Test yi discovery action cam

La gopro dei “povery” …

Da ormai un mesetto sto usando questa action cam , hardware xiaomi e sensore ccd sony , ottica wide da 150°. Ha preso il posto della ormai malfunzionante nilox f60 , e al momento posso tranquillamente affermare “minima spesa massima resa“.

La videocamera è piccola, leggera, e, cosa molto positiva, dispone di un display touchscreen per poter regolare le varie opzioni e rivedere i video appena realizzati. Le modalita’ utilizzabili prevedono un 4k a 20fps (inutile x uso action imho) e i classici hd 1080p o 720p a 60 fps, piu’ che sufficenti per un uso amatoriale su video destinati al web.

L’utilizzo che ne faccio è prevalentemente in mtb, dove ho testato sia il classico supporto da casco che quello a pettorina:

Casco

Pettorina

Senza dubbio il classico supporto da casco è piu’ stabile, da un po’ piu’ fastidio se presenti rami, privlegia una visione piu’ ampia dando pero’ una percezione minore di velocita’. La pettorina invece è piu’ indicata quando si vuole dare maggiore rilievo a velocita‘ e al trail, inquadrando il manubrio si ha anche un idea piu’ concreta del raggio delle curve e della pendenza, che comunque resta sempre falsata da questo tipo di supporti. Spendiamo anche due parole sull’audio: i video finora postati hanno il case waterproof, questo di seguito ha l’audio originale con il case montato. Sicuramente attenuato ma meno della vecchia nilox.

Pettorina, case waterproof, audio originale
e

Sostituendo il case waterproof con il supporto non impermeabile, il risultato cambia eccome. Lo ho da poco e devo ancora sperimentare sul veloce, ma giusto x avere un idea ecco un filmato senza “scafandro”.

Due parole ancora sulla capacita’ del sensore di adattarsi in situazioni critiche: quando i contrasti luce-ombra sono elevati, la velocita’ di adattamento è sicuramente superiore alla nilox, ma di poco inferiore, per quanto personalmente sperimentato , alla gopro session 5. Comunque piu’ che accettabili per una action cam il cui prezzo si aggira sui 50 euro (+ accessori).

Un ultimo paragrafo lo dedico all’uso in acqua. Ho voluto provare anche il case waterproof con il surf, e direi che la qualita’ delle riprese in mare è molto buona. Lo scafandro ha una lieve tendenza ad appannarsi ma fortunatamente ai bordi e non al centro dell’obiettivo. Non sara’ mai il mio uso primario, ma il suo lavoro lo fa.

Concludendo, un buon prodotto per chi come me non puo’ o non vuole spendere cifre da capogiro ma vuole comunque dilettarsi a documentare le prorie avventure sportive, considerando anche l’evoluzione di questi prodotti e l’oblsolescenza programmata dalla quale sono affetti, obbligando l’utente ad aggiornarsi di continuo per non incorrere in penalizzazioni da parte dei vari algoritmi. 
L’unico difetto ad oggi riscontrato da me è la durata della batteria, che non supera l’ora di utilizzo, appena sufficente per le mie necessita’ e un po’ limitante sopratutto per uso surfistico, mentre invece un buon vantaggio è la compatibilità degli attacchi con lo standard gopro (fondamentale per l’uso con la tavola da surf).

Per acquistarla, è disponibile su amazon assieme a vari accessori e supporti (consiglio il package con case e pettorina)

EOY 2018 – Welcome 2019

Eoy 2018 – Welcome 2019

Oulx (TO) 22-1-2019

Con un po’ di ritardo eccomi a tirare le somme sull’anno passato.
Stavolta non e’ cosi’ semplice fare un riassunto delle “puntate precedenti”. Una cosa e’ certa, l’arrivo della splitboard mi ha riportato
ulteriormente a ritrovare le mie origini, confermando che tutto e’ iniziato da qui, da questa valle, in questi giorni fredda e poco innevata
dove ho mosso i primi passi sulla neve prima da piccola con gli sci e poi da adolescente sulla tavola.
La “valle che resiste dove l’enduro non esiste” d’estate, d’inverno diventa un playground niente male, che anche con poca neve (o artificiale)
puo’ salvarti in corner se hai l’attrezzo giusto, nel mio caso la k2 carveair, tavola “groomer”, carving newschool, che esprime il suo massimo potenziale a pista libera su neve artificiale fino a 56 km/h .
Una cosa e’ certa. Mi manca il mio playground. Mi mancano le mie montagne. Mi manca l’avere neve, piste e itinerari snowalp/backcountry a pochi minuti di macchina.

