MTB Caldirola CaldiRock BikePark

Caldirola “CaldiRock” Bikepark.

Chi mi conosce e mi segue sa che non sono particolarmente amante dei bikepark, ma fin dalle prime volte che ho sentito parlare di questo fantomatico posto chiamato Caldirola ammetto di essermi incuriosita non poco. Sara’ perche’ sentivo dire di “una vecchia seggiovia MONOPOSTO” riadattata alle bici e che indicativamente ho riscontrato molte opinioni positive, decido, malgrado il maltempo di accettare l’invito di Sara e di approfittare di questo ennesimo break ligure per raggiungere la misteriosa location.
Sono in teoria 108 km da Rapallo … in teoria. Questi 108 km si traducono in una 60ina di km di autostrada e i restanti per strade improbabili che ti impongono un estrema fiducia in google maps.
Si sale sempre di piu’ su strade e stradine, con il tempo che non promette nulla di buono, ma ormai siamo in ballo e balliamo. La strada termina in un piazzale sterrato, circondato da alcune costruzioni che chiaramente risalgono agli anni 70, come la seggiovia. Si la seggiovia, esiste davvero ed e’ davvero ad un solo posto, con quei vecchi seggiolini in ferro che mi fanno tornare bambina a quando ancora si sciava a Beaulard… o ancora piu’ indietro, quando ricordo che a impianti chiusi giocavo a dondolarmi sui seggiolini del Frais.
E infatti bisogna tornare un po’ bambini per trovare il coraggio sia di salire su quel trabiccolo che di girare sotto quella pioggerella che a Roma definiscono gnagnarella.
Purtoppo almeno la mattina mi tocca girare da sola. Tutti gli altri ragazzi/e fanno parte dei corsi di Deepbike, e non trovo compagnia pari livello sul momento. Non riesco nemmeno a rimediare
una traccia gps del percorso piu’ facile, complice l’assenza quasi totale di copertura dati in zona. Va bene poco male. SOno abituata a ravanare da sola e anche stavolta iniziamo la giornata ravanando.
Ritirato lo skipass (un adesivo da attaccare al manubrio o al cavo freno, anche questo piuttosto inconsueto) tocca salire sul trabiccolo monoposto. Fortunatamente gli inservienti sono gentili,
e mi aiutano a caricare la bici al gancio. Bici sul gancio, la sottoscritta su un poco rassicurante dondolante seggiolino metallico. Bisogna, appena seduti tenere la bici che non sbatta …. insomma trattasi di un impianto un pelo agricolo, ma svolge egregiamente il proprio dovere.
In cima, circa 1450, la nebbia e’ ancora piu’ fitta e si fatica a capire dove andare. Dinuovo per fortuna riesco ad ottenere indicazioni, inoltre le piste sono segnate in modo abbastanza comprensibile.
Il terreno e’ umidiccio ma ho visto di peggio, va beh proviamo a buttarci per il piu’ facile dei trail, LaPierre Fun. Ed e’ davvero fun, peccato per il tempaccio, l’umido e il livello di fiducia che cala.
Ma se pare divertente sul bagnato figuriamoci in condizioni ottimali …. LaPierre Fun e’ un flow trail Formello style (chi mi legge da Roma sa) , difficolta’ simil-cinghiale/scoiattolo tanto per restare
su un punto di riferimento ben preciso. Assolutamente niente di difficile, ottimo per chi e’ alle prime armi e magari pure poco allenato e vuole farsi un idea di questo sport senza grossi investimenti (e’ possibile affittare bici).
Ripeto lo stesso trail una seconda volta… purtoppo la pioviggine persiste e il terreno non migliora ma mi reputo gia’ piu’ che soddisfatta.
Eccovi il resoconto video della mattinata …

(video)

Dopo una pausa ricomincio. Stavolta “faccio l’intrusa” e decido di accodarmi al gruppo di Deepbike in cui ci sono altre due ragazze, in modo da vedere un’altro trail, la Capannina. Questo e’ un po’ piu’ guidato, ha alcuni passaggi che non riesco a concludere causa terreno scivoloso, ma pure qui e’ prevalenza flow, grandi sponde e qualche simpatico saltino. In compagnia ci si diverte e ci si
confronta di piu’. A fine trail non me la sento di risalire, lo spirito di conservazione ha la meglio e decido di lavare la bici e di chiudere cosi’ questa giornata dal meteo avverso ma comunque divertente e in ottima compagnia.

