Singletrack de l’infernet 2018

Singletrack de l’infernet 2018 (da Monginevro)

A 1 anno di distanza ritorniamo a percorrere il singletrack de l’Infernet… Giusto per rinfrescarci la memoria stiamo parlando di un trail
classificato come nero da FFC-VTT, che dalla zona del fort du Gondrand (Monginevro) scende con piu’ o meno stretti tornanti verso Briancon.
Lo scorso anno, con la Specy da appena 1 settimana, il suddetto trail si era rivelato parecchio ostico su molti tornantini .

STavolta non sono sola, ma in compagnia di Angela delle #ragazzefreeride , con cui ho gia’ avuto occasione di condividere alcuni splendidi giri in Liguria ūüėČ

Per rendere la salita piu’ accettabile partiamo da Monginevro. Da qua in un paio d’ore maciniamo circa 650 d+ , fino al fort du Gondrand, ¬†da cui devieremo per l’infernet.

gondrand 1

Come da ricordi, si inizia con un lungo e veloce attraversamento di ghiaioni in mezzacosta. Poi la musica cambia completamente, ed eccoci¬†entrare nel famoso singletrack. Il sentiero si snoda serpeggiando nei boschi, con un infinita’ di curve di diverso raggio intervallate¬†da qualche sezione piu’ flow.

ghìaìonì

curvaaaa

flow...
Stavolta, sara’ per la presenza di Angela che ha fatto sempre da apripista, le difficolta‘, pur essendo presenti, non sembrano essere¬†cosi insormontabili, e il lungo trail scorre alla grande sotto le nostre ruote, impegnandoci quanto basta e regalandoci grande gioia e soddisfazione ad ogni tornante chiuso.
Anche in questo caso il video √® piu’ eloquente di 1000 parole ….


Come tutte le cose belle anche questo trail ha un lieto fine … o quasi … La partenza da Monginevro ci ha scontato 500 mt di dislivello sul giro fatto da briancon e 300 sulla prima salita … ma comunque abbiamo perso 300 mt nei confronti di Monginevro, e dunque ci tocca¬†un’ultimo, apparentemente eterno sforzo per risalire, inseguite dalle nuvole sempre piu’ nere …

Scampiamo il temporale e concludiamo con birretta di rito e caffè (inastpettataamente italianissimo e ottimo) .

Sintetizzando, la partenza dal Mongi permette fondamentalmente di arrivare sul lungo trail piu’ lucidi rispetto alla salita da briancon effettuata lo scorso anno. Certo risalire non √® stata – almeno per me una passeggiata di salute, ma senza dubbio meglio questa versione che non quella da 1200 d+ e 14 km di interminabile salita.
Non posso non essere super soddisfatta dei progressi fatti nello stretto. Ben inteso che le “condizioni al contorno”, ovvero compangia super, terreno,
sentiero mai pericoloso hanno fatto la loro, ma le curve le abbiamo fatte io e la biciona verdina …

Un grandissimo ringraziamento va ad Angela, super Ragazza Freeride senza paura, che ha condiviso com me questo giro ed √® coraggiosamente sempre stata avanti . Speriamo di ritrovarci presto sui trail ūüėČ

Traccia versione Monginevro

MTB: Traversata Valle Stretta Nevache

Dalla Valle Stretta a Nevache passando per il lago Thures

L’ispirazione per questo giro nasce da una traccia vista su vtt-brianconnais, sito francese che offre svariate idee per giri vicino al confine … Del resto nella “valle che resiste” ¬†l’enduro non¬†esiste , o meglio al di fuori di quanto concerne i bikepark √® difficile trovare informazioni¬†e tracce aggiornate¬†e sicure sulla ciclabilita’ in discesa dei tanti trail¬†esistenti.

Con il lago thures¬†e il sentiero d’accesso da risalire rigorosamente a spingismo , avevo gia’ fatto conoscenza tanti anni fa, percorrendo una variante di questo giro ma con discesa piu’ breve sul colle della Scala.

