MTB: Moncenisio – Col sollieres

Moncenisio – Col sollieres

10-8-2018
..il meteo pare clemente e risparmiare il classico temporale pomeridiano che sta simpaticamente caratterizzando questo break estivo,
quindi proviamo ad affrontare un giro tutto sopra i 2000 mt slm in zona colle del Moncenisio. L’obbiettivo è l’anello del col Sollieres,
con salita sul versante Francese seguendo in gran parte le strade di serizio degli impianti di Termignon per poi scollinare verso il piccolo Moncenisio.
Appena arrivati al colle in prossimità del lago, purtoppo si notano nuvole sulle cime piu’alte. la nebbia pare avvolgere il col sollieres, con il rischio di dover affidare la discesa esclusivamente al GPS. Dopo una breve valutazione meteo e di eventuali cambi programma (l’alternativa – indubbiamente piu’ dura – sarebbe il malamote, ma questo è un obbiettivo futuro …) decido comunque di avventurarmi.

Mi faccio dunque lasciare all’altezza dello skilift Ramasse di Val Cenis, subito dopo il colle, dove, in prossimità di una margheria inizia lo sterrato che conduce verso gli impianti di Termignon.

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Si attacca con qualche rampa su fondo sassoso ma compatto, salendo fino all’altezza del bivio per il forte Turra (raggiungibile volendo in circa 1h con 300 d+), da qua si prosegue in leggera discesa per una piacevole forestale di servizio, fino alla località Replat de Cannons.
Qui inizia la salita, sempre lungo una sterrata di servizio, che tranquilla guadagna quota fino alle ampie praterie che caratterizzano la parte alta del piccolo resort sciistico. La vista , purtoppo un po’ limitata dalle nuvole, è gia’ notevole, spaziando dai ghiacciai della Vanoise a quelli della Casse e della Motte verso il fondovalle.

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Salendo ulteriormente troviamo un bivio, circa al km 6.5, ove le indicazioni per il Col Sollieres consiglierebbero di andare dritto.
La traccia da me scaricata invece suggerisce di prendere a sx la strada che sale. Mi fido dunque della traccia, continuando a guadagnare quota … le pendenze restano docili e ben pedalabili, il fondo invece peggiora un po’, ma la fatica viene ricompensata dagli spettacolari scenari che si aprono ad ogni metro guadagnato.

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Presto la strada si stringe, trasformandosi in un sentiero, che con un lungo mezzacosta ci condurra’ al col sollieres. La quota inizia a farsi sentire, si intravedono alcuni nevai, e ormai l’obbiettivo del colle è ben visibile …
ma il mezzacosta pare eterno … è im buona parte pedalabile, ha qualche sezione esposta e qualche zona con fondo piu’ scassato che per comodita’ supero a spinta … non ci sono comunque cose pericolose o tratte da richiedere portage vero e proprio …

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Finalmente, dopo circa 35 minuti di traverso, siamo al colle, e godiamo di una vista a 360 su entrambi i versanti.

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Siamo a quota 2635, il freddo si fa sentire, mi preparo dunque a scendere verso il Piccolo Moncenisio. Lo splendido singletrack che si snoda tra le praterie non presenta difficoltà, è un natural flow con qualche semplice ostacolo, l’unica cosa a cui prestare attenzione sono alcune sezioni un po’ strette e scavate … e a non farsi distrarre dal panorama veramente importante …

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Si lascia ancora correre la bici giu’ per i prati, il trail ha un flow naturale che lo rende molto divertente, con ampie curve su dolci pendii, #nientedidifficile , ma cerchiamo di non farci prendere dalla voglia di correre, in quanto il sentiero, anche se palinato e inventariato vtt ffc (federazione francese ciclismo) è prevalentemente frequentato da escurionisti a piedi.

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A breve imcrociamo uno stradotto trattorabile, che ci condurra’ sulla strada del piccolo moncenisio. Da qua non resta che godersi ancora un po’ di lungolago, che lascia sempre senza parole, per poi concludere lo splendido giro.

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Colcudendo circa 20 km (qualcosa in piu’ se si chiude l’anello completo, io ho avuto la fortuna di farmi accompagnare dai miei che hanno fatto una passeggiata in zona) , 700 mt di dislivello, salita tranquilla, panorami da urlo. Discesa per tutti, frontini inclusi, ottimo
itinerario estivo in quota per scappare dal caldo … molto interessante anche come prima esperienza di guida su sentiero naturale per chi è agli inizi 😉

Traccia (nb anello non chiuso, ma facile da chiudere seguendo l’asfalto)

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Relive ‘Col sollieres’

Singletrack de l’infernet 2018

Singletrack de l’infernet 2018 (da Monginevro)

A 1 anno di distanza ritorniamo a percorrere il singletrack de l’Infernet… Giusto per rinfrescarci la memoria stiamo parlando di un trail
classificato come nero da FFC-VTT, che dalla zona del fort du Gondrand (Monginevro) scende con piu’ o meno stretti tornanti verso Briancon.
Lo scorso anno, con la Specy da appena 1 settimana, il suddetto trail si era rivelato parecchio ostico su molti tornantini .