Per concludere: “se l’universo ha un centro luminoso, qua siamo nel punto piu’lontano”. Questo e’ quel che mi e’ venuto da pensare appena scesa dalla macchina nel piazzale di Caldirola.
Ho visto pochissimo di quel che offre la location, ma i presupposti sono ottimi, trail curatissimi e adatti a tutti. Pazzesco inoltre vedere parecchia gente girare malgrado il maltempo e le distanze non indifferenti dal “mondo civile”. E’ interessante notare come una piccola stazione di bassa quota dal destino “segnato” abbia saputo ottimamente riciclarsi offrendo un ottimo servizio ai bikers in un ambiente accogliete e familiare. In un futuro sempre piu’ “elettrico” Caldirola e’ una parentesi aperta a tutti coloro che vogliono divertirsi senza faticare in salita senza necessitare di una superbici. I due trail da me percorsi sono tranquillamente “a portata di frontino” e di full senza escursioni intergalattiche. Un viaggio indietro nel tempo a 360, quando non esisteva l’enduro ma esisteva il “freeride”, appellativo ormai scomparso dal mondo della mtb (o relegato ad un certo tipo di competizioni che non han niente a che vedere con quel che significa freeride in se).
Spero che si ripresenti l’occasione di tornarci, malgrado la non facile raggiungibilita’ della location.

Vi lascio la traccia GPS GPX del Lapierre Fun in download diretto nel caso qualcuno volesse “sentirsi piu’ sicuro” ūüėČ

https://drive.google.com/open?id=1kF4nWBj-H-32Uv83I27RTas3W3elj5Ot

MTB: Sestri-Riva Tritone Trail

Tritone Trail (Sestri-Riva.t)

Un “qualcosa di nuovo” era d’obbligo in questi giorni, quindi chiusa la parentesi surfistica torniamo in sella e torniamo a esplorare. Stavolta siamo sul versante di Riva, e per raggiungere l’attacco del trail occorre pedalare per circa 6 km di cui 4 su asfalto (Aurelia, a tratti puo’ essere trafficata). Come gli altri sentieri della zona anche Tritone e’ super panoramico, ed e’ principlamente flow anche se con un terreno non facilissimo e breccioloso. Unico “neo”, per raggiungerlo c’e’ una parte in comune con l’altro tracciato, Manierta, molto piu’ tecnico, che sul momento ho trovato decisiamente scassato e complesso. Per ragioni di sicurezza trovandomi in solitaria ho preferito scendere a piedi, ma parliamo davvero di pochi metri. Dopodiche’ tocca stare attenti e prendere il bivio a destra a salire, da qua inizia Tritone, nel solito contesto naturale fantastico tipico di queste zone. La mia bassa velocita’ e’ dovuta, oltre alla non conoscenza del trail, al voler apprezzare appieno la vista sul mare sempre unica, aiutata da un meteo perfetto con un cielo limpidissimo. Buona visione.

Per concludere, eccezion fatta per la parte comune a Mainerta, Tritone e’ trail davvero per tutti, cosa “rara” in questa zona ūüėČ . Consigliato .

Traccia GPS GPX

 

MTB: Nuria – Antrodoco

Mt. Nuria – Antrococo

Tornare a Roma come sempre √® un po’ traumatico, ma fortunatamente il caldo ancora a livelli accettabili mi ha permesso di andare ad affrontare un giro a quote medio basse di cui avevo letto un molto ben promettente report su bicinatura: si tratta della discesa dal monte Nuria, in zona Antrodoco/Borgo Velino (RT). La partenza √® attorno a quota 450 slm, le previsioni dicono temperatura sotto i 30 fino a ora di pranzo.
Visto il molto probabile innalzamento delle temperature nei giorni successivi decido di avventurarmi anche se in solitaria.
Poco prima delle 10 sono pronta ad affrontare la lunga salita da Antrodoco al Monte Nuria. Sulla carta sono circa 17 km, di cui 8 su asfalto, a seguire sterrato quasi sempre pedalabile eccezion fatta x gli ultimi due km.
L’unico ostacolo della prima parte asfaltata √® il caldo, che mi costringe ad andare ancora piu’ piano di quel che potrei e a frequenti soste appena si nota qualche punto ombroso. Arriviamo alla fine dell’asfalto, 1000 mt slm, in localita’ Rocca di Fondi, paesuncolo dalle case in pietra appunto “arroccato” sulla montagna.