Stavolta invece l’obbiettivo √® lo scollinamento su versante Francese, con¬†eventuale pickup in caso di maltempo …… Sempre su vtt-brianconnais un video lascia ben sperare in una discesa che dovrebbe valere la fatica della salita: in soldoni 400 mt di dislivello positivo in 3 km tutti da fare a spinta, lungo un sentiero raramente pedalabile, non tanto per le pendenze, quanto per le frequenti radici … sentiero che potrebbe¬†essere carino in discesa, ma questa √® un’altra storia da affrontare magari fuori stagione,¬†essendo il trail frequentatissimo da¬†escursionisti sia italiani che Francesi.

spingismo 1 spingismo 2

Dopo 1h¬†e 10 minuti di fatica, raggiungiamo finalmente la splendida piana del lago Thures, che fa bella mostra di se , riflettendo nella sua limpida acqua le alture circostanti¬†e le nuvole che iniziano minacciose a poplare il cielo …

nuvoloni 1 nuvoloni 2

Non solo nuvole …¬†ahim√® il cielo inizia anche a tuonare, ma la voglia di completare il giro √® alta … Si iniziano ad attraversare le praterie su un scorrevole¬†e veloce singletrack, lungo cui il telefono riprende segnale¬†e riesco ad organizzare il pickup in macchina con i miei sul versante Francese. Il singletrack facile¬†e tranquillo attraversa un colle,¬†e da qua la musica cambia … lasciando spazio ad un infinita’ di tornanti su fondo smosso a tratti¬†esposto.

curva esposta

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo trail non facile, tutto da guidare, a tratti esposto e con terreno a volte ostico, pendenze mai¬†estreme ma una bella serie di tornanti a gomito fortunatamente non troppo stretti … Il video vale piu’ di 1000 parole …..

Verso il fondovalle l’ultima difficolta’ √® data da un guado, che affronto ormai sotto la pioggia battente. Guado la cui osticita’ non √® causata dall’acqua, ma dal “salto” tra la strada¬†e il letto del fiume, non indifferente, che mi costringe ad uno scivolone lungo una ripida rampa argillosa di difficile accesso (non cicalbile in maniera alcuna) …. ultimi metri su uno stradotto ormai largo¬†e compatto, sempre sotto la pioggia, fino al termine dell’avventura in un piccolo slargo accessibile alle auto in cui mi aspetta la mitica Panda 4×4 .

Un giro che merita, che rimarrebbe comunque fattibile (meteo e tempistiche permettendo…) ¬†anche come anello sul Colle della Scala (si aggiungono circa 200 mt d+ di tranquillo asfalto) che in tal caso aggiungerebbe un’altro simpatico singletrack a mezzacosta in discesa, oltre che ulteriori possibilita’ di allungo integrandolo nel precedente giro in Valle Stretta.

Concludo con il Relive, mentre per la traccia vi lascio a quella di VTT Brianconnais(giro num 47) … ultima nota, molto probabilmente – meglio se fuori stagione – gli¬†elettrici potrebbero¬†effettuare il giro in senso opposto, pedalandolo al 100% ….

Relive ‘Laghi thures traversata’

MTB: Valle Stretta Flow

Valle Stretta flow trail

Per divertirsi con la bici non sempre sono necessari tanti km¬†e tanto dislivello (Formello docet per chi conosce …) , come non sono necessari percorsi¬†eccessivamente tecnici. Le previsioni meteo parlavano di temporali al pomeriggio, quindi necessitava tirare fuori un giro breve¬†e divertente, da chiudere in un paio d’ore. Cosa non sempre facile in alta montagna, dove il dislivello ha molto piu’ peso dei km.

Mi ricordo quindi di un trail trovato su un sito francese che gia’ lo scorso anno mi ha lasciato un bel ricordo. Parliamo del sentiero pedonale di Valle stretta, sopra Bardonecchia, appena passato il confine con la Francia.

Dopo una piacevole salita quasi¬†esclusivamente su scorrevole asfalto, superati i rifugi Terzo Alpini¬†e Re Magi, proseguiamo per circa ancora 1km su sterrato, guadagnando in tutto circa 400 mt d+. All’altezza di una grangia inizia il singletrack, che ha svariati attacchi, io opto per il piu’ tecnico¬†e meno percorso dai pedoni.