STavolta non sono sola, ma in compagnia di Angela delle #ragazzefreeride , con cui ho gia’ avuto occasione di condividere alcuni splendidi giri in Liguria 😉

Per rendere la salita piu’ accettabile partiamo da Monginevro. Da qua in un paio d’ore maciniamo circa 650 d+ , fino al fort du Gondrand,  da cui devieremo per l’infernet.

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Come da ricordi, si inizia con un lungo e veloce attraversamento di ghiaioni in mezzacosta. Poi la musica cambia completamente, ed eccoci entrare nel famoso singletrack. Il sentiero si snoda serpeggiando nei boschi, con un infinita’ di curve di diverso raggio intervallate da qualche sezione piu’ flow.

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flow...
Stavolta, sara’ per la presenza di Angela che ha fatto sempre da apripista, le difficolta‘, pur essendo presenti, non sembrano essere cosi insormontabili, e il lungo trail scorre alla grande sotto le nostre ruote, impegnandoci quanto basta e regalandoci grande gioia e soddisfazione ad ogni tornante chiuso.
Anche in questo caso il video è piu’ eloquente di 1000 parole ….


Come tutte le cose belle anche questo trail ha un lieto fine … o quasi … La partenza da Monginevro ci ha scontato 500 mt di dislivello sul giro fatto da briancon e 300 sulla prima salita … ma comunque abbiamo perso 300 mt nei confronti di Monginevro, e dunque ci tocca un’ultimo, apparentemente eterno sforzo per risalire, inseguite dalle nuvole sempre piu’ nere …

Scampiamo il temporale e concludiamo con birretta di rito e caffè (inastpettataamente italianissimo e ottimo) .

Sintetizzando, la partenza dal Mongi permette fondamentalmente di arrivare sul lungo trail piu’ lucidi rispetto alla salita da briancon effettuata lo scorso anno. Certo risalire non è stata – almeno per me una passeggiata di salute, ma senza dubbio meglio questa versione che non quella da 1200 d+ e 14 km di interminabile salita.
Non posso non essere super soddisfatta dei progressi fatti nello stretto. Ben inteso che le “condizioni al contorno”, ovvero compangia super, terreno,
sentiero mai pericoloso hanno fatto la loro, ma le curve le abbiamo fatte io e la biciona verdina …

Un grandissimo ringraziamento va ad Angela, super Ragazza Freeride senza paura, che ha condiviso com me questo giro ed è coraggiosamente sempre stata avanti . Speriamo di ritrovarci presto sui trail 😉

Traccia versione Monginevro

MTB: Valle Stretta Flow

Valle Stretta flow trail

Per divertirsi con la bici non sempre sono necessari tanti km e tanto dislivello (Formello docet per chi conosce …) , come non sono necessari percorsi eccessivamente tecnici. Le previsioni meteo parlavano di temporali al pomeriggio, quindi necessitava tirare fuori un giro breve e divertente, da chiudere in un paio d’ore. Cosa non sempre facile in alta montagna, dove il dislivello ha molto piu’ peso dei km.

Mi ricordo quindi di un trail trovato su un sito francese che gia’ lo scorso anno mi ha lasciato un bel ricordo. Parliamo del sentiero pedonale di Valle stretta, sopra Bardonecchia, appena passato il confine con la Francia.

Dopo una piacevole salita quasi esclusivamente su scorrevole asfalto, superati i rifugi Terzo Alpini e Re Magi, proseguiamo per circa ancora 1km su sterrato, guadagnando in tutto circa 400 mt d+. All’altezza di una grangia inizia il singletrack, che ha svariati attacchi, io opto per il piu’ tecnico e meno percorso dai pedoni.

3o alp 3o alp 2 strada rifugio valle stretta

Superata una prima parte un po’ scassata si passa su prati in maniera molto free e veloce, il trail poi si restringe e con un po’ di cautela ci porta ad un ponticello che si attraversa in sella.  Il sentiero prosegue nel bosco, con qualche rilancio e qualche spunto tecnico mantenendo comunque un buon flow, flow che va in crescendo man mano che usciamo dal bosco e attraversiamo il lungo falsopiano, per culminare ad un’altro ponte che, attraversando una piccola diga ci riporta all’asfalto.