rocca fond

Da qua l’asfalto termina, e la strada prosegue su sterrato, leggermente breccioloso ma tutto sommato pedalabile se non per qualche strappetto. Dopo alcuni saliscendi, finalmente la strada perde il suo “anonimato” e spunta in un ampio altipiano dall’aspetto un po’ alieno, al fondo del quale si intravede una costruzione abbandonata. Ora¬†non dobbiamo sbagliarci, e seguendo la traccia lasciamo la via principale per curvare a gomito su una trattorabile double, il cui fondo con lo scorrere dei km peggiora, che riprende a salire fino ad un colletto con un evidente quadrivio ove incontro Fede e Nik, simpatici elettrici con cui avro’ il piacere di condividere la discesa. Ammetto che se fossi stata sola non avrei azzardato gli ultimi metri di spingismo, e avrei proseguito sul mezzacosta per trovare il trail piu’ in basso.

colle2 colle1

Mi faccio coraggio e inizio a spingere la bici. Mancano circa 2km su 250 d+. Uso la tecnica che uso in snowalp. Conto i passi … uno due tre quattro …
arrivo a trenta e conto ancora. Quando mi mancano le energie ho visto che questo metodo ha un suo perch√®. Almeno siamo all’ombra, ma dinuovo con panorama quasi nullo. Non resta che spingere, fino a quando si lascia il bosco e si intravede l’anticima del monte Nuria … un ultima tratta pedalabile dinuovo tra i faggi e dal nulla piu’ totale spunta un casotto con tavolini antistanti, il Rifugio Antrodoco, a segnare la fine delle fatiche. Abbiamo pedalato e spinto per 1100 d+ su 17 km …

top r. antrodoco

Quassu’ ritrovo i miei nuovi compagni d’avventura. La curiosita’ mi porta a ficcanasare dentro il rifugio non gestito. La parola rifugio, a me fa pensare a ben alro … ¬†troviamo stufa, camino, letti a soppalco, stoviglie e vettovaglie lasciate da chi ha cercato riparo e ristoro . Da restare abbastanza stupiti immaginando come “rifugio” una struttura gestita da personale.

Giunge l’ora della super discesa, che non delude. 8km di flow naturale, mai tecnico, tra faggete, mezzacosta e un immensa prateria che sembra una pumptrack naturale. #nientedidifficile stavolta … solo tanto tantissimo flow con qualche tornante a spezzare il ritmo di linee che sembrano davvero uscite da un bikepark naturale. L’ultima sezione si chiude con il gia’ noto trail San Francesco e le sue spondone naturali, insomma un crescendo di linee mai noiose e mai complesse o pericolose. La giusta ricompensa per un lungo salitone, fattibile con la dovuta cautela anche con frontino. Tanto tanto divertimento per tutti !!!

Per finire non rinunciamo alla birretta di rito, strameritata, assieme ai nuovi amici che spero di ritrovare presto sui trail appennici.

Ringrazio Bicinatura (qua il loro report) per la traccia e l’ispirazione, e i ragazzi di ASD Monte Giano Antrodoco per aver reso fruibile questo trail supersonico.
Direi che ad ora nell’appennino centrale √® il TOP !!!

Conclusione: Trail top, livello S0-S1 (max blu). Panormama …. mmh, difficile esprimersi dopo 1 mese sulle Alpi occidentali. Sicuramente diverso, particolare la parte freeride nei prati. La salita purtoppo invece, per gran parte ha poco da mostrare. Dalla seconda parte dello sterrato diventa di indubbia e selvaggia bellezza… Ma la discesa vale tutta la fatica fidatevi !!!!

relive

Relive ‘Supernuria’

traccia gpx

PierreMenaud e i sentieri sconosciuti.

MTB ValSusa PierreMenaud e i sentieri sconosciuti.

