con dei noiosi traversi,restando sempre pedalabile.

prarotto 1 prarotto 2 prarotto 3

Senza eccessive difficolta’ e con la dovuta calma raggiungiamo la cappella di Prarotto a 1400 mt slm. Abbiamo fatto piu’ di 1000 mt di dislivello, c’è una bell’aria fresca e ci aspetta un lungo singletrack naturale. Le premesse sono ottime …..

prarotto capp prarotto prato

Il sentiero inizia in falsopiano con qualche breve rilancio, attraversando bellissime e verdissime praterie.

prarotto 43 prarottto 333

A breve pero’ si capisce che non abbiamo a che vedere con il classico flow trail, il terreno è secco e non grippa, e comincio a fare
conoscenza con alcune poco simpatiche pietre mobili … il sentiero alterna tratte in terra a tratte simil mulattiera non molto regolari,
richiedendo un attenzione di guida non indifferente. Terreno per me ignoto .. che abbassa la mia sicurezza e il mio confidence level.
In tutto questo arriva un bel rockgarden tutt’altro che semplice almeno per me, che obbliga ad una linea molto precisa

rockgarden

Si prosegue con la soddisfazione di averlo chiuso anche se non perfettamente … ma il terreno si fa sempre piu’ ostico, aggiungendo
al repertorio strettoie e canaline ….
e qui casca l’asino, o meglio l’asina ….
perdo grip e per restare in equilibrio metto a terra il piede dx ..
qualcosa – probabilmente una pietra mobile – mi intrappa e cado insaccando sul ginocchio …
dolore ….
paura ….
game over ….

No pain no gain, purtoppo la strada è ancora lunga. Il dolore è sopportabile, riesco a muovere e caricare il ginocchio, quindi si prosegue.

Il sentiero si snoda tra gli alberi, alternando parti in terra con grip fortunatamente migliore a tratti di mulattiera mediamente scassata ma senza eccessive difficolta’. Durante il giro conosco il mio nuovo incubo e limite: le pietre mobili. Credo che siano una tipologia di terreno davvero infido e poco godibile, poi percarita’ ognuno ha le sue preferenze, ma diciamo che non è un tipo di terreno che mi interessa affrontare.
Nella parte bassa del sentiero affrontiamo un ultimo non banale passaggio con 2 tornantini tutt’altro che larghi, che in uscita danno il colpo di grazia al mio ginocchio :

tornantini

Ci si rialza un altra volta, e si arriva in qualche modo a fine giro, optando per un ultima parte su asfalto onde evitare altre sorprese.
L’importante è essere arrivati giu’ piu’ o meno intera …

Il ginocchio avra’ sicuramente bisogno di un po’ di stop … ma spero che questo non sia l’unico report di questo breve break in Valle.
Ringrazio infinitamente Chiara per la guida e il supporto … sperando di ritrovarci x un altro giro, ginocchio permettendo ….

Keep Strong !!

Relive

Relive ‘Prarotto’

Traccia gpx

MTB: La Faggeta Reloaded – Cionna Granpicchio 3 archi

La Faggeta “reloaded” : Cionna, GranPicchio, 3 Archi

Migliorare il proprio livello, aumentare la confidenza nei passaggi tecnici , gestire la paura e riuscire a chiudere alcuni passaggi non propriamente semplici. Questo è l’ottimo risultato dell’ultimo giro alla Faggeta (http://whybenormal.net/?s=faggeta) di Soriano nel Cimino, location gia’ esplorata un paio di volte con risultati altalenanti.
Stavolta ci si torna con i ragazzi di Bicinatura : non c’è nulla di meglio che girare in ottima compagnia con riders di livello superiore per
riuscire a ritrovare sicurezza dopo la caduta dello scorso weekend.
Il giro, di cui trovate la traccia a fondo pagina, prevede la risalita da Soriano, lungo una sterrata di brecciolino piuttosto faticosa,
che pero’ taglia di molto i km e evita gran parte dell’asfalto. Sbucati poco sotto il cionna si taglia ancora un pezzo per stradotto, poi asfalto fino in cima. Da qua la prima run è sul gia’ noto Cionna … che stavolta non mi frega e chiudo in piedi fino all’ultima curva, tra rockgarden, saltini e parti flow

rockgarden

j

Si risale dunque, fino al piazzale da cui attacca il secondo trail, Granpicchio, di cui vi propongo il video registrato dalla mia helmet cam :

granpicchio action cam

Trattasi di trail che parte facile, ma che si incattivisce progressivamente con curve strette, ripidi, passaggi su roccia e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ….