3o alp 3o alp 2 strada rifugio valle stretta

Superata una prima parte un po’ scassata si passa su prati in maniera molto free¬†e veloce, il trail poi si restringe¬†e con un po’ di cautela ci porta ad un ponticello¬†che si attraversa in sella. ¬†Il sentiero prosegue nel bosco, con qualche rilancio¬†e qualche spunto tecnico mantenendo comunque un buon flow, flow che va in crescendo man mano che usciamo dal bosco¬†e attraversiamo il lungo falsopiano, per culminare ad un’altro ponte che, attraversando una piccola diga ci riporta all’asfalto.

(video 1)

vallestretta 1st part from Not4 Normals on Vimeo.

(video 2)

In teoria il sentiero proseguirebbe sempre sull’altro lato del fiume, ma un cartello FFC VTT (il trail √® inventariato dalla federazione francese ciclistica)¬†con la X mi fa desistere da¬†esperimenti .

diga

Poco male perch√® l’asfalto si¬†evita al 95% con dei divertenti¬†e a volte un po’ piu’ tecnici tagli su fondo un po’ smosso ma gestibilissimo, sempre tra i pini¬†e sempre con un buon flow.

Giro facile, veloce¬†e divertente, adatto anche alle front¬†e a chi si avvicina alla MTB sui sentieri. Unico neo, i tanti¬†escursionisti a piedi sopratutto nella parte alta a cui va prestata massima attenzione. Ottimo percorso anche per gli¬†elettrici, in quanto i rilanci della parte intermedia diventerebbero un divertimento¬†e non un ostacolo ūüėČ

Relive

Relive ‘Valle stretta 2018’

Traccia

MTB: Capanna Mautino

Capanna Mautino – anello da Bousson

Ancora una volta in alta Valsusa, e a sto giro ci resteremo per 3 settimane, quanto basta per girare in lungo e in largo su nuovi e vecchi trail.

Cominciamo con un giro apparentemente corto¬†e facile, in zona Lago NeroMonti della Luna. Trattasi di una versione ridotta di una traccia alternativa per il Col saurel, limitando il giro a poco meno di 700 mt d+ , piu’ che sufficenti a riprendere confidenza con il terreno alpino, ben diverso da quello appenninico.

La salita fino al Lago Nero la abbiamo gia’ conosciuta un mesetto fa : 7 km noiosi quanto bastano con un fondo instabile¬†e breccioloso duro da digerire. Mai pendenze¬†eccessive, tutto pedalbile, ma non propriamente scorrevole. Anche il clima, decisamente caldo per il range di quota (1400-2000) non concilia la pedalata, che procede scattosa¬†e non¬†esente da soste.

In compenso, come sempre il panorama sul lago e la sua conca ha sempre il suo perchè .

lago nero 3 lago nero 2 lago nero 1

Dal lago Nero si guadagnano ancora circa 70 mt d+ con una mezz’ora di spingismo, fino alla Capanna Mautino. Anche da qui la vista sul Fournier e col Begino ricompensa della fatica.

capanna mautino

Finalmente, dopo 8km totali di salita e 670 d+ ¬†si inizia a percorrere dei singletrack . Si attacca con un mezzacosta saliscendi parte della marathon Clavierissima, un po’ spaccafiato ma piacevole, panoramico¬†e comunque divertente. Il fondo √® molto secco¬†e presenta qualche antipatica pietra mobile, ma nel complesso #nientedidifficile.

bivio

Incrociamo un bivio da cui inizia la discesa vera¬†e propria, verso la strada di collegamento a SagnaLonga. Il sentiero attacca con una pendenza costante mai¬†eccessiva, terreno sempre molto secco¬†e a volte sporco, linee multiple da scegliere, qualche passaggio su radici. Tutto molto da guidare¬†e da leggere le linee, su trail naturale senza sponde o altre amenita’.

trail dh

Il trail attraversa poi nuovamente la strada di sagnalonga ,¬†e da qua cambia genere. I boschi lasciano spazio ad ampie praterie, in cui la traccia – che in origine doveva¬†essere una double o una trattorabile – spesso scompare o quasi,¬†e ci costringe ad un divertente freeride in¬†erba alta, il tutto condito da panorami non indifferenti da cui non farsi distrarre troppo ūüėČ

trail 2 trail prati pratoni

Si alterna ancora qualche parte piu’ stretta nei boschi ad altre in cui destreggiarsi tra¬†erba alta¬†e ortiche, concludendo nella strada di salita.