Siamo in alta Valsusa e ci resteremo per un po’. Quando il tempo e’ poco per un motivo o per l’altro, si approfitta per giri brevi cercando di scoprire interessanti varianti da inserire anche nel contesto di giri piu’ lunghi. Da qualche tempo sull’app mytrails e sulle opencyclemaps avevo notato una traccia che, tagliando in diagonale la montagna, dal paesino di PierreMenaud porta nel fondovalle alla frazione di Amazas.
Con poco piu’ di due ore a disposizione, decido di pedalarmela fino a PierreMenaud e di andare alla ricerca della suddetta traccia, di cui non vi sono indicazioni o segni alcuni.
IL paese si raggiunge agevolmente su asfalto scorrevole in una cinquantina di minuti guadagnando circa 400 d+. Anche se sono ormai anni che giro per queste piccole frazioni, e’ sempre un piacere ritornarci.
pm1

Inizia il ravanamento cercando di mettersi in traccia. Giu’ per i prati, sali, scendi, osserva, segui …
Dopo un po’ di avanti e indietro finalmente le mie ruote sono su un promettente sentierino :

Come da programma, il singletrack, pulito a sufficenza, scorre in un bellissimo bosco su terreno secco. Qualche piccola compressione, qualche rilancio e una parte centrale un po’ esposta ma fortunatamente breve che ho affrontato a piedi, per poi ritrovare un ultimo traverso flow fino all’abitato di Amazas.

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Nel complesso una bella sorpresa, scorrevole, divertente il giusto, ombroso. Insomma il giusto compendio da inserire in giri piu’ lunghi in zona cotolivier, o un veloce passatempo per un’ora d’aria pedalata divertente. E chissa’ quante altre sorprese ha ancora in serbo l’alta Valsusa …

Relive:

Relive ‘Pierre menaud 2 amazas’

I miei giri in mtb in Valsusa

MTB Rapallo ion cup trails

La funivia di Rapallo e i trail della ion cup

Casa … #homeRapallo … questo √® il posto con cui ho piu’ legami …. ed √® il posto dove sogno di tornare una volta x tutte.
Non tutti hanno una funivia sotto casa che guadagna 600 d+ in 8 minuti, e ti porta sui trail delle prove speciali della ion cup in programma in data odierna (09/06/2019).

Conoscendo la zona e gli scherzi che puo’ fare il meteo, decido di prendere al volo, appena arrivata da Roma, la funivia delle 17.
La cabina √® carica di bikers, e altrettanti aspettano la risalita successiva. Tutti qua a provare questi trail, che avevo gia’ in parte sperimentato. Stavolta cerchiamo di approfondire l’interessante argomento.
funìvìa

Cominciamo dopo un breve tratto spingistico in cui ci lasciamo alle spalle il santuario e la vista sul golfo di Rapallo con la PS2, jump jump.
Trail breve, attacca con un pezzo pedalato mezzacosta e poi stretti tornantini mediamente pendenti, il tutto “condito” da qualche passaggio su roccia, un paio di saltini e drop. Non √® complicato ma comunque impegna.

(video)

Risaliamo tranquillamente l’asfalto, poi solito spingismo e qualche centinaia di metri su una mulattiera su cresta spartiacque che lascia intravedere attraverso la fitta vegetazione l’entroterra. Da qua attacca il “capra“, ps1 della gara, che non ha nulla a che vedere con l’omonimo di Formello.
Anche qua partiamo con un mezzacosta peldalato, ma poi subito il trail attacca con un paio di S non particolrmente intuitive ma nemmeno impossibili, per poi lasciare spazio ad un po’ di flow con curve piu’ ampie. Questo √® l’unico dei tre trail dove abbiamo un po’ di scorrevolezza e possiamo prendere un pelo di velocita’.

(video)

Ritrovato ancora l’asfalto, pochi metri im salita ci portano alla partenza della ps3, la piu’ lunga e impegnativa. Sono poco meno di 3km, con un dislivello negativo di 275 mt. La traccia prevede un repertorio piuttosto vasto. Anche qua a farla da padrona sono le curve strette su pendenze a volte anche non indifferenti, intervallate da traversi dove non mancano rocce, radici, scalini, strettoie, droppetti.
Non ci sono cose estreme o esposte, non c’√® il ripidone che fa paura o il rockgarden impossibile, √® tutto pero’ un susseguirsi di passaggi mai banali, che richiedono una guida molto fisica e “luci ben accese”. Non essendo abituata a trail che “non mollano mai”, la stanchezza, pur non avendo pedalato chissa’ cosa, arriva facile, e i battiti han valori “tutt’altro che da discesa”.