(video 1)

vallestretta 1st part from Not4 Normals on Vimeo.

(video 2)

In teoria il sentiero proseguirebbe sempre sull’altro lato del fiume, ma un cartello FFC VTT (il trail è inventariato dalla federazione francese ciclistica) con la X mi fa desistere da esperimenti .

diga

Poco male perchè l’asfalto si evita al 95% con dei divertenti e a volte un po’ piu’ tecnici tagli su fondo un po’ smosso ma gestibilissimo, sempre tra i pini e sempre con un buon flow.

Giro facile, veloce e divertente, adatto anche alle front e a chi si avvicina alla MTB sui sentieri. Unico neo, i tanti escursionisti a piedi sopratutto nella parte alta a cui va prestata massima attenzione. Ottimo percorso anche per gli elettrici, in quanto i rilanci della parte intermedia diventerebbero un divertimento e non un ostacolo 😉

Relive

Relive ‘Valle stretta 2018’

Traccia

MTB: Capanna Mautino

Capanna Mautino – anello da Bousson

Ancora una volta in alta Valsusa, e a sto giro ci resteremo per 3 settimane, quanto basta per girare in lungo e in largo su nuovi e vecchi trail.

Cominciamo con un giro apparentemente corto e facile, in zona Lago NeroMonti della Luna. Trattasi di una versione ridotta di una traccia alternativa per il Col saurel, limitando il giro a poco meno di 700 mt d+ , piu’ che sufficenti a riprendere confidenza con il terreno alpino, ben diverso da quello appenninico.

La salita fino al Lago Nero la abbiamo gia’ conosciuta un mesetto fa : 7 km noiosi quanto bastano con un fondo instabile e breccioloso duro da digerire. Mai pendenze eccessive, tutto pedalbile, ma non propriamente scorrevole. Anche il clima, decisamente caldo per il range di quota (1400-2000) non concilia la pedalata, che procede scattosa e non esente da soste.

In compenso, come sempre il panorama sul lago e la sua conca ha sempre il suo perchè .

lago nero 3 lago nero 2 lago nero 1

Dal lago Nero si guadagnano ancora circa 70 mt d+ con una mezz’ora di spingismo, fino alla Capanna Mautino. Anche da qui la vista sul Fournier e col Begino ricompensa della fatica.

capanna mautino

Finalmente, dopo 8km totali di salita e 670 d+  si inizia a percorrere dei singletrack . Si attacca con un mezzacosta saliscendi parte della marathon Clavierissima, un po’ spaccafiato ma piacevole, panoramico e comunque divertente. Il fondo è molto secco e presenta qualche antipatica pietra mobile, ma nel complesso #nientedidifficile.

bivio

Incrociamo un bivio da cui inizia la discesa vera e propria, verso la strada di collegamento a SagnaLonga. Il sentiero attacca con una pendenza costante mai eccessiva, terreno sempre molto secco e a volte sporco, linee multiple da scegliere, qualche passaggio su radici. Tutto molto da guidare e da leggere le linee, su trail naturale senza sponde o altre amenita’.

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Il trail attraversa poi nuovamente la strada di sagnalonga , e da qua cambia genere. I boschi lasciano spazio ad ampie praterie, in cui la traccia – che in origine doveva essere una double o una trattorabile – spesso scompare o quasi, e ci costringe ad un divertente freeride in erba alta, il tutto condito da panorami non indifferenti da cui non farsi distrarre troppo 😉

trail 2 trail prati pratoni

Si alterna ancora qualche parte piu’ stretta nei boschi ad altre in cui destreggiarsi tra erba alta e ortiche, concludendo nella strada di salita.

Manca ancora un’ultima parte che risulta purtoppo molto sporca, consiglio di evitarla e di seguire la traccia di salita sulla larga sterrata.

Concludendo, una discesa lunga (6km circa ), varia, sempre naturale e mai troppo complessa. Un giro all-mountain facile senza eccessi ne in salita ne in discesa, ottimo per chi si avvicina o deve riprendere confidenza con la disciplina.