Manca ancora un’ultima parte che risulta purtoppo molto sporca, consiglio di¬†evitarla¬†e di seguire la traccia di salita sulla larga sterrata.

Concludendo, una discesa lunga (6km circa ), varia, sempre naturale e mai troppo complessa. Un giro all-mountain facile senza eccessi ne in salita ne in discesa, ottimo per chi si avvicina o deve riprendere confidenza con la disciplina.

Relive

Relive ‘Capanna mautino’

Traccia

 

Origins – Origini

Non si dimenticano e non si cambiano

All’alba degli anta, in un annata che ha visto molti cambiamenti sul profilo lavoratvo, mi ritrovo a sfogliare a ritroso il mio profilo¬†facebook (facebook.com/kiazsurf ) ritrovando foto di momenti perduti, che adesso come non mai sogno di ritrovare e rivivere ….

snow origins

il mondo cambia … non di certo in meglio … si guarda indietro … si guarda una serie di scelte
il surf … un sogno divenuto realta’, che ora per tanti motivi √® rimasto un po’ li … tra acciacchi fisici e possibilita’ limitate¬†di decidere del proprio tempo, crescita esponenziale dei praticanti sta lasciando nuovamente il posto alle mie vere origini.

snow jump

Non si puo’ negare … se cresci sui monti questo ti segna.
Magari per un po’ neghi, rifiuti, vuoi scappare, vuoi conoscere l’elemento liquido¬†….

elemento liquido che dopo 11 anni ti porta al capolinea, perch√® quello che potevi fare lo hai fatto …
a 40 anni non hai piu’ voglia di sgomitare.
A 40 anni preferisci rincorrere il silenzio piuttosto che le onde, anche perch√® ormai le onde semi deserte sono un utopia ….

Ricompare lei … con le sue ruote e i suoi pedali … la mia biciclettina … un mezzo eclettico che unisce esplorazione, avventura,
adrenalina e perch√® no – fitness …

slay4r

Grazie a Slayerina prima e poi alla Specy ho ritrovato le mie origini …
quelle origini che hanno un elemento ben preciso : la neve, lo snowboard, il backcountry.

bc

Dopo tutto è solo acqua gelata, ma è il meglio dei due mondi. Lo snowboard mi ha portato ad apprezzare la montagna non solo come elemento
da sfruttare in senso gravity, ma per tutto quello che circonda. Ma la neve non √® eterna, l’evoluzione delle mountain bike han¬†permesso di ritrovare anche d’estate alcuni concetti -quali il #salgoperscendere – tipici degli sport invernali.

Il concetto di freeride in senso lato √® quanto piu’ mi appartiene. Che si tratti di tavola o di bici, di neve o di trails, c’√® sempre una linea … e volendo si puo’ anche staccare da terra … interpretare il terreno.

Nel surf il freeride non esiste. Il surf mi ha dato tanto, mi ha insegnato la pazienza.

Ma il tempo passa, e non ci si puo’ permettere di aspettare.
Sono fatta per stare all’aria aperta.
Muoversi √® necessario per poter continuare a farlo il piu’ lungo possibile.
Il surf specie in italia non puo’ essere uno sport unico specie da grandi, necessita di una buona preparazione atletica che √® difficile mantenere da adulti senza doversi rivolgere ad una palestra. Ma le palestre e la noiosa ripetitivita’ non fanno per me.

Meglio pedalare.
O, se possibile, inerpicarsi tavola a spalle alla ricerca di neve perfetta.

La pazienza √® finita. Mountails are my playgrounds, le montagne sono il mio parco giochi … Gravity and my legs are my engine, gravita’
e gambe sono il mio motore.

Anche i trails si “surfano”. Surfing trails is possible.

That’s it … that’s all … ready to get back in my mountains for a while … Pronta per tornare sulle mie montagne per un po’.