Come gia’ detto e come si capisce dal video, il trail non molla mai un attimo, e non conoscendolo in maniera approfondita la caduta √® dietro l’angolo … ed in un punto particolarmente impegnativo con sequenza di curve e controcurve arriva un bel volo, per fortuna senza conseguenze.

(volo)

 

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#mtbcrash #secascohollame #mtb #enduromtb #rapallo #funivia #ps3 #nopainnogain #not4normals

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il trail termina su asfalto dopo un ultimo rilancio … game over almeno per me, volendo risalire sono circa 300 d+ di asfalto fino all’imbocco della ps3, e altri 150/200 per ps2 e ps1.

Tirando le somme, che dire??? Bello, bello, bello. Sarebbe ancora piu’ bello se si potessero sfruttare tutti i 600 d+ coperti dalla funivia.
Siamo davanti a trail tecnici in una zona che resta fresca anche d’estate, servita dalla super efficiente funivia. Se proprio dobbiamo trovare un “difetto” √® il terreno poco drenante, che rende difficile l’utlizzo dei trail in caso di umido, vista anche la loro grande tecnicita’.
Speriamo che questa location a me tanto cara possa espandersi e farsi conoscere a dovere. Ultimo ma importantissimo, un grosso complimento e ringraziamento va a chi ha realizzato e manutenuto tutto questo, Maurizio di DeepBike.

Traccia gpx mio giro

MTB: Massa Marittima Reloaded

Non c’√® uno senza due … e visto che la precedente esperienza in quel di Massa Marittima era stata positiva, ho ben pensato di tornarci.
Stavolta siamo con gli elettrici Guido e Giuseppe ed altri loro amici, e per ovviare ai soliti problemi di convivenza con gli elettrici inizio a pedalare con mezz’ora di anticipo, e con un mix di sterrate e singletrack in salita arrivimo stavolta fino in cima al Monte Arsenti, da cui si gode una vista non indifferente.
arsènt1

La compagnia ha un buon livello, e si decide per il trail “freeride“, che scende sul versante piu’ a sud. Si tratta di un trail guidato, con qualche passaggio un po’ ostico ma nel complesso fattibile, abbastanza lento, almeno per me. Come sempre il video √® piu’ esplicativo.

Si risale, non esenti da qualche imprevisto quale un cancello chiuso che rende difficile il passaggio delle elettriche, fino nuovamente alla vetta. Da qua imbocchiamo il trail Benedetto, la cui prima parte per me √® inedita ed esordisce con un ripido su roccia un po’ a sorpresa, seguito da altri passaggi interessanti e non sempre banali, talvolta stretti e di precisione. Parecchi spunti per lavorare un po’ sulla tecnica dunque , che nella precedente uscita non avevo affrontato.

Prosegiamo poi con il “sequel” del Benedetto, gia’ percorso la precendente uscita. Qua torna a farla da padrona il flow, con una prima parte (primi due minuti del video a seguire) vermente divertente e ben strutturata, con alcune super compressioni da giostra.

(video)

Successivamente il flow lascia spazio a qualche tratta pedalta, senza mai scomparire, e senza grosse difficolta’ o sorpese. Trail molto lungo e stancante se affrontato quasi senza pause.
Purtoppo io non sono (ancora) motorizzata, e le gambe dopo circa 600 d+ abbondanti su 17 km chiedono gia’ pieta’.
Ma la voglia di tornare a girare in questo perfetto posto improbabile dove tutto è bike oriented rimane .. Ci sono tantissimi trail, e con le prorie gambe è molto difficile se non impossibile farli tutti in giornata.