Relive

Relive ‘Capanna mautino’

Traccia

 

MTB Tornimparte 2018

Tornimparte – il Casello

Il rientro al mio attuale mondo reale, ovvero Roma e le difficolta’ che il vivere nella Capitale implica d’estate per un’amante dell’aria fresca e dei monti, è sempre un semi trauma. Aggiungiamoci il ginocchio (piccolo infortunio durante il mio breve break in Val Susa) che non è ancora stabile a complicare le cose e a limitare le scelte … Scelta che cade su Tornimparte, location gia’ esplorata lo scorso autunno  , che offre un range di quota 1000-1500, non il massimo certo, ma si sa, sugli Appennini è difficile trovare flow trail in quota raggiungibili pedalando. Stavolta ci limiteremo al solo trail “Casello“, che offre ben 4 km di discesa abbondanti, con una prima parte molto flow interrotta da qualche breve rockgarden, e un ultima parte con stretti tornantini poco graditi alle mie attuali capacita’ e forma fisica. IIl breve ma divertente giro si sviluppa con circa 500 mt d+, con una salita che prevede un breve tratto di asfalto (2 km) e poi una piacevole e panoramica sterrata lungo la quale troviamo due fonti , ottima cosa per rinfrescarsi dal caldo che si è fatto sentire malgrado l’altitudine.

fontana

Consigliato anche a chi non ama i tornanti, la prima parte è davvero flow e piacevole per tutti.

Relive :

Relive ‘Casello Tornimparte’

Per la traccia vi rimando a quella del precedente articolo

MTB: Prarotto

MTB bassa ValSusa Prarotto AM (gpx al fondo)

La mia trasferta in valsusa non inizia nel migliore dei modi, proseguendo nella lettura scoprirete il perchè.
Grazie alle temperature piu’ che accettabili avevo schedulato un giro
in bassa valle in compagnia della local e Liv Ambassador Chiara, che mi ha proposto il trail di Prarotto, sopra Condove, di cui avevo gia’ sentito parlare e letto qualcosa … ma le mie infos erano limitate ad un qualcosa tipo circa 25 km su 1000 d+ e poco altro.
I “numeri” sono alla mia portata, quindi dopo le dovute presentazioni con la mia omonima, iniziamo la lunga salita, che presenta qualche strappo all’inizio ma nulla di non pedalabile. Salgo pianino con il sacrosanto 46, cercando di ottimizzare le forze.
La salita è a tratti piacevole e panoramica, si attraversano simpatici paesini ma si alterna a tratti con dei noiosi traversi,restando sempre pedalabile.

prarotto 1 prarotto 2 prarotto 3

Senza eccessive difficolta’ e con la dovuta calma raggiungiamo la cappella di Prarotto a 1400 mt slm. Abbiamo fatto piu’ di 1000 mt di dislivello, c’è una bell’aria fresca e ci aspetta un lungo singletrack naturale. Le premesse sono ottime …..

prarotto capp prarotto prato

Il sentiero inizia in falsopiano con qualche breve rilancio, attraversando bellissime e verdissime praterie.

prarotto 43 prarottto 333

A breve pero’ si capisce che non abbiamo a che vedere con il classico flow trail, il terreno è secco e non grippa, e comincio a fare
conoscenza con alcune poco simpatiche pietre mobili … il sentiero alterna tratte in terra a tratte simil mulattiera non molto regolari,
richiedendo un attenzione di guida non indifferente. Terreno per me ignoto .. che abbassa la mia sicurezza e il mio confidence level.
In tutto questo arriva un bel rockgarden tutt’altro che semplice almeno per me, che obbliga ad una linea molto precisa

rockgarden

Si prosegue con la soddisfazione di averlo chiuso anche se non perfettamente … ma il terreno si fa sempre piu’ ostico, aggiungendo
al repertorio strettoie e canaline ….
e qui casca l’asino, o meglio l’asina ….
perdo grip e per restare in equilibrio metto a terra il piede dx ..
qualcosa – probabilmente una pietra mobile – mi intrappa e cado insaccando sul ginocchio …
dolore ….
paura ….
game over ….

No pain no gain, purtoppo la strada è ancora lunga. Il dolore è sopportabile, riesco a muovere e caricare il ginocchio, quindi si prosegue.

Il sentiero si snoda tra gli alberi, alternando parti in terra con grip fortunatamente migliore a tratti di mulattiera mediamente scassata ma senza eccessive difficolta’. Durante il giro conosco il mio nuovo incubo e limite: le pietre mobili. Credo che siano una tipologia di terreno davvero infido e poco godibile, poi percarita’ ognuno ha le sue preferenze, ma diciamo che non è un tipo di terreno che mi interessa affrontare.
Nella parte bassa del sentiero affrontiamo un ultimo non banale passaggio con 2 tornantini tutt’altro che larghi, che in uscita danno il colpo di grazia al mio ginocchio :

tornantini

Ci si rialza un altra volta, e si arriva in qualche modo a fine giro, optando per un ultima parte su asfalto onde evitare altre sorprese.
L’importante è essere arrivati giu’ piu’ o meno intera …

Il ginocchio avra’ sicuramente bisogno di un po’ di stop … ma spero che questo non sia l’unico report di questo breve break in Valle.
Ringrazio infinitamente Chiara per la guida e il supporto … sperando di ritrovarci x un altro giro, ginocchio permettendo ….