lauta1 splìt

Si, molti mi dicono che sta nevicando in appennino e che giu’ c’e’ un sacco di neve.
Vedo su facebook post da invidia … ma per quanto rosico, ho un senso di impotenza di fronte a tutto cio’.

faggeta
Impotenza dovuta al non conoscere il territorio. Al non avere l’abitudine di farsi due ore (o piu’ di macchina) per poi mettersi a camminare con la splitboard per altrettante alla ricerca di una linea di discesa perfetta che perfetta non potrebbe essere.
Cerco di documentarmi, ma mi sento ignorante. E’ un territorio diverso, molto vasto, disabitato, con altitudini limitate, prevalenza di
latifoglie (faggete) , con una conformazione molto lontana da quella alpina. Non ci sono punti di riferimento precisi, il gps in skialp e’ pressoche’ inutilizzato e di conseguenza diventa veramente complicato avventurarsi senza l’aiuto di qualche “local” o esperto di tali localita’.
Mai piu’ come in questo momento apprezzo la fortuna avuta in passato … ci sono momenti, periodi. Ho voluto imparare a fare surf,
cosa che mi e’ riuscita alla fine, con qualche limite e, in fondo, anche qualche delusione abbastanza profonda sopratutto riguardante
l’ambiente che ruote attorno a tale disciplina. Ma quando in uno sport super meteodipendente arrivi ad una specie di capolinea, ad un livello tale per cui il tuo fisico non ti permette ulteriori evoluzioni, e la pratica per vari motivi puo’ essere piu’ traumatica che piacevole allora e’ meglio tirare il freno a mano e buttarsi in acqua solo in condizioni tali per cui ne valga veramente la pena …. tipo quelle nella foto sottostante …..

circe super

La bici resta l’unica certezza, l’unica compagna di giochi e di avventure che difficilmente delude. Da questo punto di vista sopratutto in off-season lo stare a Roma non e’ cosa malvagia, offrendo comunque alcune opportunita’ poco distanti dalla capitale per divertirsi senza macinare troppi km. Ultimamente in mtb sto lavorando piu’ sulla tecnica che non su altri aspetti, in quanto sto ultimando il corso per aspirante maestra di mtb di primo livello. Ma spero a breve di tornare anche a rimettermi in gioco sui trails e non solo su ostacoli artificiali.

mtb2018

Speriamo dunque in un 2019 sempre all’aria aperta, all’avventura nella neve e alla scoperta di nuovi trail. Se poi ci scappa qualche onda vedremo di approfittarne … Ride the elements !!!

Surf: Al cospetto della Maga Circe 2018

…. cronache di una antisurfista (o “anta”surfista) ?

26-8-2018 … secondo giorno da quarantenne … da qualche giorno rientrata a Roma …….
da un po’ di tempo mancavo dal Mare o meglio dal surf, e le previsioni meteo erano sotto stretta osservazione.
Le premesse per tornare in acqua e ritrovare quella sensazione di scivolamento sulle onde che mancava all’appello da mesi ormai, c’erano tutte. Mareggiata dal quadrante ovest che avrebbe attivato il mio spot preferito, tempo instabile quanto basta per allontanare i  bagnanti.

Malgrado tutto, decido di essere pronta per un piano B, e di caricare in macchina anche la bici. Il Circeo è ricco di trail, e nel caso di mare inconsistente, sovraffollamento o altri disguidi che possono rovinare la giornata la Specy sarebbe stata li, pronta a a portarmi  a spasso sul promontorio della Maga Circe ….

surf + bìk3

“Rotolando verso sud” in poco meno di due ore siamo allo spot del Carrubbo. Tutto come da programma, il cielo e’ grigio, i bagnanti
desistono ma in compenso in acqua c’è una folla che pare di stare all’Ikea.

ìk3a

Dato che miracolosamente trovo parcheggio quasi subito vicino allo spot, decido di buttarmi malgrado la folla a mollo. Le condizioni sono buone, non ancora perfette ma comunque piu’ che accettabili considerato che non surfavo in maniera degna di questo nome da un bel po’ di mesi .