Video realizzati sempre con Yi action cam

Traccìa GPX

MTB Liguria break Marzo 2018

MTB Liguria break Marzo 2018

Chi mi conosce lo sa: ogni occasione √® buona per scappare nel paradiso dell mtb: pronti via, ci aspettano 4 giorni di full immiersion sui trail liguri. Purtoppo il meteo non ha aiutato al 100% ma ci si accontenta …

Day 1 / 2 Portofrino (raduno Portofino MTB)

La prima occasionie di rimiettierie le ruotine in terra ligure √® data dal raduno della Portofino bike, occasione per presentare un nuovo trail che servira’ da collegamento parallelo alla sterrata da poco dopo il Kulm a Pietre strette.
Come volevasi dimostrare il mio allenamento √® penoso e sulle rampe che salgono da Santa Margherita verso san Lorenzo la fatica √® tanta, meglio poi una volta su asfalto sull’Aurelia e sulla strada che sale al Kulm … da qua poi faremo il trail Pollone, un technical flow con una sezione ripida un po’ lunga su cui lo spirito di conservazione ha avuto la meglio. A seguire una breve parte del River Rocks, abbastana impegnativo ma con passaggi di un livello adeguato al mio attuale.
Decido comunque di tornare sul monte anche il giorno seguente in solitaria per provare il nuovo trail bidirezionale di collegamento, facile e piuttosto caratteristico con una strettoia finale in mezzo a due massi … a seguire Salto Del lupo, anche questo flow tecnico/guidato molto fisico con parecchi rilanci e parti pedalate.

video

DAy 3 : Fasce e Notturna Townhill

Il meteo non sembra essere d’aiuto e la giornata si annuncia limpida ma molto ventosa. Difficile trovare un giro adatto al clima. Decido comunque di cercare di andare a saldare un conto in sospeso, quello con il monte Fasce, sopra Nevri, con cui ho fatto conoscenza in una nebbiosa e fangosa giornata di Dicembre. Parto mettendomi nell’ordine di idee che alla peggio faro’ qualche bella foto visto il cielo terso e l’ottima visibilita’. Salgo dunque in macchina da Uscio, per la strada panoramica, scollino e scendo fino al parcheggio da cui eravamo partite per il giro fatto l’inverno scorso. Da qua riprendere la vetta saranno circa 350 d+ su 5 km. La salita, vento a parte scorre abbastanza bene… il panorama fa impressione, sembra di essere a quote decisamente piu’ alte degli 850 mt slm della cima del Fasce. L’ultimo strappo si fa un po’ sentire, ma il buon fondo permette una salita tuttavia senza eccessivi patemi. Dalle antenne si gode di una vista a 360 poco adatta a chi soffre di vertigini, e poco adatto a chi soffre di vertigini e’ anche il trail che percorreremo per ritrovare la macchina, il Topinigi.
Il trail in se non sarebbe difficile …. se non fosse in gran parte esposto e stretto. Molto stretto a tratti, qualche parte un po’ piu’ ripida ma ripeto, la difficolta’ e’ data solo dal fatto che il monte sta a picco sul mare, si gode di una vista fantastica ma ogni distrazione √® proibita. Con un po’ di fatica e l’adrenalina a 1000 raggiungo il qubo pronta a ripartire per la successiva avventura.

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Night Ride experience.

La giornata continua, anche se apparentemente sono in anticipo imposto il navigatore per la prossima tappa. La sera ho in programma una nuova (per me) avventura : un uscita in notturna, in compagnia delle “local” di Genova Angela e Silvia.
Con molta fatica e non senza qualche mal di pancia raggiungo il punto d’incontro. Basta addentrarsi verso il centro e sopratutto verso l’interno per scontrarsi con strade strette e anguste, poco gradite al mio ingombrante e pigro Qubo. Fortunatamente riesco a trovare parcheggio … e trovo anche Angela. A breve ci raggiunge Silvia e partiamo, guadagnando quota con la funicolare di Righi. Ci aspetta una breve pedalata su uno stradotto mezzacosta ammirando dall’alto le luci della citta’, per poi buttarci letteralmente in una “townhill” o “urban dh” che dirsi voglia giu’ per scalinate, rampe cementate e vicoli.

