“appunti sul nosepress”
In tanti mi chiedono come mai mi ostino, ad un ormai veneranda eta’ che si avvicina al mezzo secolo, a investire (qualcuno direbbe perdere) tempo nell’apprendere una tecnica come il nosepress. Bene, e’ una mia fissazione, voglio poter fare curve che si possono fare solo in quel modo senza scendere dalla bici.
C’e’ chi e’ fissat* con il migliorare i propri tempi, c’e’ chi vuole imparare a saltare, io voglio imparare il nosepress “da grande”.
E dato che ho la testa dura , ci continuo a sbattere. E a forza di provarci , e di sbagliare , di seguire progressioni non corrette (o non funzionanti per me) , qualcosa finalmente esce fuori, come descrivo nei due video da poco pubblicati sul mio canale youtube
(link ai due short)
Se posso provare a dare qualche consiglio a chi (immagino pochi/e) vuole seguire le mie orme :
- PRE-REQUISITI da sapere fare non bene, di piu’ :
– Almeno 10 secondi di surplace , meglio se in discesa
– Chiudere tornanti stretti senza nosepress (ruote con traiettoria diversa)
– Capacita’ di modulazione del freno anteriore sul ripido (saper fare un breve ripido usando solo il freno anteriore)
– Front Wheel lift (azata ruota anteriore) senza utilizzo del freno. - Step 1: Stoppie :
– Stoppie (alzo la ruota dietro aiutandomi con il freno anteriore) in piano
– Stoppie in discesa, bloccato e non completamente bloccato (cerchiamo di far scivolare la bici sulla ruota anteriore , tipo un mini nose manual, modulando il freno e combinando il front wheel lift senza freno con l’uso del freno) - Step 2: Rotazione :
– Troviamo una leggera discesa .
– Attiviamo lo stoppie mentre giriamo lo sterzo nella direzione in cui vogliamo curvare: contemporaneamente carichiamo l’anteriore e sfruttiamo il ritorno per far alzare il carro.
– Spostiamo il carico da interno a esterno, facendo una specie di “sculata” (perdonate il termine ma non so come descriverlo meglio) . Qui la cosa complessa e’ bilanciare i carichi: avremo tendenzialmente il braccio interno che restera’ carico ma il resto del corpo dal tronco in giu’ che deve “shiftare” dalla parte opposta. Questo puo’ essere difficile da capire, perche’ a differenza di una curva classica dove il peso va sempre tenuto all’esterno, qua abbiamo uno spostamento rapido interno-> esterno senza contatto al suolo. Spostamento che deve essere innescato dal bacino . - Osservazioni venute fuori a forza di provare : – e’ molto importante analizzare il terreno e capire dove avro’ grip per bloccare la ruota. Se la rotazione mi serve in entrata, dovro’ pensare che la ruota posteriore si trovera’ quasi a “salire” piu’ di quella anteriore (prima immagine) Se mi serve in uscita sara’ piu’ facile perche’ la ruota scendera’ (seconda immagine) a ritrovare l’allineamento con l’anteriore, ma sara’ piu’ complesso leggere il punto dove bloccare e avere la giusta inerzia (e il giusto impulso rotatorio sopratutto se in uscita tornante non abbiamo protezione)


Inerzia e lettura terreno : Questo giochetto e’ tutto basato sul momento d’inerzia/momento ribaltante . Piu’ alta sara’ la velocita’ d’ingresso e la pendenza del terreno maggiore sara’ l’azione ribaltante. Bisogna fare prove anche soltanto di stoppie per capire qual’e’ il nostro massimo gestibile senza paura.
- Al livello base (come il mio) di questa manovra, serve sempre un minimino di rotolamento per poter innescare il sollevamento della ruota e di conseguenza la rotazione . Quindi quel che faccio e’ identificare il punto in cui faro’ perno, calcolare la velocita’ minima che mi serve per innescare il ribaltamento (piu’ pendenza ho meno velocita’ mi serve) e cercare di mettere in atto la manovra.
- Non ho volutamente parlato di pesi e di carichi. E’ chiaro che dobbiamo portare il peso sull’anteriore, la sensazione che dobbiamo cercare e’ quella di appoggiarci sul manubrio un po’ come fosse un muretto. Anche questo aspetto va provato per gradi ed e’ soggettivo e strettaente dipendente dal nostro peso e dal peso bici. Motivo per cui e’ difficile fare di tutta l’erba un fascio e scrivere il tutorial definivo per questa skill.
- ULTIMO MA FONDAMENTALE CONSIGLIO : LE SCARPE !!!! Inutile dire che va imparata con i flat, ma un accoppiata ottimale di scarpe e pedali fanno la differenza ! Piu’ c’e’ pendenza, piu’ alzerete la ruota, piu’ una buona suola e dei buoni pin possono fare la differenza !!!
Spero che queste due righe, scritte all’antica possano servire e motivare altri rider, diversamente o realmente giovani e non , a cimentarsi in queste manovre.
Provare nuove skill e’ molto motivante se si impara ad apprezzare anche piccole progressioni, richiede poco tempo (meglio esercitarsi poco, anche solo 15/20 minuti al giorno ma di frequente) e puo’ portare sviluppi interessanti poi sui trail.
Buona progressione !