Il mio aspetto e outfit è un po’ in contrasto con la tendenza alla figheria/poseria che ormai regna sovrana tra i surfers veri e presunti tali: mutino smanicato a pantaloncino, accoppiato con licra mista neoprene decatlon reparto sub. L’anti surfista … dato che ormai
trovare un mutino estivo di buona qualita’ che non lasci il culo di fuori, ripari un po’ dalla paraffina e che sia vagamente sobrio e adatto anche ad una vecchietta come me pare un impresa d’altri tempi, quando ancora l’abbigliamento tecnico era orientato alla funzionalita’prima che alla moda (NB il mutino in questione e’ fatto su misura da seangolare) … La tavola e’ la ormai datata Violetta long handmade la cui storia e’ fatta di gioie e dolori, ormai pieno di bozze e riparazioni anche piuttosto agricole nastro americano incluso, ma lei e’ la mia tavola e finche’ galleggia surfera’ con me.

nonnasurf

Raggiungo senza difficolta’ la lineup. Le braccia girano senza fatica, probabilmente le 3 settimane in quota si sentono su tutto quel che e’
aerobico. Noto subito che lo spot non lavora come un tempo … il primo piuttosto ovvio tentativo di prendere una destra si concretizza
in un bel tuffo … il fondale e’ cambiato e ora l’onde piu’ lunga e’ una sinistra, che dal centro della baia srotola verso la zona  piu’ rocciosa . Purtoppo c’e’ davvero tanta gente, e i miei sforzi per mettermi in precedenza vengono mal interpretati da un soggetto che cercava di partire sulla spalla… Non entro nei dettagli, lascio perdere perche’ non e’ casa mia, vengo da un posto a 200 km dal mare e non amo questi battibecchi … certo e’ che il problema affollamento c’e’, e che quando su una serie di 3/4 onde ne esce solo una ben surfabile non e’ cosa. Dopo aver preso comunque un paio di sinistre dignitose, il vento inizia ad aumentare, facendomi spostare nell’inside.

Sulla risacca l’Apoteosi: principianti d’ogni genere e mezzo, impossibile prendere una parete con il long senza rischiare di mandare qualcuno in ospedale.
Del resto pure loro han diritto di imparare, anche se potrebbero tranquillamente imparare sulle schiume anche altrove, ma e’ ancora stagione balneare, quindi perdonati (un conflitto surfista incapace bagnante e’ peggio che un conflitto tra surfisti e danneggia la categoria intera) …

Basta, la situazione e’ diventata ingestibile: e’ ora di pranzo, decido di uscire e cambiare mezzo di locomozione, se non altro per non perdere il parcheggio e spostarmi a pedali verso il paese alla ricerca di cibo.
Dopo un break e un caffe’ torno allo spot, che continua ad essere affollato anche se la qualita’ pare migliorata. Decido di aspettare e ingannare il tempo andando alla ricerca di qualche trail sul monte. Indosso le scarpe e le protezioni, e inizio a pedalare verso il misterioso promontorio. Si sale su asfalto con qualche rampa, il 46 e le gambe a livello del mare fanno il loro dovere. Appena superato il centro storico di San Felice Circeo, il cielo si fa scuro, e comincia in un attimo a venire giu’ acqua … non sono due goccie ma piove bene …

raìn

Niente da fare, la Maga Circe ha deciso che per me oggi e’ giornata di surf e surf sia. Torniamo al volo alla macchina, la pioggia ha spaventato  molti dei “sunday surfers” e la lineup si e’ svuotata. Cambiamo abbigliamento e mezzo, stavolta boardshorts di 10 anni fa (altro capo di abbigliamento pressoche’ sparito dal guardaroba dellA surfistA) e giacchetto retro’ a manica lunga.

folla

Di corsa in mare, dopo un periodo di attesa nell’inside noto un sup sulla secca piu’ esterna che ha ricominciato a fare sinistre.
C’e’ anche un altro longboarder, remo fuori e finalmente si ragiona. In tre sul picco per una quarantina di minuti, ricomincio a prendere onde, tutte sinistre una piu’ bella dell’altra. Riprendo confidenza con la tavola e tento qualche approccio al nose, non perfetto ma ci si avvicina. Il tipo di onda mi costringe anche a tentare qualche cutback per non perdere la sezione portante, traballo un po’, saro’ sicuramente goffa e scattosa ma l’importante e’ divertirsi. Torna il sole e la lineup si ri-affolla progressivamente … da 3 5, poi 7, 9 , 11… ecc ecc ecc … tutti dinuovo all’ikea … e tutti con facce incazzate pronti a sgomitare per qualche secondo di scivolata …
Esco con l’ultima buona onda e il sorriso, prima che il sangue marcio torni a galla.

crowd crowd1

E’ stata una bella giornata di surf … Grazie Maga Circe per avermi regalato 40 minuti di godimento … ricordati di me ogni tanto 😉