Keep Strong !!

Relive

Relive ‘Prarotto’

Traccia gpx

MTB: La Faggeta Reloaded – Cionna Granpicchio 3 archi

La Faggeta “reloaded” : Cionna, GranPicchio, 3 Archi

Migliorare il proprio livello, aumentare la confidenza nei passaggi tecnici , gestire la paura e riuscire a chiudere alcuni passaggi non propriamente semplici. Questo è l’ottimo risultato dell’ultimo giro alla Faggeta (http://whybenormal.net/?s=faggeta) di Soriano nel Cimino, location gia’ esplorata un paio di volte con risultati altalenanti.
Stavolta ci si torna con i ragazzi di Bicinatura : non c’è nulla di meglio che girare in ottima compagnia con riders di livello superiore per
riuscire a ritrovare sicurezza dopo la caduta dello scorso weekend.
Il giro, di cui trovate la traccia a fondo pagina, prevede la risalita da Soriano, lungo una sterrata di brecciolino piuttosto faticosa,
che pero’ taglia di molto i km e evita gran parte dell’asfalto. Sbucati poco sotto il cionna si taglia ancora un pezzo per stradotto, poi asfalto fino in cima. Da qua la prima run è sul gia’ noto Cionna … che stavolta non mi frega e chiudo in piedi fino all’ultima curva, tra rockgarden, saltini e parti flow

rockgarden

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Si risale dunque, fino al piazzale da cui attacca il secondo trail, Granpicchio, di cui vi propongo il video registrato dalla mia helmet cam :

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Trattasi di trail che parte facile, ma che si incattivisce progressivamente con curve strette, ripidi, passaggi su roccia e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ….

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Il giro si chiude con il trail 3 archi, che si raggiunge dopo una breve e facile risalita su sterrata. Quest’ultimo è un flow trail con qualche pezzetto un pochino piu’ tecnico, ma risulta il piu’ flow del giro. Ultimi km di asfalto per ritrovare le macchine a Soriano, fortunatamente senza pendenze importanti.
Un giro di poco + di 20 km con poco meno di 1000 d+ , che mixa tecnico e flow ad un buon livello , ideale per chi vuole progredire nella
tecnica mantenendo comunque una buona sicurezza: si tratta infatti di trail costruiti e manutenuti, dove ogni passaggio è stato studiato
e adeguato ad-hoc per essere percorso con una mtb enduro 😉
Concludendo, posso dire di aver quasi “dominato” la faggeta 😉

Si ringraziano i ragazzi di Bicinatura per le foto e la compagnia 😉



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Relive ‘Cionna gran picchio 3 archi’

gpx

Mtb: Cerveteri , boschetto, cascate, snake

Cerveteri edited: Boschetto, Sassrola, Cascate e Snake

Il meteo un po’ instabile e con temperature accettabili mi ha fatto venir voglia di tornare a Cerveteri, cercando stavolta un giro che conduca alle cascate di san Giuliano in maniera piu’ light, cercando di limitare il piu’ possibile lo spingismo. L’idea è quella di individuare un giro piu’ veloce, fattibile anche in un pomeriggio , rinunciando alla faticosa salita che porta al Dark Deer (ma anche allo stesso trail) e optando per percorsi piu’ scorrevoli nei boschi.

Stavolta la partenza è dal cimitero di Cerveteri, dove si puo’ agevolmente parcheggiare. Da qua saliamo dolcemente prima per ampie praterie e poi per boschi verso la collina antistante. Per curiosita’ e per inserire subito un po’ di discesa nel giro mi butto subito nel breve ma divertente trail “boschetto“, un flow trail con qualche rilancio e un paio di sezioni tecniche a cui prestare attenzione.

boschetto road boschetto trail

Risaliamo stavolta proseguendo, eccezion fatta per qualche breve tratto sassoso la strada è sempre pedalabile agevolmente, e senza fatica si arriva ad uno slargo dal quale la strada diventa sentiero, trasformandosi in un inaspettato singletrack a tratti un pochino esposto ma molto divertente che offre anche un salto costruito a meta’ sentiero.  Poc’anzi incontriamo un bivio, che lascia intuire che potrebbe portare verso il fiumiciattolo, ma la traccia che ho preso suggerisce di restare a destra, il singletrack risale un pelo senza mai essere troppo ripido, ma il fondo irregolare mi fa preferire per un po’ di sano spingismo. Sbuchiamo in una sterrata larga, che conduce ad un trivio non indicato sulla cartografia che sto usando. Dopo un po’ di tentativi capisco che va presa la strada al centro, uno sterratone che scende e che ben presto si trasforma letteralmente in una sassaia molto variegata, con divertenti e fattibili rockgarden alternati a meno divertenti tratti caratterizzati da pietre smosse pronte ad ostruire la linea. Successivamente scopriro’ che tale traccia prende il nome di sassarola …. il perchè è chiaro.

