MTB: i forti di Genova

Liguria … il mio uovo di Pasqua è diverso. è fatto di sentieri, panorami, fatica, spingismo, e soddisfazioni. Se poi tutto questo avviene in compagnia di una “ragazzaFreeride” comincio quasi a credere che esista un mondo parallelo dove tutto è bello e possibile.
Gia’, perchè stavolta la mia guida e compagna d’avventura è Angela, local di Genova e rappresentante del team “Ragazze Freeride“, che mi scarrozzera’ su e giu’ per i trails della zona dei Forti di Genova.
Stavolta il meeting point è alla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe, che raggiungo in treno dalla mia base di Rapallo, sfruttando
l’opportunita’ di poter caricare le bici a boardo senza supplemento. Da qua, dopo un caffè e le dovute presentazioni nel mondo reale,  ci avviamo a prendere la funicolare dei Righi, simpatico mezzo di trasporto pubblico anomalo che ci risparmiera’ ben 300 mt di dislivello  positivo. Piccolo sconto, perchè poi si pedala …. in modo agevole finchè siamo su sterrata, un po’ meno almeno per me lungo le tratte in single track. Ma come spesso avviene in questi casi il panorama e la compagnia ripagano 😉

righi forti1 forti1

Arrivate sotto al primo forte si prosegue con un susseguirsi di singletrack con saliscendi, a volte anche tecnici in salita, che mi mettono in difficolta’ (ma non Angela, che spinge un 42 come niente fosse … ) e mi costringono a ricorrere a spingismo … Ma queste creste che sanno gia’ di quasi montagna, con dislvelli comunque gia’ di un certo rilievo fanno dimenticare la fatica.
Si arriva ad un primo trail, il Maggiolino.

forti top

g3

Tempo di cambiarsi e inizia la discesa. Trattasi di un trail technical flow con qualche ripidone e una compressione, qualche curva un po’ rognosa (ne sbaglio una), che termina su una sezione tipo scaloni/rockgarden in pieno stile ligure. Sbuchiamo su una strada a mezzacosta nel bosco, che ci condurra’ ad un bar per un break e rifornimento.

Risaliamo, per percorrere un altro super panoramico mezzacosta vagamente esposto, con qualche tratta tecnica in salita che costringe allo spingismo, per poi ricollegarci alla seconda parte del sentiero percorso in precedenza.

io pta chappa

Dinuovo il mezzacosta, ma stavolta per risalire, ahimè a spingismo per prendere il bellissimo trail “Pinasco“, che forse al momento meglio rappresenta la mia “idea” di mtb.
Si tratta di un trail prevalentemente roccioso, intervallato da tratte piu’ scorrevoli ma mai liscie, qualche sponda, qualche salto costruito, qualche tornantino ma mai impossibile. Le sezioni tecniche sono un mix tra sestri e alcune parti dei Ripetitori (per chi  è di roma e dintorni) , con gradini e rockgarden che richiedono una buona scelta della linea, senza andare pero’ mai in eccessivi tecnicismi. Insomma, un trail perfetto per il mio attuale livello di riding, godimento allo stato puro. Il giusto mix tra sentiero naturale e qualche aggiustamento per renderlo piu’ idoneo alle MTB. Peccato che come tutto, anche questo finisca.

monti

Un ultimo collegamento su asfalto per le vie di Genova e siamo alla stazione brignole … giusto il tempo per salutare la mia super
guida Angela e prendere il treno regionale che mi riporterà a Rapallo ….

Come sempre la Liguria non delude. Stavolta pero’ la cosa piu’ bella non sono stati solo trail e panorami, ma la splendida compagnia
di una “RagazzaFreeride” , di livello compatibile con il mio con cui condividere le grandi emozioni che ci regalano le nostre biciclettine …

chissa’ se mai anche nel centro sud ci sara’ un po’ piu’ di interesse femminile nei confronti delle ruote grasse …per ora è un gran
bel pretesto per salire piu’ frequentemente 😉

Relive:

Relive ‘Genova – i forti’

