eMTB Valsusa: Lac Lavoir

Lac Lavoir Valle Sretta

Il disporre di un ebike consente un approccio diverso all’uso della bicicletta in montagna. La salita non e’ piu’ semplicemente il noioso mezzo per raggiungere la discesa, ma diventa anch’essa una sfida tecnica e fa parte del gioco. Ma non solo, le grandi doti arrampicatrici di questa Mondraker permettono di avventurarsi su percorsi normalmente preclusi alle bici, a meno di non essere amanti dello spingismo piu’ o meno fine a se stesso. Entrando in quest’ottica e’ possibile, anche senza impegnare un intera giornata, raggiungere posti spettacolari in quota pedalando su trail genericamente usufruibili soltanto a piedi. E’ il caso ad esempio del Lac Lavoir, bellissimo laghetto a quota 2300 circa raggiungibile dal fondovalle della Valle stretta (piano delle fonderie).
Arrivare al fondovalle con l’elettrica e’ poco piu’ che una passeggiatina. In mezz’ora si arriva da Pian del Colle al rifugio 3o alpini (tutto in eco) e con altri 15 minuti fino al piano della Fonderia (un breve tratto in tour, non per la pendenza ma per il brecciolato). Da qua inizia la salita vera.

Impostiamo l’assistenza su emtb, la modalita’ presente sui motori bosch che permette l’adeguamento del lavoro del motore in base alla pedalata, e ci apprestiamo a salire per una sterrata a tratti mediamente scassata fino alla Maison des Chamois, ultimo presidio umano inerpicato sulla partete nord del fondovalle. Lasciate le costruzioni, la strada si stringe diventando sentiero, e attacca subito una bella rampa fortunatamente dal buon fondo, che spiana nei pressi di un punto panoramico ben segnato da una croce.

Da qua si entra in un ampia conca, e le conifere gia’ ormai rade lasciano posto ad ampie praterie. Si prosegue seguendo il torrente e alternando tratti pianeggianti a qualche rampa, mai lunga ma dal fondo sempre breccioloso: in due occasioni sono stata costretta al potentissimo walk mode, anche per la presenza di molti escurisonisti a piedi. Conviene guardarsi in giro e cercare linee alternative, magari sull’ereba quando possibile piuttosto che seguire palesemente il trail, se ne guadagna in pedalabilita’. E infatti, a pochi metri dal lago notando che il sentiero diventa sempre piu’ scassato anche se non ripido, decido di arrampicarmi su una collinetta in mezzo ai prati, per poi ritrovarmi a cospetto del lago, poco piu’ in alto.

Sempre in freeride scendo fino in riva allo specchio d’acqua … qualche minuto di pausa per le foto di rito e per ammirare il paesaggio, e poi si inverte la rotta.

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me lavoir

Il primo pezzo di discesa segue, eccezion fatta per qualche variante freeride, la linea di salita. Poi da poco sopra la maison du Chamois, prendo una variante piu’ stretta e tecnica, dove le skill di schiacciasassi del bicione vengono ben evidenziate. Occorre prestare molta attenzione ai pedoni, ricordiamoci che hanno la precedenza e di comportarci in modo corretto. Riprendiamo ancora per qualche metro lo stradotto largo, per poi pero’ lasciarlo in favore di un trail molto naturale gia’ sperimentato lo scorso anno con la specy.
Ritornati al piano delle Fonderie, la discesa e’ la classica flow della Valle Stretta, forse un pelo piu’ sporca che in passato ma ancor piu’ apprezzabile con il bicione schiacciasassi.

Dopo 19.5 km (di cui 9.5 di discesa) e quasi 800 d+ ritroviamo il qubo, con grande soddisfazione per il comportamento del mezzo motorizzato.

Per concludere: l’ebike apre nuovi confini, nuove prospettive e offre una liberta’ di azione che con un mezzo privo di motore e’ impensabile. Porta con se un grande spirito freeride, e incentiva la voglia di esplorare e vivere la montagna in liberta’. Ma a tutto questo c’e’ un ma. I bikers, e sopratutto gli elettrici, sono un po’ gli ultimi arrivati sui trail a “bollino cai”. Ieri ero da sola, ma un gruppo anche solo di 5/6 elettrici avrebbe avuto non facile convivenza con i pedoni. Sarebbe opportuno, in mancanza di una regolamentazione specifica, cercare giri sempre ad anello, evitare i doppi sensi su sentieri stretti e prediligere, perlomeno in salita, linee non frequentate da pedoni, e moderare la velocita’ in discesa. Solo comportandoci in maniera corretta potremo evitare la comparsa di divieti nei nostri confronti.

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