cascata cerveteri

A fine sassarola ci attende un facile guado, e costeggiando il fiume raggiungiamo quella che dovrebbe essere la seconda cascata. Uno spettacolo che invita ad un bel bagno … ma ci sono nuvole in agguato e purtoppo tocca rimettersi rapidamente in movimento .

cascata bassa

Un’altro breve tratto a spingismo, e , inseguite dalla pioggia ci ritroviamo a percorrere il gia’ noto Snake, a gran velocita’, superando stavolta anche i gradoni che mi intimidirono qualche tempo fa … ancora un tratto pedalato che ci conduce verso l’ultimo guado , non propriamente semplice ma rispetto alla primavera fattibile.

balle

Da qua si pedala, e a tratti si spinge su una ripida rampa. Il pignone da 46 da il suo aiuto, ma nei punti piu’ ripidi la difficolta’ non è tanto data dalla forza necessaria a far girare la ruote, quanto dalla geometria poco avvezza alla salita ripida della Specy. Poco male, altra piccola spinta e in pochi minuti ritroviamo l’uscita del trail Boschetto, e infine la sterrata che ci riporta dolcemente alla macchina .

Per concludere: un giretto divertente, abbastanza vario, media difficolta’ e poco dislivello. Contesto paesaggistico e naturalistico notevole. Insomma diciamo che – se il clima lo permette – è una buona alternativa per una pedalata pomeridiana 😉

Relive

Relive ‘Cerveteri boschetto sassaia snake’

Traccia

MTB: Guadagnolo G4 il trail che non c’è

Guadagnolo – il sentiero che non c’è

La voglia di sfida continua … le nasate prese a bassiano lo scorso we non mi sono bastate.

Dopo una settimana non propriamente tranquilla e un sabato parzialmente lavoratiivo, tocca decidere dove portare la specy a sgambettare.
Dato che evidentemente ho la capoccia dura e se non vado in cerca di guai non mi diverto , decido , previe opportune verifiche di unirmi ad un giro organizzato dal gruppo MTBAllMountain. Si dovrebbe trattare della “versione light” del cosidetto “grezzo”* , “trail non trail” che scende dai 1400 mt slm di Guadagnolo fino a San Gregorio da Sassola, location di partenza sita poco sopra Tivoli, a circa 400 mt slm.
Il gruppo è composto sia da elettrici che pedalatori … fondamentale sara’ il supporto dei primi per raggiungere l’inizio del trail in un tempo ragionevole tramite una ripida strada secondaria abbastanza noiosa, con una pendenza che non molla mai.
In compenso il paesino di Guadagnolo, sito proprio in cima ad un bricco, è molto caratteristico con le sue costruzioni in pietra, e dal punto piu’ alto il panorama si fa apprezzare.

guadagnolo 1

guadagnolo scalini

guadagnolo panorama

Dunque giunge l’ora di andare a scoprire questo trail conosciuto anche come il sentiero della via Lattea … come sempre con la dovuta prudenza. Si parte subito con una scalinata e due tagli che gia’ mi fanno capire che potrei trovarmi con un livello un pochino sotto quanto realmente necessario. Ma siamo in ballo e dobbiamo ballare o meglio pedalare, spingere … Gia’ spingere, perchè stavolta ci vorranno buone dosi di spingismo per superare i frequenti rilanci e seguire “il sentiero che non c’è” … perchè de facto si tratta di inventarsi linee tra praterie e pietraie , cercando di superare i frequenti rockgarden, alcuni piu’ semplici altri meno.
Piu’ che i rockgarden in se, la difficolta’ viene fuori da alcuni passaggi particolarmente angusti che necessiterebbero di tecniche quasi trialistiche che non domino. Il trail mixa pezzi freeride, molto divertenti dove esprimere la propria creativita’ sfruttando rocce e roccette come salti e drop, ad altri che, almeno per me , creano molte difficolta’ , sopratutto, x assurdo se poco pendenti su cui rimane difficile mantenere una certa velocita’ per copiare i frequenti ostacoli.