MTB Tornimparte 2018

Tornimparte – il Casello

Il rientro al mio attuale mondo reale, ovvero Roma e le difficolta’ che il vivere nella Capitale implica d’estate per un’amante dell’aria fresca e dei monti, √® sempre un semi trauma. Aggiungiamoci il ginocchio (piccolo infortunio durante il mio breve break in Val Susa) che non √® ancora stabile a complicare le cose¬†e a limitare le scelte … Scelta che cade su Tornimparte, location gia’¬†esplorata lo scorso autunno¬†¬†, che offre un range di quota 1000-1500, non il massimo certo, ma si sa, sugli Appennini √® difficile trovare flow trail in quota raggiungibili pedalando. Stavolta ci limiteremo al solo trail “Casello“, che offre ben 4 km di discesa abbondanti, con una prima parte molto flow interrotta da qualche breve rockgarden,¬†e un ultima parte con stretti tornantini poco graditi alle mie attuali capacita’¬†e forma fisica. IIl breve ma divertente giro si sviluppa con circa¬†500 mt d+, con una salita che prevede un breve tratto di asfalto (2 km)¬†e poi una piacevole¬†e panoramica sterrata lungo la quale troviamo due fonti , ottima cosa per rinfrescarsi dal caldo che si √® fatto sentire malgrado l’altitudine.

fontana

Consigliato anche a chi non ama i tornanti, la prima parte è davvero flow e piacevole per tutti.

Relive :

Relive ‘Casello Tornimparte’

Per la traccia vi rimando a quella del precedente articolo

MTB: Lago Nero enduro

Il sentiero misterioso …¬†enduro in zona lago Nero (alta Valsusa – Val di thures)

Nella “valle che resiste” dove l’enduro non esiste, o meglio non √® cosi’ praticato e conosciuto come tale location meriterebbe ¬†ogni tanto bisogna uscire dagli schemi e azzardare, fidarsi dell’istinto, delle carte e di chi questa montagna la conosce anche se non da biker.
Gia’ da tempo la zona del lago Nero stava nel repertorio delle possibili esplorazioni, ma data la scarsita’ di tracce o la limitazione di queste a giri palesemente xc su noiosi sterrati avevo sempre rimandato per paura di dover rientrare dalla traccia di salita.

Stavolta un qualcosa salta fuori dal sito gpsies, una traccia che dovrebbe prevedere una discesa su singletrack dal Col Begino verso il ¬†lago Nero , zona di prati abbastanza aperta, ben nota d’inverno a skialpers e snowalpers o backcountry riders che dirsi voglia.

Conoscendo le mie gambe e le pendenze in gioco decido di modificare il percorso optando per salire dalla strada sterrata carrabile¬†che sale da Bousson al lago nero anziche’ da Chabaud in val di Thures … i miei lontani ricordi di backcountry rider mi fanno¬†tornare in mente la pendenza non particolarmente dolce della prima tratta di quel pendio … quindi ben venga il classico sterratone.

val di thuras

Come tante altre sterrate dell’alta Valle, anche questa sale dolce e si lascia pedalare, il fondo lascia un po’ a desiderare data
la prevalenza di brecciolino , ma senza troppe rogne arriviamo al lago Nero, quota 2020 circa.

lago nero

Lo scuro piccolo bacino ha un’aspetto diverso da quello invernale, fatico a riconoscere il circondario che anni fa “surfavo” in snowboard.
Inoltre le recinzioni elettrificate verso le praterie da cui dovrebbe svilupparsi la discesa lasciano presagire un possibile rischio di ¬†non percorribilita’ della traccia. Inoltre i tempi di percorrenza sono stati piu’ lunghi di quelli stimati, quindi comincio a ragionare¬†su percorsi alternativi. Una cosa √® certa, fa freddo e conviene allontanarsi dalla conca del lago, ripercorrendo la strada a ritroso¬†fino al bivio che dovrebbe portare al collegamento sull’altro versante della valle. Un brevissimo taglio in singletrack naturale , e ¬†dal ponte inaspettatamente si ricomincia a salire, senza troppa pendenza ma con il solito fondo antipatico che nel giro di alcuni metri¬†si trasforma in pietra fissa simil mulattiera, tanto scomoda da farmi optare per lo spingismo malgrado la pendenza non importante.

chaberton spingismo

Finalmente si arriva al quadrivio, siamo nuovamente risaliti poco sopra i 2000, e tocca prendere una decisione.

quadrivio

Scartando a priori la salita verso il colle Begino, le opzioni di discesa diventano due :

1) Scendere lungo la strada sassosa verso Chabaud ed eventualmente inserire qualche breve taglio su sentiero, e poi percorrere tutta la
sterrata lungo il torrente fino a ritrovare la macchina.
2) Dal quadrivio stacca un singletrack. Sulla cartografia di mytrails è nominato Sentiero dei Forestali. Ha un aspetto non molto invitante,
stretto ma comunque curato … potrebbe essere una sola (fregatura per chi legge da fuori Roma) pazzesca o il trail del secolo …

c’√® un solo modo per saperlo … andare a vedere … quindi si sceglie la 2.