granpicchio 5 granpicchio 4 granpicchio 3 granpicchio 2 granpicchio 1

Il giro si chiude con il trail 3 archi, che si raggiunge dopo una breve e facile risalita su sterrata. Quest’ultimo è un flow trail con qualche pezzetto un pochino piu’ tecnico, ma risulta il piu’ flow del giro. Ultimi km di asfalto per ritrovare le macchine a Soriano, fortunatamente senza pendenze importanti.
Un giro di poco + di 20 km con poco meno di 1000 d+ , che mixa tecnico e flow ad un buon livello , ideale per chi vuole progredire nella
tecnica mantenendo comunque una buona sicurezza: si tratta infatti di trail costruiti e manutenuti, dove ogni passaggio è stato studiato
e adeguato ad-hoc per essere percorso con una mtb enduro 😉
Concludendo, posso dire di aver quasi “dominato” la faggeta 😉

Si ringraziano i ragazzi di Bicinatura per le foto e la compagnia 😉



relive

Relive ‘Cionna gran picchio 3 archi’

gpx

Mtb: Cerveteri , boschetto, cascate, snake

Cerveteri edited: Boschetto, Sassrola, Cascate e Snake

Il meteo un po’ instabile e con temperature accettabili mi ha fatto venir voglia di tornare a Cerveteri, cercando stavolta un giro che conduca alle cascate di san Giuliano in maniera piu’ light, cercando di limitare il piu’ possibile lo spingismo. L’idea è quella di individuare un giro piu’ veloce, fattibile anche in un pomeriggio , rinunciando alla faticosa salita che porta al Dark Deer (ma anche allo stesso trail) e optando per percorsi piu’ scorrevoli nei boschi.

Stavolta la partenza è dal cimitero di Cerveteri, dove si puo’ agevolmente parcheggiare. Da qua saliamo dolcemente prima per ampie praterie e poi per boschi verso la collina antistante. Per curiosita’ e per inserire subito un po’ di discesa nel giro mi butto subito nel breve ma divertente trail “boschetto“, un flow trail con qualche rilancio e un paio di sezioni tecniche a cui prestare attenzione.

boschetto road boschetto trail

Risaliamo stavolta proseguendo, eccezion fatta per qualche breve tratto sassoso la strada è sempre pedalabile agevolmente, e senza fatica si arriva ad uno slargo dal quale la strada diventa sentiero, trasformandosi in un inaspettato singletrack a tratti un pochino esposto ma molto divertente che offre anche un salto costruito a meta’ sentiero.  Poc’anzi incontriamo un bivio, che lascia intuire che potrebbe portare verso il fiumiciattolo, ma la traccia che ho preso suggerisce di restare a destra, il singletrack risale un pelo senza mai essere troppo ripido, ma il fondo irregolare mi fa preferire per un po’ di sano spingismo. Sbuchiamo in una sterrata larga, che conduce ad un trivio non indicato sulla cartografia che sto usando. Dopo un po’ di tentativi capisco che va presa la strada al centro, uno sterratone che scende e che ben presto si trasforma letteralmente in una sassaia molto variegata, con divertenti e fattibili rockgarden alternati a meno divertenti tratti caratterizzati da pietre smosse pronte ad ostruire la linea. Successivamente scopriro’ che tale traccia prende il nome di sassarola …. il perchè è chiaro.

cascata cerveteri

A fine sassarola ci attende un facile guado, e costeggiando il fiume raggiungiamo quella che dovrebbe essere la seconda cascata. Uno spettacolo che invita ad un bel bagno … ma ci sono nuvole in agguato e purtoppo tocca rimettersi rapidamente in movimento .

cascata bassa

Un’altro breve tratto a spingismo, e , inseguite dalla pioggia ci ritroviamo a percorrere il gia’ noto Snake, a gran velocita’, superando stavolta anche i gradoni che mi intimidirono qualche tempo fa … ancora un tratto pedalato che ci conduce verso l’ultimo guado , non propriamente semplice ma rispetto alla primavera fattibile.

balle

Da qua si pedala, e a tratti si spinge su una ripida rampa. Il pignone da 46 da il suo aiuto, ma nei punti piu’ ripidi la difficolta’ non è tanto data dalla forza necessaria a far girare la ruote, quanto dalla geometria poco avvezza alla salita ripida della Specy. Poco male, altra piccola spinta e in pochi minuti ritroviamo l’uscita del trail Boschetto, e infine la sterrata che ci riporta dolcemente alla macchina .

Per concludere: un giretto divertente, abbastanza vario, media difficolta’ e poco dislivello. Contesto paesaggistico e naturalistico notevole. Insomma diciamo che – se il clima lo permette – è una buona alternativa per una pedalata pomeridiana 😉

Relive

Relive ‘Cerveteri boschetto sassaia snake’

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