notturna g3
Pedalare la notte anche se su strade semplici e’ una cosa che non avevo mai fatto. Non e’ semplicissimo specie per chi come me non va daccordo con il buio, ma puo’ aiutare tantissimo a migliorare sensibilita’, propriorecettivita’ e confidenza con il mezzo.
Risolto un piccolo problema con una foratura, siamo pronte a buttarci giu’ dagli scalini. Scale, scalette, rampe, curve a gomito e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, tutto in condizioni di visibilta’ precaria (per non farsi mancare niente il mio fanale si e’ scaricato) che incrementa la difficolta’ e rende tutto piu’ adrenalinico.
La splendida serata si conclude dopo aver attraversato i vicoli del centro storico, in zona porto antico, con birra e cartoccio di fritto di pesce. Un esperienza davvero suggestiva, che spero di ripetere nuovamente magari documentandola in video ūüôā .
Ringrazio davvero Angela e Silvia per la compagnia.

notturna 2

Day 4: Sestri Levante Sant Anna

La permanenza nel paradiso della mtb si conclude con un grande classico, direi il mio trail preferito del Levante Ligure. Parliamo del Sant’Anna di Sestri levante, #diversamentescorrevole tra parti flow e rockgarden piu’ o meno impegnativi, il tutto con una vista mare che da spettacolo, da cui bisogna evitare di farsi distrarre dato che il trail non e’ di certo dei piu’ semplici. Il video vale piu’ di 1000 parole e descrizioni.

video sestri

st anna

Purtroppo anche stavolta sono dovuta tornare verso la Capitale … come sempre lasciare questa terra con il suo mare e i suoi trail e’ un pianto, resta sempre la speranza di tornarci a breve per migliorarsi su trail che impegnano il giusto e permettono di aumentare la confidenza su terreni tecnici . Speriamo di tornarci al piu’ presto ….

MTB Carsoli alone : Conciarelle e petrekte

Carsoli alone : Conciarelle e petrekte

Ci sono dei momenti in cui devi tirare il freno a mano, fare i conti con la realta’ dei fatti e fare qualche passo indientro, lasciare¬†da parte elettrici e frettolosi, e rimettersi a pedalare con il proprio ritmo per ritrovare il puro e semplice piacere di stare all’aria aperta lontano dalla citta’ e conquistarsi un paio di bei trail in discesa.
La location scelta per questo “reset” √® Carsoli, che grazie alle salite ampiamente pedalabili ben si adatta anche a monitorare le mie
“performance” cardio. Fortunatmente il meteo, che a Roma tendeva al nuvolo, pare regalare una splendida giornata, dunque si pedala, stavolta senza fretta. Senza sforzi con frequenze tra i 145 e i 155 salgo in circa 45 minuti di asfalto all’inizio della sterrata “mangia e bevi” ovvero saliscendi che porta verso il primo trail, Conciarelle. Se l’asfato si lasciava scorrere tranquillo, qua la musica cambia , i continui saliscendi spesso con strappi non indifferenti rendono la cosa, almeno per me impegnativa, talvolta dove la strada diventa particolarmente sconnessa preferisco darmi allo spingismo. Con una 40ina di minuti arrivo all’inizio del primo trail previsto, Conciarelle. Lo abbiamo gia percorso altre volte, ma stavolta , grazie al costante lavoro dei trailbuilder, √® veramente tirato a lucido e presenta alcune nuove sponde.

concìar3ll3
Molto bene direi, considerato che un paio di passaggi mi avevano dato noia. Stavolta trovo il ritmo giusto e giro bene anche le curve piu’ strette. Un buon inizio, che fa soltanto bene al morale e al “confidence level”. Anche se da soli bisogna essere piu’ prudenti la calma e l’essere saliti con il proprio ritmo sono state d’aiuto e lo saranno in tutto il giro.
Prosegiamo su uno sterrato di collegamento su cui prendere fiato, per poi risaire ancora su facile asfalto per una 20ina di minuti verso l’imbocco di quello che reputo il capolavoro di Carsoli (e forse il piu’ bel trail man made della zona), ovvero il Petrekte.
Anche di questo si √® gia’ detto … un capolavoro flow, tra spondoni e northsore, tutto da guidare sfruttando il flow, in pratica una giostra:

pètrèktè

Purtoppo un bel gioco dura poco, ma le sensazioni che da questo trail valgono tutto il resto. Anche l’uscita finale nei prati, in cui comincia a rispuntare l’erbetta verde, ha il suo perch√® … pace e silenzio solo il rumore della ruota libera.
Ogni tanto ci vuole. Sono proprio i giri e le giornate come questa in cui piu’ apprezzo la mia amata biciclettina ….