L’angusto singletrack inizia con un paio di stretti ma ancora fattibili tornantini , poi un pezzo piu’ scassato ma fattibile che faccio a
piedi perch√® vagamente esposto e da sola … a seguire un lungo mezzacosta in leggera discesa stretto ed esposto, senza troppe difficolta’ ma
che richiede cautela e attenzione pena la caduta nel burrone … il trail poi comincia fortunatamente ad aprirsi, offrendo una parte
simpaticamente flow, con ampie curve, le pendenze sono un po’ piu’ accentuate a tratti, ma finalmente non c’√® piu’ il burrone quindi
si prosegue con un po’ di piacevole scorrevolezza.

Siamo circa a meta’ traccia o poco piu’. Il pendio si inasprisce nuovamente, e il trail inizia ad andare giu’ a serpentina, sempre ¬†esposto ma con traversi fattibili in sella.
Questione diversa √® per i tornanti che diventano sempre piu’ stretti e che necessiterebbero la piena padronanza del nosepress
padronanza che ovviamente io non ho e che mi costringe a scendere a quasi ogni curva, complice anche il recente infortunio e il ginocchio non ancora perfettamente stabile.

trail 1 tornantino

L’ultima parte per fortuna si addolcisce, riusciamo a fare qualche curvetta, e per concludere una parte flow ci riconduce sulla strada sterrata che, costeggiando il fiume, riporta sani e salvi a Bousson e quindi alla macchina

Concludendo, una gita avventurosa con 700 d+ che mi ha fatto scoprire un interessantissimo anche se tortuoso sentiero, ma un indubbia palestra
per imparare a fare i conti con tecnica e paure. Una cosa √® certa , che per fare trail non esplicitamente bike oriented il nosepress¬†va imparato, e va imparato in maniera sicura. Deve diventare un automatismo. Solo cosi’ finalmente potro’ godermi appieno questo tipo ¬†di trail, molto frequenti in contesti alpini e non solo.

In bikepark sono buoni tutti !!!

Traccia – Fornita a proprio rischio e pericolo. Come descritto il sentiero non √® facile, ha delle affinita’ con il singetrack de l’infernet¬†aggiungendo pero’ il non trascurbile fattore esposizione. La sottoscritta declina ogni responsabilita’ legata all’utilizzo, ognuno deve¬†essere ben cosciente del proprio livello/limiti¬†


video relive

Relive ‘Lago nero enduro’

MTB Sestrieres Col basset sentiero Bordin

MTB Sestrieres Col basset sentiero Bordin
(e varianti … )

Siamo ormai a praticamente una settimana dall’infortunio, il ginocchio ha dato segnali positivi di discreta stabilita’, quindi si torna a
pedalare su trails naturali. Visto il caldo decido di salire in quota, con un breve giro che dal colle del Sestrieres sale fino al col Basset su comoda strada militare, per poi ridiscendere via singletrack.

bordin 1 bordin 2 bordin 3 bordin 4

La strada che dal Sestriere conduce al Col Basset √® scorrevole e tranquilla, con un buon fondo, si lascia pedalare tutta senza spingismo¬†e senza strappi, regalando una vista sempre notevole che rende ancora piu’ motivante e piacevole la salita di 6.5 km circa che ci porta¬†fino a quasi 2500 di quota. In cima l’aria fredda si fa sentire, ma il sole scalda, e trovo riparo dietro alla vecchia stazione della¬†cabinovia per prendere fiato e prepararmi alla discesa.

basset 1 basset 2 basset 3 basset 4

Discesa che parte con uno stretto singletrack naturale, non particolarmente difficile ma che richiede un minimo di attenzione per non¬†incastrarsi nelle frequenti canaline … Il fondo √® buono, a tratti un po’ secco, qualche pietra vagante e qualche tratta lievemente esposta¬†impone la dovuta cautela, considerato anche il recente incidente.