MTB: Civitavecchia – il Cerro

Torna il sole e si va a provare un nuovo trail in zona Ripetitori di Civitavecchia. Si chiama il Cerro, e parte da dietro il 2o ripetitore :

cerro

Come ormai d’abitudine in questa zona il terreno è caratterizzato da frequenti rocce, spesso utilizzate come ostacoli naturali nel trail. Il nuovo sentiero, che ancora deve stabilizzarsi in certe zone, è caratterizzato da contropendenze, qualche curva stretta, qualche gradone. Di tutto un po’, molto naturale nel classico stile che caratterizza questa zona. Non presenta comunque passaggi impegnativi o salti grossi, è tutto fattibilissimo senza studiarci troppo.

cerrokiaz

Il sentiero termina sull’ormai noto stradotto di risalita dalla Valle del marangone. Da qua possiamo risalire, o optare per proseguire su un’altro trail. La scelta è tra Granata e Rotella, e stavolta scelgo il primo, che per me è comunque una novita’. Niente di troppo complesso nemmeno qua, eccezion fatta per un rockgarden un po’ in stile XCO che necessita di slancio, e che non ho osato azzardare.

Dunque risaliamo, per l’ormai nota valle del Marangone, con il solito stop alla fontana.

fontana marangone

Il secondo round di risalita si fa sentire, ma la voglia di fare un’altra discesa è tanta … dalla cima stavolta decido di scendere per il classico Ripetitori , ma nella seconda parte la stanchezza prende il sopravvento e mi fa commettere un piccolo errore nel rockgarden.

top ripetitori

—-
Video parte alta ripetitori —

Le gambe – e anche le braccia – l’impegno sui trail dei ripetitori non è indifferente – si fanno sentire, e pian piano si riscende verso il mare.
Il Cerro come tutti gli altri non ha deluso, Civitavecchia resta tra i posti nelle vicinanze di Roma l’unico tra quelli da me conosciuti che meglio unisce una giusta difficolta’ tecnica ad uno splendido paesaggio … vale sempre la pena farci un giro, a patto che le condizioni meteo lo permenttano (anche se la zona asciuga in fretta il terreno è meno compatto rispetto a Formello, ergo meglio secco che bagnato).

Seguono video relive e traccia gpx.

Relive ‘Civitavecchia cerro And more. ..’

Traccia:

Test ebike moustache Samedi 27 trail & race

Quando si propone l’occaione per testare una e-bike è difficile mancare, specie se si tratta di un brand come Moustache, che produce
soltanto ebikes. Chi mi conosce sa che sono abbastanza scettica sulla questione elettrica, e che nei precedenti test (thokturbo levo) non ho manifestato eccessivi entusiasimi per una tipologia di mezzo con cui comunque, prima o poi direttamente o indirettamente (leggi  amici … ) bisogna confrontarsi.

La giornata ahimè non è delle migliori meteorologicamete parlando. A Formello ha piovuto il giorno prima e probabilmente pure la notte, il cielo è grigio,la minaccia che possa ri-piovere è presente. Il terreno è umido e a tratti fangoso mi anticipano, quindi ci troveremo con una piccola complicazione in piu’. Meglio, cosi’ il test si fa piu’ interessante.

La sottoscritta è una ragazza un po’ cresciuta a cui manca pochissimo agli “anta”, è alta 165 x 60 kg circa, in discreta forma fisica ma non eccessivamente allenata (tempaccio maledetto). La prima bici testata è una trail bike da 140 di escursione, la Samedi 27 trail 4. L’allestimento è abbastanza base, sospensioni suntour, trasmissione e freni xt, gomme plus, motorizzata bosch.