roccia guadagnolofoto by bicinatura

guadagnolo rocks

guadanolo wid3

Diversamente scorrevole, diversamente ciclabile, il tutto condito da spingismo … ma va bene lo stesso e ci divertiamo uguale perchè il posto è bello, molto naturale e selvaggio e siamo in buona compagnia. Malgrado il mio livello decisamente sotto la media i ragazzi del gruppo mi sopportano e mi supportano in ogni mio tentativo di superare passaggi ben diversi da quelli che si vedono sui trail manutenuti. Dopo l’ennesimo tratto di spingismo si prosegue per la seconda parte del trail, che dovrebbe essere un pelo piu’ flow. 

foto by bicinatura

kiaz pollofoto by mtballmountain

Anche qua pero’ le difficolta’ non mancano, e un impegnativo rockgaredn mi disarciona, facendomi fare una bella capriola con tuffo nei rovi
incluso. Nulla di rotto solo una botta ad un dito, si riparte ma il mio confidence level è diventato nullo e basta il piu’ stupido degli scalini a farmi tirare i remi in barca. Ormai si tratta di arrivare giu’ sani salvi e lucidi … nuovamente lo spirito di conservazione, stavolta chiamato in causa dalla stanchezza ha la meglio, ed evito l’ultima tratta di trail tagliando per la tranquilla strada forestale.



In un batter d’occhio siamo nuovamente a San Gregorio …. dove ci attende un freschissmo distributore automatico di acqua minerale ed una mertata birretta di fine giro.

Tecnicamente c’è tanto ancora da lavorare … le mie skill sono ancora lontane dal poter affrontare certi tipi di percorsi …
una cosa è certa, la compagnia aiuta a trovare la motivazione, da sola un giro simile non mi sarebbe nemmeno passato per l’anticamera del cervello, per quanto sia capacissima di andare a cercare rogne anche in solitaria (vedi bassiano)

Un grosso ringraziamento va ad organizzatori e partecipanti: MTBAllMountain , BiciNatura , Grezzi Guadagnolo … un particolare grazie va a Gianni di MTB AllMountain, che ha avuto la pazienza di “meccanizzarmi” una buona parte della salita e di aspettarmi lungo le tratte piu’ ostcihe. Mi auguro che la mia presenza non sia stata troppo di rallentamento per il gruppo … nella speranza di poter migliorare la tecnica e condividere qualche altra uscita 😉

Al prossimo “grezzo” !!

Report di MTBAllMountain, per conoscere il punto di vista di chi ha organizzato l’uscita e ha molta piu’ diimestichezza con il “diversamente scorrevole” , nel link trovate anche la traccia – sconsiglio cmq di andarci senza un qualcuno che conosce i passaggi ….
http://www.mtballmountain.it/2018/06/19/pedalando-sulla-via-lattea/

Relive

Relive ‘gadagnolo survival ride’

*Trattasi di trail estremamente “diversamente scorrevole” maggiori infos qua
PS : non pubblico la traccia in quanto trattasi di giro davvero fuori dal comune e non alla portata di tutti. Non è cosa da fare senza qualcuno che conosca la zona e potrebbe diventare poco divertente se non si è preparati. Non è un sentiero per bici ma un classico sentiero cai piuttosto impegnativo.

PPSS : No pain no gain … probabilmente per molti/e il mio andare a correre rischi riempendomi di lividi e di sfregiature da rovi non è molto comprensibile … ma si vive una volta sola, questo sport mi sta dando molto portandomi a visitare luoghi di cui altrimenti avrei ignorato l’esistenza e mettendomi costantemente alla prova vedendo che comunque margini di miglioramento e cose da imparare ce ne sono ancora parecchie.

 

MTB: bassiano enduro

Bassiano enduro… lepr8 + Raven (traccia al fondo)

Confidence level, livello di confidenza, uscire dalla zona di confort … che belle paroline.
Dicono che girare dove non si conosce faccia bene alla salute … e allora vai , sola soletta in cerca di guai ….
sola soletta perche’ la location di oggi non è per tutti , e perchè non tutti amano affrontare sentieri “diversamente flow” o se preferite
diversamente scorrevoli. Che Bassiano, paesuncolo sulle alture nell’entroterra a est di Latina, non fosse per tutti era comprensibile dai
video. Ma complice l’imminente gara di enduro ho presupposto sentieri e fondo in ordine, e quindi una situazione affrontabile.
Chi mi conosce sa che mi piace mettermi alla prova, e che sono sempre alla ricerca di nuovi ostacoli da superare. Non amo le velocita’ stratosferiche, ma quel che voglio riuscire a fare è scendere ovunque 2 ruote possano passare.
Quindi eccoci qui, a pedalare una piacevole sterrata mai ripida, che a tratti offre un panorama sul Circeo niente male, complice anche  la limpidissima giornata, e il vento di maestrale che rende la temperatura molto gradevole.