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single 2

Giungiamo all’incrocio con il noto sentiero Bordin, un singletrack mezzacosta che attraversando un bosco di larici ci condurra’ verso la zona degli “champlas” senza farci perdere quota. Attraversiamo ad un tratto la pista di downhill del Fraiteve, ma basta allungare lo sguardo¬†per capire che al momento non √® cosa fattibile. Dunque si prosegue, sempre su tranquillo mezzacosta, fino ad un bivio a cui conviene stare bassi in modo da perdere un po’ di quota. Da qua in teoria incroceremo un’altra strada per tornare a Sestrieres.

Fortuna vuole pero’ che lungo la noiosa doppia traccia in discesa, noto a sinistra un sentiero che si addentra tra i larici. Un rapido¬†check al GPS mi fa capire che ovunque vada non mi perdero’, alla peggio portera’ verso valle. Il trail √® contrassegnato da segnali di¬†spray sugli alberi , e viste le ampie curve pare palesemente un trail costruito per le bici. Purtoppo il giochino dura poco , e a breve si rincrocia l’asfalto che ci riportera’ senza difficolta’ a Sestriere.

sestriervs

Un giro in quota, senza difficolta’ eccessive, adatto con la dovuta cautela anche a frontini, con panorami eccezionali e sentieri divertenti.
Insomma il giusto approccio per recuperare da un infortunio mantenendo alti sia la sicurezza che il divertimento ūüėČ

Relive

Relive ‘Col basset sentiero bordin’

Traccia

MTB: Prarotto

MTB bassa ValSusa Prarotto AM (gpx al fondo)

La mia trasferta in valsusa non inizia nel migliore dei modi, proseguendo nella lettura scoprirete il perchè.
Grazie alle temperature piu’ che accettabili avevo schedulato un giro
in bassa valle in compagnia della local e Liv Ambassador Chiara, che mi ha proposto il trail di Prarotto, sopra Condove, di cui avevo¬†gia’ sentito parlare e letto qualcosa … ma le mie infos erano limitate ad un qualcosa tipo circa 25 km su 1000 d+ e poco altro.
I “numeri” sono alla mia portata, quindi dopo le dovute presentazioni con la mia omonima, iniziamo la lunga salita, che presenta¬†qualche strappo all’inizio ma nulla di non pedalabile. Salgo pianino con il sacrosanto 46, cercando di ottimizzare le forze.
La salita è a tratti piacevole e panoramica, si attraversano simpatici paesini ma si alterna a tratti con dei noiosi traversi,restando sempre pedalabile.

prarotto 1 prarotto 2 prarotto 3

Senza eccessive difficolta’ e con la dovuta calma raggiungiamo la cappella di Prarotto a 1400 mt slm. Abbiamo fatto piu’ di 1000 mt¬†di dislivello, c’√® una bell’aria fresca e ci aspetta un lungo singletrack naturale. Le premesse sono ottime …..

prarotto capp prarotto prato

Il sentiero inizia in falsopiano con qualche breve rilancio, attraversando bellissime e verdissime praterie.

prarotto 43 prarottto 333

A breve pero’ si capisce che non abbiamo a che vedere con il classico flow trail, il terreno √® secco e non grippa, e comincio a fare
conoscenza con alcune poco simpatiche pietre mobili … il sentiero alterna tratte in terra a tratte simil mulattiera non molto regolari,
richiedendo un attenzione di guida non indifferente. Terreno per me ignoto .. che abbassa la mia sicurezza e il mio confidence level.
In tutto questo arriva un bel rockgarden tutt’altro che semplice almeno per me, che obbliga ad una linea molto precisa

rockgarden

Si prosegue con la soddisfazione di averlo chiuso anche se non perfettamente … ma il terreno si fa sempre piu’ ostico, aggiungendo
al repertorio strettoie e canaline ….
e qui casca l’asino, o meglio l’asina ….
perdo grip e per restare in equilibrio metto a terra il piede dx ..
qualcosa – probabilmente una pietra mobile – mi intrappa e cado insaccando sul ginocchio …
dolore ….
paura ….
game over ….