samedi 27 trail
Si parte, risalendo verso l’inizio dei trail capra e Pecora. Le rampe su cui a pedali cmq fatico con questa sono una passeggiata di salute.
Tra le varie assistenze selezionabili con due bottoni + e – , sfrutto la nuova modalita‘ “ebike“, che ha la piacevole caratteristica di adeguare la potenza erogata alla pedalata del rider, restituendo una sensazione di fluidita’ e nauturalita’ che spesso nelle elettriche manca un po’.
Veniamo alla discesa. Malgrado il manubrio di serie davvero stretto per le mie abitudini (siamo con un 720) la bici si fa piacere da subito,
regalando una buona facilita’ di guida e maneggevolezza. Sulla pecora alta, trail tuttavia semplice le risposte sono buone, il trail è molto flow , terreno perfetto e questo semplifica le cose. I pesi sono ben bilanciati, e stavolta la sensazione è che i 10 kg in piu’ rispetto ad una bici “muscolare” aiutino a restare attaccati al terreno, con l’ausilio dal sistema di sospensione posteriore che fa il suo dovere.
Dopo questa breve ma positiva anteprima optiamo per il cinghiale, trail che offre qualche parte un pochino piu’ stretta e tecnica oltre che alcuni rilanci. Anche qui la bici va alla grande, permettendo grazie all’ausilio del motore delle medie che con la mia stumpjumper a pedali mi sogno. Il peso nei salti si sente, va gestito in un modo un po’ diverso rispetto ad una classica bici, è necessario tirare  maggiormente a se l’anteriore per restare compatti e sui pedali (uso i flat). Ma capito il trucco si fa tutto, con un ottima sicurezza.
Nello stretto no problem, almeno in uno stretto relativo come l’ultima parte del cinghiale. Diciamo che in linea di massima, su tracciati flow in cui magari occorre pure rilanciare e pedalare, è il mezzo perfetto per divertirsi come su una giostra …  

kiaz samedi 27 trail samedi 27 trail formello
Risaliamo, senza problemi malgrado il fango (e qua se fossi stata con la mia oggi avrei dovuto spingere) , e concludiamo con la prima parte della volpe. Qua sento i limiti dei 140 di escursione, evitando di fare il roccione. Buona ragione per vedere se riusciamo a  provare qualcosa di piu’ spinto. C’e’ ancora un po’ di tempo, e riesco a farmi dare un mezzo piu’ enduristico, la base della versione samedi race.

samedi race 4

Anche su questa la forka è suntour. Visto il poco tempo decido di fare un trail breve, lo scoiattolo. In questo caso forse la bici è leggermente grande per me, ma comunque si lascia guidare, nei salti devo arretrare un po’ piu’ del normale, ma  nessun problema. Anche le due ultime curve dello scoiattolo, abbastanza strette, si girano senza problemi. Dulcis in fundus, visto il confidence level veramente alto con i mezzi, mi allungo fino al roccione della volpe, uno step down di circa 1.5 mt, copiabile ma
drittino. Se con la 140 mi son tirata indietro, con questa è stato un giochino , forse addirittura piu’ facile che con la mia stupjumper.

samedi race 4 samedi race 4 volpe

Purtroppo il tempo è scaduto e si torna alla base. L’impressione stavolta è davvero positiva. Credo che con le sospensioni giuse e ben tarate potrebbe davvero essere il giocattolo del futuro. In un posto come Formello, dove i trail sono brevi e le risalite anche relativamente brevi , dove spesso prima si scende e poi si sale , l’elettrica ha un suo perche’. Sarebbe interessante per capirne i limiti provare un simile mezzo in quel di Civitavecchia, o ancor meglio in Liguria.

Una cosa è certa. Bici tradizionale e elettrica sono 2 cose diverse, la seconda richiede alcuni adeguamenti e adattamenti alla guida.
C’è da capire come si puo’ gestire nel tecnico lento, e in sentieri non prettamente preparati, oltre da – in caso di giri da 1000 d+ e oltre – fare i conti con l’autonomia e imparare a tirare al risparmio con l’assistenza.
Dal punto di vista del dispendio calorico, come gia’ detto in precedenza è minore, ma se usata con un po’ di furbizia si puo’ e un buon lavoro a livello cardio.
Certo è che se ci si vuole allenare e si usa la bici anche come sistema per mantenersi in forma – come nel mio caso – per il momento è
meglio continuare a spingere … ma non dimentichiamoci la malefica formula , FCMAX = 220 – eta’ … questo purtroppo per i sunday
bikers come me ha un solo significato: Che prima o poi se vorro’ continuare a fare quel che faccio il motore sara’ indispensabile …
ma per ora cerco ancora di farcela da sola 😉

Grazie a Hybrid MTB & Moustache per l’opportunita’ e come sempre ai trailbuilders di MTB Formello per farci divertire in ogni condizione!