Surf: first test : Seangolare beanie

Ammettiamolo : i cappucci in neoprene per praticare surf in invenrno fanno sicuramente il loro lavoro, ma dal punto di vista estetico
possono non essere un granchè, offrendo un look che va da Diabolik per i cappucci integrali tipo sub alla cuffia da pallanuoto per quelli un po’ piu’ leggeri … inoltre cappucci troppo chiusi a livello di orecchie possono influenzare negativamente il nostro equilibrio.
Da qualche tempo avevo notato che brand che puntano piu’ ai kiters e ai windsurfisti proponevano “beanies” ovvero cuffiotti in neoprene con l’aspetto di un classico berretto da montagna invernale. Da qua l’idea di contattare Cinzia di Seangolare, brand specializzato in mute e accessori di neoprene custom, e vedere se si poteva realizzare un cuffiotto esteticamente carino per surfare d’inverno.
Detto, fatto, eccolo qua.

zuccotto1


zuccotto2

Gia’ fuori dall’acqua si nota l’ottima realizzazione e il fatto che potrebbe tranquillamente essere usato per andare in snowboard o
semplicemente per andare a spasso d’inverno. Ma quel che voglio capire è se fa quel che deve in acqua, quindi procediamo.

io cuffiotto

Lo spot prescelto è Banzai, ci sono 2/3 piedi (30-90 cm) d’onda abbastanza puliti. Temperatura aria 10 gradi, acqua sui 13.
Assicuro il cuffiotto con un cordino tramite l’apposito anello alla cerniera della muta, stando attenta a non creare passaggi pericolosi,
e via in mare.
Le condizioni sono semplici, il rischio cadute è basso e il picco ben definito, con conseguente facile risalita in lineup

banzai

La prima impressione è molto buona. Le orecchie sono libere quanto basta per sentirci bene e per non influenzare l’equlibrio , la capoccia sta comunque al caldo. Certo, non è caldo come un cappuccio integrale tipo sub, ma è paragonabile a quelli tipo cuffia da pallanuoto. Certo la giornata non era impegnativa, e non ho fatto wipeout o turtle dive, ma in un ora e mezza di surf non si è mosso dalla capoccia. Andra’ riprovato con mare piu’ formato e in spot dove i canali di risalita non sono sempre diretti.
Le prime impressioni sono molto positive: non è facile trovare accessori che uniscano estetica e funzionalita’, ma stavolta questo  zuccotto pare davvero aver fatto bingo.

Per maggiori infos e eventuali ordini vi invito a visitare il sito di Seangolare 😉

Surf + MTB .. Lucida Follia …

21-1-2017 , La domenica inizia come tante altre in cui le previsioni meteomarine lasciano intuire che la probabilità di poter surfare onde dignitose è buona: si consultano tutti i vari siti meteo, webcam, ecc, e si decide da dove cominciare, sperando di andare a colpo sicuro. Il mio rapporto con il surf in questi ultimi anni è cambiato, diventando molto meno ossessivo, e ricercando solo condizioni e situazioni che possono essere divertenti per una longboarder un po’ attempata e scassata come me. Per farla breve, se un tempo in condizioni di mare dubbiose mi muovevo sempre e comunque, girando come una trottola e macinando km alla ricerca di spot surfabili, adesso se solo sussiste il rischio di vento attivo e/o mare choppato e non liscio preferisco dedicare tutto il mio tempo alla mia amata biciclettina.
Come spesso accade, non tutte le ciambelle vengno con il buco, e in assenza di webcam dirette sullo spot mi ritrovo ad Anzio intorno alle 10 del mattino, con una situazione tutt’altro che rosea. Vento assente (e questo non in tutti gli spot è un bene) , mare schiumoso e tendente al close out (onda che chiude tutta d’un colpo non permettendo la surfata). Piu’ a sud le cose non migliorano, e il mare è maledettamente piccolo. Il vento proprio non ne vuole sapere di soffiare come da previsione. In queste circostanze le cose sono due, o meglio 3: o si aspetta, o si parte macinando km alla ricerca dello spot migliore, oppure si torna a casa e cambia programma prendendo la bici. Decido di aspettare. Attorno alle 11 finalmente qualche serie regolare a centro baia arriva, mi butto con la riserva di cambiare programa in caso di divertimento limitato.

marins 1

Il mare migliora ancora, sopratutto quando finalmente inizia ad alzarsi un po’ il maestrale, e finalmente arriva qualche serie di un certo spessore, anche se rimane una condizione non facile e non ottimale per la mia Violetta, longboard classico self made. Di certo non la mia giornata perfetta, ma almeno è valsa la pena entrare ….
kiaz surf marins