bassiano 1 bassiano 2

Senza intoppi si arriva al primo trail, il lepr8, o leprotto che dirsi voglia, che si snoda nella macchia, su un terreno compatto ma a tratti spolverato di infido brecciolino, cosparso di pietre fisse ogni dove. La guida richiesta non è delle piu’ semplici, troviamo un rockgarden in curva su cui è facile sbagliare linea, ma indicativamente tutti i passaggi sono gestibili. Si arriva in una bellissima radura e il sentiero diventa piu’ flow, con divertenti curve spondate di diverso raggio.

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Attraversata la strada di risalita , il trail prosegue, continuando con un bel repertorio di tornantini anche stretti, che riesco a gestire abbastanza bene. La guida è comunque sempre impegnativa, non sono concessi errori visto il fondo non prettamente liscio, e il trail si  conclude con un ripido rockgarden ai limiti del fattibile, che per ragioni di sicurezza evito di sperimentare.

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Purtoppo l’andare da soli non aiuta in questi casi. La paura abbassa il confidence level, e il dubbio che qualcosa vada storto prende il sopravvento facendomi tirare il freno a mano. Poco male ci saranno altre opportunita’.

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Risaliamo dunque, pedalando tranquillamente senza particolari sforzi. Stavolta ci spingiamo un pelo piu’ in alto, e torniamo a scorgere in lontanana il mare e il promontorio del Circeo. Poco oltre attacca il trail Raven, il piu’ lungo del comprensorio.

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Un po’ di meritato e fresco riposo, e poi si rimonta casco e protezioni, si aprono le sospensioni e giu’. Ho qualche problema a seguire la traccia causa fogliame che nasconde il sentiero, ma dopo qualche breve ravanamento riprendo la “retta via” …. o meglio … smarrisco la “retta via“. Mi spiego meglio, il trail attacca subito pesante, con passaggi da studiare e calibrare bene, il tutto condito da un terreno secco quanto basta a generare insicurezza. Il trail poi si incanala in una gola, nella quale la vegetazione la fa da padrona limitando notevolmente il passaggio della luce, e riducendo la mia gia’ bassa sensibilita’ al contrasto. Via pure l’occhiale fotocromatico , ma qua non è solo piu’ questione di visibilita‘. Si presentano passaggi al limite, dove la velocita’ di ingresso non è facile da regolare e mantenere
e dove ostacoli che spaziano dalle pietre di ogni foggia alle radici sembrano essere fatti apposta per incastrarsi dove non dovrebbero, ovvero sotto il movimento centrale. Passato – a mano – quanto reputavo non ciclabile – il sentiero continua ad addentrarsi nella gola,  proponendo un repertorio di stretti tornantini, che riesco a passare quasi indenne a meno di uno scivolone sul brecciolino.
Niente di rotto ne per me ne per la bici, si prosegue su un mediamente lungo mezzacosta pedalato in leggera contropendenza, e in lontananza
si comincia a sentire rumore di macchine e di strada … bene vuol dire che non manca molto alla “civilta'”.
Stavolta non c’è nulla di piu’ bello che lo sbucare in uno stradotto asfaltato …. e controllare sul gps di essere al posto giusto … tutte intere sia io che la bici. Un  km saliscendi pedalati mi conduce con facilita’ e senza sforzo alla macchina e ad una splendida e fresca fontana … ringrazio di avere finalmente il pignone da 46 che mi riduce notevolmente la fatica sul ripido e in caso di stanchezza.

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Concludendo … ogni giro ha il suo fascino e il suo perchè. Oggi malgrado tutto mi sono divertita ma ho sofferto, e la Paura con la P maiuscola mi è venuta a trovare parecchie volte, attivando quel senso di conservazione che mi fa ricordare che gli “anta” sono li, che nel mondo reale ho la partita iva e la parola “mutua” non puo’ far parte del mio vocabolario … e che sopratutto sono sola, in un posto dove il cellulofono prende poco e male. Probabilmente in compagnia di qualcuno/a piu’ bravo di me avrei osato di piu’. Speriamo di ripetere, magari con la giusta compagnia, in quanto il posto è molto interessante e piacevole. Stavolta pero’ ha vinto la paura.

GPX Lepr8 (sulla raven troppe perdite di segnale)

Relive (a scopo illustrativo, inaffidabile)

Relive ‘bassiano ….’