Relive giro trail:

Relive ‘test ebike moustache’

Surf: first test : Seangolare beanie

Ammettiamolo : i cappucci in neoprene per praticare surf in invenrno fanno sicuramente il loro lavoro, ma dal punto di vista estetico
possono non essere un granchè, offrendo un look che va da Diabolik per i cappucci integrali tipo sub alla cuffia da pallanuoto per quelli un po’ piu’ leggeri … inoltre cappucci troppo chiusi a livello di orecchie possono influenzare negativamente il nostro equilibrio.
Da qualche tempo avevo notato che brand che puntano piu’ ai kiters e ai windsurfisti proponevano “beanies” ovvero cuffiotti in neoprene con l’aspetto di un classico berretto da montagna invernale. Da qua l’idea di contattare Cinzia di Seangolare, brand specializzato in mute e accessori di neoprene custom, e vedere se si poteva realizzare un cuffiotto esteticamente carino per surfare d’inverno.
Detto, fatto, eccolo qua.

zuccotto1


zuccotto2

Gia’ fuori dall’acqua si nota l’ottima realizzazione e il fatto che potrebbe tranquillamente essere usato per andare in snowboard o
semplicemente per andare a spasso d’inverno. Ma quel che voglio capire è se fa quel che deve in acqua, quindi procediamo.

io cuffiotto

Lo spot prescelto è Banzai, ci sono 2/3 piedi (30-90 cm) d’onda abbastanza puliti. Temperatura aria 10 gradi, acqua sui 13.
Assicuro il cuffiotto con un cordino tramite l’apposito anello alla cerniera della muta, stando attenta a non creare passaggi pericolosi,
e via in mare.
Le condizioni sono semplici, il rischio cadute è basso e il picco ben definito, con conseguente facile risalita in lineup

banzai

La prima impressione è molto buona. Le orecchie sono libere quanto basta per sentirci bene e per non influenzare l’equlibrio , la capoccia sta comunque al caldo. Certo, non è caldo come un cappuccio integrale tipo sub, ma è paragonabile a quelli tipo cuffia da pallanuoto. Certo la giornata non era impegnativa, e non ho fatto wipeout o turtle dive, ma in un ora e mezza di surf non si è mosso dalla capoccia. Andra’ riprovato con mare piu’ formato e in spot dove i canali di risalita non sono sempre diretti.
Le prime impressioni sono molto positive: non è facile trovare accessori che uniscano estetica e funzionalita’, ma stavolta questo  zuccotto pare davvero aver fatto bingo.

Per maggiori infos e eventuali ordini vi invito a visitare il sito di Seangolare 😉

MTB: Formello new trails , Vacca e Toro

Vacca e Toro , sono 2 nuovi trails nella zona delle Valli del Sorbo di Formello … andiamo a scopririli ….

La zona delle Valli del Sorbo è la meno frequentata dai bikers che girano a Formello, anche se storicamente i primi trails dedicati alle bici (Falco, tartaruga, canyon) sono nati proprio da questo versante. Rispetto ai trails della Macchia di Sacrofano, questi sono un po’ piu’ naturali, e la zona è a tratti piu’ umida (cosa buona in caso di clima secco) grazie al corso d’acqua del Sorbo.

Si parte dunque alla scoperta di questa zona, stavolta sono in compagnia di “e-Mike” e della sua nuova fiammante Mondraker e-Crusher … un bel bicione assistito da motore Shimano. Io ovviamente pedalo con le mie gambe la Specy, ma ammetto che in queste situazioni di ricerca di nuovi sentieri l’avere un amico elettrico che puo’ andare in avanscoperta e trainarmi se serve è una gran risorsa.

Il nostro giro comincia con la Vacca, trail che parte poco dopo l’ingresso del Sorbo da via della Porcineta, prima dei pali della luce, il cui imbocco è contrassegnato da due fascette arancio. Il trail è relativamente facile, mediamente flow con un terreno che deve ancora “farsi”, ma lascia ben sperare … molto particolare, con passaggi stretti in mezzo a cespugli e arbusti … suggestivo. Si esce direttamente sulla strada principale della Valle del Sorbo, da qua la traccia i nostro possesso ci suggerisce di risalire un po’ sull’asfalto per imboccare un nuovo trail in discesa, relativamente breve ma simpatico, che ci porta in un’altra vallata secondaria caratterizzata da una splendida radura …  Da qua saliremo al trail Toro, ma prima ci allunghiamo di qualche centinaia di metri per ammirare le cascate.