No pain no gain, purtoppo la strada è ancora lunga. Il dolore è sopportabile, riesco a muovere e caricare il ginocchio, quindi si prosegue.

Il sentiero si snoda tra gli alberi, alternando parti in terra con grip fortunatamente migliore a tratti di mulattiera mediamente¬†scassata ma senza eccessive difficolta’. Durante il giro conosco il mio nuovo incubo e limite: le pietre mobili. Credo che siano una tipologia di terreno davvero infido e poco godibile, poi percarita’ ognuno ha le sue preferenze, ma diciamo che non √® un tipo di terreno che¬†mi interessa affrontare.
Nella parte bassa del sentiero affrontiamo un ultimo non banale passaggio con 2 tornantini tutt’altro che larghi, che in uscita danno¬†il colpo di grazia al mio ginocchio :

tornantini

Ci si rialza un altra volta, e si arriva in qualche modo a fine giro, optando per un ultima parte su asfalto onde evitare altre sorprese.
L’importante √® essere arrivati giu’ piu’ o meno intera …

Il ginocchio avra’ sicuramente bisogno di un po’ di stop … ma spero che questo non sia l’unico report di questo breve break in Valle.
Ringrazio infinitamente Chiara per la guida e il supporto … sperando di ritrovarci x un altro giro, ginocchio permettendo ….

Keep Strong !!

Relive

Relive ‘Prarotto’

Traccia gpx

MTB: La Faggeta Reloaded – Cionna Granpicchio 3 archi

La Faggeta “reloaded” : Cionna, GranPicchio, 3 Archi

Migliorare il proprio livello, aumentare la confidenza nei passaggi tecnici , gestire la paura e riuscire a chiudere¬†alcuni passaggi non propriamente semplici. Questo √® l’ottimo risultato dell’ultimo giro alla Faggeta (http://whybenormal.net/?s=faggeta)¬†di Soriano nel Cimino, location gia’ esplorata un paio di volte con risultati altalenanti.
Stavolta ci si torna con i ragazzi di Bicinatura : non c’√® nulla di meglio che girare in ottima compagnia con riders di livello superiore per
riuscire a ritrovare sicurezza dopo la caduta dello scorso weekend.
Il giro, di cui trovate la traccia a fondo pagina, prevede la risalita da Soriano, lungo una sterrata di brecciolino piuttosto faticosa,
che pero’ taglia di molto i km e evita gran parte dell’asfalto. Sbucati poco sotto il cionna si taglia ancora un pezzo per stradotto, poi asfalto fino in cima. Da qua la prima run √® sul gia’ noto Cionna … che stavolta non mi frega e chiudo in piedi fino all’ultima curva, tra¬†rockgarden, saltini e parti flow

rockgarden

j

Si risale dunque, fino al piazzale da cui attacca il secondo trail, Granpicchio, di cui vi propongo il video registrato dalla mia helmet cam :

granpicchio action cam

Trattasi di trail che parte facile, ma che si incattivisce progressivamente con curve strette, ripidi, passaggi su roccia e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ….

granpicchio 5 granpicchio 4 granpicchio 3 granpicchio 2 granpicchio 1

Il giro si chiude con il trail 3 archi, che si raggiunge dopo una breve e facile risalita su sterrata. Quest’ultimo √® un flow trail con¬†qualche pezzetto un pochino piu’ tecnico, ma risulta il piu’ flow del giro. Ultimi km di asfalto per ritrovare le macchine a Soriano, fortunatamente senza pendenze importanti.
Un giro di poco + di 20 km con poco meno di 1000 d+ , che mixa tecnico e flow ad un buon livello , ideale per chi vuole progredire nella
tecnica mantenendo comunque una buona sicurezza: si tratta infatti di trail costruiti e manutenuti, dove ogni passaggio è stato studiato
e adeguato ad-hoc per essere percorso con una mtb enduro ūüėČ
Concludendo, posso dire di aver quasi “dominato” la faggeta ūüėČ

Si ringraziano i ragazzi di Bicinatura per le foto¬†e la compagnia ūüėČ



relive

Relive ‘Cionna gran picchio 3 archi’

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