Relive

Relive ‘Carsoli alone …’

 
Traccia gps gpx

MTB: Cori Freeride

MTB Cori freeride (gpx al fondo)

Freeride, o meglio, come si diceva nell’era pre-enduro “freeride pedalato“. Chi si ricorda ha una certa, almeno over 30. Tralasciando queste digressioni da nonnetta, il buon vecchio termine “freeride“, di provenienza snowboardistica, √® quello che meglio definisce Cori, location in provincia di Latina, a circa un ora da Roma Sud.
Siamo nuovamente in compagnia del team bicinatura e di alcuni local del “freeride Cori” , e io sono nuovamente pronta a soffrire in salita.
Stavolta ci si mette pure lo spingismo, in quanto, per poter capire e apprezzare quel che ci aspetta lungo il primo trail “il baretto” una ricognizione in salita √® molto utile … gia’ … perche’ qua si salta, il trail √® un susseguirsi di rampe di discrete dimensioni su cui prendere il volo. Freeride in stile bikepark dei primi anni 2000.

(foto by bicinatura)
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Terminato questo trail superflow, si risale abbastanza dolcemente verso il monte Arrestino. Da qua si riesce solo a intuire il panorama purtoppo, in quanto il meteo non √® stato dei piu’ clementi.

top corì

Partiamo dunque con il secondo trail, che prende il nome dal monte, e che è caratterizzato da alcune strutture tipo passerelle northsore. Tanto per cambiare io non sono tranquilla per il ritmo imposto e quindi non corro rischi.
Vista la “brevita'” dei sentieri risaliamo a ripetere “baretto” da un trail di servizio, passando vicino ad una particolare conformazione rocciosa

sasso

A seguire si ripete la seconda parte di Arrestino, quella con le rampe, che nuovamente non mi danno fiducia. Ma sono convinta che, senza fretta sono in grado di farne almeno due.
La discesa prosegue con il trail canalone, il piu’ naturale del giro, caratterizzato da fondo sconnesso lungo quello che un tempo doveva essere un corso d’acqua. Superata la parte piu’ natural, si torna sul genere flow guidato, con un un ultimo segmento chiamato “il ponte” in quanto termina con un poco rassicurante ponticello in legno. Questo trail si chiude piu’ basso rispetto ai parcheggi, quindi implica un’ultima, x me devastante risalita sulla quale sono stata “graziata” grazie allo scambio con una ebike.

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Video by Angelo (compaio al minuto 5 circa per qualche istante, riassume tutti i trail)

Nel complesso, circa 600 d+ su 17 km circa … trail flow oldstyle per chi ama saltare. Adatto anche a front (evitando salti) . Forse un po’ breve come sviluppo, richide di ripetere almeno un trail .. comunque adatto a tutti, stavolta #nientedidifficile salti a parte per chi ama volare

Traccia gps gpx

Splitboard: #chicercatrova

L’anno nuovo inizia approfondendo l’argomento splitboard.

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Dopo una gita di fine anno caratterizzata da un ambiente notevole ma da neve diciamo di “poco interesse surfistico” sul Col de Lautaret, sono ho ripreso a ravanare nelle poche zone innevate della Valsusa alla ricerca di qualche spazio dove capire se questa strana tavola gradisce la surfata.

Torniamo sempre poco distante¬†dal Sestriere, stavolta sperimentando una linea di salita (e di discesa) meno gettonate e piu’ lontane dal comprensorio.

L’attrezzo conferma la sua comodita’, anche se devo ancora ben capire come funziona per fare le inversioni a U sul ripido …. ¬†e come scegliere le linee di salita piu’ idonee. Anche la salita richiede una certa attenzione, e l’esperienza ancora manca. Ma stavolta l’inaspettato premio di produzione e’ notevole, offrendo neve ottima e una seconda parte ancora in gran parte vergine, che regala delle gran curve dal surf feeling.

Nel complesso … confermo che e’ un gran attrezzo per divertirsi sulla neve …. vedremo se anche l’appennino sara’ di gradimento alla nuova arrivata ….