sorbo ponticello sorbo radura

cascate sorbo

Si supera dunque il ponticello di legno e si sale verso il trail Toro sulla collina antistante. La salita a parte qualche breve tratto (comune anche alla discesa) è tutta pedalabile anche se a tratti impegnativa, ovviamente e-Mike si arrampica agevolmente sui muri, io fatico un po’ ma comunque arrivo in cima senza troppi problemi. Dalla cima della collina non è facilissimo trovare l’imbocco del sentiero, occorre porre attenzione ad un paletto con fettuccia e restare sulla destra, ravanando nei cespugli e osservando spesso il gps siamo poi riusciti ad immetterci sul trail “Toro” … anche questo molto flow, con delle belle sponde e volendo qualche salto, terreno un po’ piu’ secco, molto divertente e con qualche passaggio tecnico (tutto super fattibile) nel finale …

emike kiaz sorbo

Ripercorriamo quindi a ritroso la valle del Sorbo, per tornare verso la zona dei trail “storici”, con l’idea di risalire ancora una volta per fare ancora un sentiero in discesa. Proviamo a risalire sfruttando una “scorciatoia” suggeritaci dal trail builder local Barrozza … scorciatoia che sara’ si scorciatoia, ma che per me si traduce in 100% spingismo, e sulla tratta piu’ impervia e ripida mette in crisi anche e-mike e il suo mezzo motorizzato .

Decidiamo di scendere per il classico “tartaruga”, trail divertente abbastanza naturale con un bel ripidone …   in poco tempo siamo dinuovo nel fondovalle, ne approfittiamo per allungarci nuovamente di qualche metro fino a poco sotto il Santuario del Sorbo … ultime foto e ultima risalita su asfalto, stavolta approfittando della potenza di traino del bicione motorizzato.

mik

backlight

Per concludere, diciamo che si tratta di una zona molto panoramica  e caratteristica con ancora molte potenzialita’ da sfruttare, dove visti i dislivelli “brevi” si riesce anche a far convivere chi pedala con le sue gambe con chi si fa aiutare dalla batteria a patto di avere un po’ di pazienza e flessibilita’.

Relive:

Relive ‘Sorbo with e-Mike’


Per la traccia vi rimando a questa, fornita da Bicinatura.it

Si ringraziano MTB Formello, Barrozza e tutti i trail builders per il gran lavoro che permette un gran divertimento a tutti i bikers !!

Surf + MTB .. Lucida Follia …

21-1-2017 , La domenica inizia come tante altre in cui le previsioni meteomarine lasciano intuire che la probabilità di poter surfare onde dignitose è buona: si consultano tutti i vari siti meteo, webcam, ecc, e si decide da dove cominciare, sperando di andare a colpo sicuro. Il mio rapporto con il surf in questi ultimi anni è cambiato, diventando molto meno ossessivo, e ricercando solo condizioni e situazioni che possono essere divertenti per una longboarder un po’ attempata e scassata come me. Per farla breve, se un tempo in condizioni di mare dubbiose mi muovevo sempre e comunque, girando come una trottola e macinando km alla ricerca di spot surfabili, adesso se solo sussiste il rischio di vento attivo e/o mare choppato e non liscio preferisco dedicare tutto il mio tempo alla mia amata biciclettina.
Come spesso accade, non tutte le ciambelle vengno con il buco, e in assenza di webcam dirette sullo spot mi ritrovo ad Anzio intorno alle 10 del mattino, con una situazione tutt’altro che rosea. Vento assente (e questo non in tutti gli spot è un bene) , mare schiumoso e tendente al close out (onda che chiude tutta d’un colpo non permettendo la surfata). Piu’ a sud le cose non migliorano, e il mare è maledettamente piccolo. Il vento proprio non ne vuole sapere di soffiare come da previsione. In queste circostanze le cose sono due, o meglio 3: o si aspetta, o si parte macinando km alla ricerca dello spot migliore, oppure si torna a casa e cambia programma prendendo la bici. Decido di aspettare. Attorno alle 11 finalmente qualche serie regolare a centro baia arriva, mi butto con la riserva di cambiare programa in caso di divertimento limitato.

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Il mare migliora ancora, sopratutto quando finalmente inizia ad alzarsi un po’ il maestrale, e finalmente arriva qualche serie di un certo spessore, anche se rimane una condizione non facile e non ottimale per la mia Violetta, longboard classico self made. Di certo non la mia giornata perfetta, ma almeno è valsa la pena entrare ….
kiaz surf marins

Dopo due ore il mal di schiena inizia a farsi sentire, essendo ancora relativamente presto non resisto … volo al box a cambiare attrezzo, fuori Violetta dentro la Specy e via verso Formello ….  Le giornate si allungano e finalmente si riesce a girare anche al pomeriggio, senza fare troppo le corse contro il tempo …
kiaz formello

Non so se nel pomeriggio da qualche parte il Mare possa essere migliorato. Una cosa è certa, che con la bici non si sbaglia mai … inoltre puo’ sembrare strano, ma molti miglioramenti tecnici sopratutto riguardanti la reattività, la capacità di leggere il terreno e di anticipare un certo tipo di azione, me li sto ritrovando anche in Mare, traendo giovamento da una migliore velocità nella lettura dell’onda e nel prevederne l’evoluzione capendo in anticipo su quale sezione sarà possibile effetture una certa manovra …. Mai e poi mai avrei immaginato di trovare un incrocio “tecnico” tra due sport cosi’ diversi ….

volpe1 sunset volpe

Insomma una giornata un po’ folle, ma sicuramente produttiva a 360. Never stop riding !!


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MTB: Sestri sentiero sant’anna Video

Il “sant’Anna” è uno dei classici percorsi enduro di Sestri Levante. Ne abbiamo gia’ parlato un po’ di tempo fa, e questa è la terza volta che lo affronto (la seconda con la Specy). Finalmente lo ho chiuso completamente in sella. In rete ci sono tantissimi video di questa tratta, spesso con protagonisti pro o comunque rider di un certo livello. La mia prospettiva non sara’ di certo veloce, ma permette di ammirare la spettacolarita’ del paesaggio e la difficoltà di alcuni tratti rocciosi. Buona visione a bordo della Stumpjumper verdina !

Per informazioni ulteriori sul giro e sul sentiero, traccia gps e relive, vi rimando al vecchio articolo 😉 


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snowboard: lasciare il segno

Ogni traccia in neve fresca in snowboard è una firma. Che sia su un pendio ripido, un canale, un bosco, un ampio panettone. è sempre una firma. Quando poi, dopo tanto tempo, torno a surfare le montagne di casa, e a introdurre al mondo della neve non lavorata due cari amici, la giornata puo’ diventare perfetta, facendoci credere x un paio d’ore di essere in pieni anni 90.

Dopo anni, torno a sentirmi Local di questa valle anche d’inverno. La prudenza di questi tempi di clima instabile non è mai troppa.

sociapow

La fortuna ci porta su una pista non battuta, situazione ideale x iniziare a fare qualche curva, e incominciare a capire l’essenza dello snowboard. Quel surf feeling da cui per quanto mi riguarda è iniziato tutto, portandomi alla fine a cercare la vera sensazione da cui deriva, imparando a scivolare anche sull‘elemento liquido.

Meglio tardi che mai, con la dovuta prudenza e un po’ di fortuna, ogni tanto questo capriccioso meteo ci fa ancora godere.
Il divertimento continua, il 2018 si apre con ancora qualche ultima bella curva in powder, e viste le buone sensazioni, anche con un piccolo salto.

pow 1 pow 2

jump kiaz

Snowboard e neve d’altri tempi, con una tavola azzeccatissima che permette di godere a 360 della montagna senza  rimpiangere di avere il mezzo sbagliato. Una one-board quiver perfetta per chi ama le curve, siano esse condotte in pista o linee in fresca.

snowboard postcard from heaven from KiaZ bike surf and more on Vimeo.

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Purtroppo le ferie stanno volgendo al termine, e non resta che memorizzare bene questi attimi, che assieme a tanti altri vissuti in passato mi fanno sentire fortunata ad aver vissuto la nascita e l’evoluzione dello snowboard in questi anni. Lo snowboard è stato per me uno strumento per imparare ad apprezzare la montagna andando oltre l’aspetto prettamente sportivo … iniziando ad uscire anche in backcountry con le ciaspole per conquistarsi la discesa ben presto ho realizzato che l’inverno era troppo breve: da qua la passione per la mtb, che al momento è la mia attivita’ sportiva outdoor primaria. Ho comunque ancora alcuni sogni “bianchi” che vorrei realizzare, non sara’ facile, ma sognare aiuta a sopravvivere.

Never stop riding & never stop dreaming


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2017 end of year

end of year 2017

L’anno sta per finire, e come tradizione scrivo queste righe dalla “mia” Valsusa. Una fine anno nel segno dello snowboard e della powder, che conferma le mie riflessioni di 1 anno fa sull’evoluzione o involuzione di questo sport … evoluzione che ha ben visto l’arrivo delle groomers, tavole che riprendono i concetti freecarve adeguandoli ai tempi e agli attacchi soft.
In questi giorni ho potuto usare in maniera abbastanza esaustiva la k2carveair, confermando la sua propensione alla conduzione senza
disdegnare qualche scappata in fresca, certo non c’è da aspettarsi un freeride, ma come potete vedere dal video si è difesa anche in un giro backcountry in bosco rado con poca pendenza. Purtroppo lo snowboard, da quando vivo a Roma è diventata una piccola parentesi che si apre durante le festività o in rarissime eccezioni..

backcountry 2017 valsusa from KiaZ bike surf and more on Vimeo.

La grande protagnonista di questo 2017 è pero’ lei, la biciclettina. Dopo un periodo di adattamento, la Specialized Stumpjumper verdina si è rivelata una grande amica e compagna di avventure. Il meglio lo ha espresso nei giri liguri, tra cui vale la pena citare Sestri e l’esperienza di Finale di pochi giorni fa. Ma anche nelle location piu’ vicine a Roma ben si difende, regalandomi tante soddisfazioni e divertimento. Tra tutti gli action sport, la mountain bike è quello che in questo periodo mi sta dando piu’ imput positivi,complice il fatto di avere impatto ridotto su articolazioni e schiena, e quindi di poter continuare ad offrirmi possibilita’ di miglioramento malgrado l’avanzare dell’eta’. Visti i continui progressi, sia in termini tecnici che di km, quando pedalo riesco per fortuna a dimenticarmi la mia età anagrafica 😉 , quindi lunga vita a #bicionaverdina !!!


Per concludere, due parole anche sul surf. Le sofferenze alla schiena e il piccolo infortunio alla caviglia non hanno aiutato, ma malgrado tutto anche dal Mare qualche piccola e saltuaria soddisfazione è arrivata.

Con questo, siamo pronti a inizare un nuovo anno di sport all’aria aperta, cercando di dimenticarci i “numeri” che avanzano e continuando a cercare di trovare l’energia per combatterli, senza dare peso a stereotipi che mi vorrebbero con “la testa a posto” …. 😉

Buon 2018, riders di ogni genere e elemento !!!!

MTB: Finale Ligure

Finale Ligure (Vacche – Dolmen – Bondi Trails)

Finale. Uno dei simboli della MTB enduro in Italia e non solo. Una delle location in cui l’enduro è nato. Un posto che finora avevo visto solo in foto, video e di cui avevo in passato sentito pareri contrastanti, incutendom anche un certo timore.

Ma per capire davvero cos’è Finale bisogna andarci.
L’occasione arriva il giorno della vigilia di Natale, in cui last minute riesco ad unirmi ad un giro organizzato da Daniele, guida MTB operante nel NordOvest che seguo via Facebook.

La sera prima, iniziano le paranoie sul livello richiesto. La prima cosa che viene in mente parlando di Finale è l’ews, enduro world  series. Solo l’idea che nel giro programmato verra’ inclusa una delle prove speciali del Mondiale di enduro mi fa tremare braccia e gambe, nella speranza di essere in grado di scendere da tracciati da coppa del Mondo. I video in questo non aiutano … mentre un po’ piu’ rassicuranti sono i livelli di difficolta’ segnati sul sito e app trailforks, che valulta come blu il livello di difficolta’ …. Da Trailforks si capisce anche con cosa abbiamo a che vedere: sentieri, sentieri e ancora sentieri. Ovunque in un concentrato di trails .


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La mattina del 24 a Rapallo il cielo è grigio e le strade umide. Si spera in bene perchè un incontro ravvicinato con le pietre viscide è l’ultimo dei miei desideri … lungo la strada il tempo non pare migliorare fin dopo Savona, dove verso il mare si inizia a intravedere un po’ di luce … il termomentro sta sui 12 gradi, ottima temperatura considerate che le ultime uscite tra Formello e Civitavecchia le ho fatte con 5/6 gradi.

finale 1

A Finale per fortuna il tempo è piu’ che decente, e si inizia a pedalare, risalendo su asfalto e poi su sterrato senza difficoltà. Il giro proposto da Daniele prevede un primo trail piu’ “semplice”, il Vacche.
Il terreno è perfetto, secco malgrado il tempo sia umido, e subito si comincia a capire con cosa abbiamo a che fare: sassi, sassi e ancora sassi, fortunatamente pietre fisse che rendono importante la scelta della linea, nel complesso niente di eccessivamente complesso a patto di scegliere bene la linea specie in alcuni passaggi piuttosto stretti. Il trail è piuttosto lungo, presenta qualche tratto da pedalare un minimo , ma diciamo che ci siamo fatti un idea del terreno. Si risale, stavolta su singletrack che io faccio quasi tutto a spingismo. Fortunatamente è un mezzacosta panoramico, che attraversa falesie e offre scorci sia verso il mare che verso l’entroterra.

Dopo una breve risalita su asfalto affrontiamo il secondo trail, il Dolmen trail, prova speciale della enduro world series … quello che, diciamo, dai video mi incuteva piu’ timore. Il nome fa riferimento al fatto che lungo il percorso si possono osservare alcuni artefatti risalenti alla Preistoria … e anche qua pietre, gradoni e passaggi tecnici non mancano, impegnativo ma di grande soddisfazione, a conferma dei grandi progressi fatti con la specy negli ultimi tempi e della predisposizione di questa bici al tecnico. 

dolmen trail finale

L’idea di aver fatto  in sella al 90% (siamo scesi solo in un punto molto sporco e coperto da foglie) una Speciale di livello world series è davvero una
gran bella sensazione, sempre piu’ sto riuscendo a controllare la bici a dovere e a capire dove mettere le ruote. In particolare alcuni passaggi sono davvero tecnici, ma fortunatamente mai esposti e con buone vie di fuga. Potendo contare su un terreno davvero perfetto anche cose che apparentemente sembrano davvero complesse diventano fattibili.

finale dolmen end

Un ultima ma facile scalinata ci riporta in paese. Ora si risale sull’altro versante, di circa 220 mt d+, per affrontare l’ultimo  trail del giorno, il Bondi Trail. Questo è piu’ flow e piu’ costruito stile bikepark, ma non per questo privo da insidie, ripidi, curve e tornanti. La stanchezza la fa da padrona, ormai siamo vicino ai 30 km di percorso e abbiamo maturato gia’ + di 900 mt di dislivello positivo, ammetto che su quest’ultimo, divertentisssimo sentiero avrei potuto guidare meglio con le gambe piu’ fresche.

bondi trail end

Per concludere alla classica domanda “ne vale la pena” ? La risposta è si, certamente, di corsa, a patto di avere una full da 150 minimo di escursione e la tecnica sufficente per affrontare scaloni, drop e pietre fisse. Per me gran bella esperienza, diciamo una sorta di “esame di maturità”, a consolidare l’ottimo feeling che sto prendendo con la Specy Stumpjumper evo carbon.

Ringrazio Daniele per la guida in una location dove i sentieri sono ben manutenuti ma non c’è seglaletica, quindi consiglio gps con traccia
ben registrata (le perdite di segnale sono frequenti) o amico/guida che conosca il posto.

Traccia GPS GPX
GPSies - Finale enduro Vacche Dolmen Bondi Trail

Relive:

Relive ‘finale enduro’

PRO : Posto fantastico, trails infiniti, terreno perfetto per l’inverno.
CONTRO : Non adatto a front e principianti. Qua è enduro vero.


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