Dopo due ore il mal di schiena inizia a farsi sentire, essendo ancora relativamente presto non resisto … volo al box a cambiare attrezzo, fuori Violetta dentro la Specy e via verso Formello ….  Le giornate si allungano e finalmente si riesce a girare anche al pomeriggio, senza fare troppo le corse contro il tempo …
kiaz formello

Non so se nel pomeriggio da qualche parte il Mare possa essere migliorato. Una cosa è certa, che con la bici non si sbaglia mai … inoltre puo’ sembrare strano, ma molti miglioramenti tecnici sopratutto riguardanti la reattività, la capacità di leggere il terreno e di anticipare un certo tipo di azione, me li sto ritrovando anche in Mare, traendo giovamento da una migliore velocità nella lettura dell’onda e nel prevederne l’evoluzione capendo in anticipo su quale sezione sarà possibile effetture una certa manovra …. Mai e poi mai avrei immaginato di trovare un incrocio “tecnico” tra due sport cosi’ diversi ….

volpe1 sunset volpe

Insomma una giornata un po’ folle, ma sicuramente produttiva a 360. Never stop riding !!


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2017 end of year

end of year 2017

L’anno sta per finire, e come tradizione scrivo queste righe dalla “mia” Valsusa. Una fine anno nel segno dello snowboard e della powder, che conferma le mie riflessioni di 1 anno fa sull’evoluzione o involuzione di questo sport … evoluzione che ha ben visto l’arrivo delle groomers, tavole che riprendono i concetti freecarve adeguandoli ai tempi e agli attacchi soft.
In questi giorni ho potuto usare in maniera abbastanza esaustiva la k2carveair, confermando la sua propensione alla conduzione senza
disdegnare qualche scappata in fresca, certo non c’è da aspettarsi un freeride, ma come potete vedere dal video si è difesa anche in un giro backcountry in bosco rado con poca pendenza. Purtroppo lo snowboard, da quando vivo a Roma è diventata una piccola parentesi che si apre durante le festività o in rarissime eccezioni..

backcountry 2017 valsusa from KiaZ bike surf and more on Vimeo.

La grande protagnonista di questo 2017 è pero’ lei, la biciclettina. Dopo un periodo di adattamento, la Specialized Stumpjumper verdina si è rivelata una grande amica e compagna di avventure. Il meglio lo ha espresso nei giri liguri, tra cui vale la pena citare Sestri e l’esperienza di Finale di pochi giorni fa. Ma anche nelle location piu’ vicine a Roma ben si difende, regalandomi tante soddisfazioni e divertimento. Tra tutti gli action sport, la mountain bike è quello che in questo periodo mi sta dando piu’ imput positivi,complice il fatto di avere impatto ridotto su articolazioni e schiena, e quindi di poter continuare ad offrirmi possibilita’ di miglioramento malgrado l’avanzare dell’eta’. Visti i continui progressi, sia in termini tecnici che di km, quando pedalo riesco per fortuna a dimenticarmi la mia età anagrafica 😉 , quindi lunga vita a #bicionaverdina !!!


Per concludere, due parole anche sul surf. Le sofferenze alla schiena e il piccolo infortunio alla caviglia non hanno aiutato, ma malgrado tutto anche dal Mare qualche piccola e saltuaria soddisfazione è arrivata.

Con questo, siamo pronti a inizare un nuovo anno di sport all’aria aperta, cercando di dimenticarci i “numeri” che avanzano e continuando a cercare di trovare l’energia per combatterli, senza dare peso a stereotipi che mi vorrebbero con “la testa a posto” …. 😉

Buon 2018, riders di ogni genere e elemento !!!!

Surf & MTB in Liguria …

…. le condizioni al contorno …

Le condizioni al contorno … mi piace chiamare cosi’ tutto quello che non e’ prettamente tecnica, performance, mezzo, ma che rende una giornata outdoor vicina alla perfezione. Puo’ esseere la giusta compagnia, oppure nel mio caso parliamo di una location e un meteo perfetti, che hanno reso questa giornata sul levante Ligure davvero superlativa.

Iniziamo con il surf. Webcam check alle 7 del mattino, previsioni confermate. A Recco entrano piccole ondine da mare lungo da Maestrale, perfette per scivolare con #violettablackdog . Attorno alle 8 sono sullo spot, ci sono 3 persone in acqua, e dal vivo la situazione e’ meglio che in webcam. L’aria e’ bella fredda (il termometro del qubo segna 11 gradi), il cielo limpido … un leggero vento da terra rende le piccole onde ancora piu’ liscie e invitanti. Quando e’ cosi’ non si sa mai quanto puo’ durare, quindi metto la muta di corsa e mi butto. L’acqua e’ apparentemente calda, almeno con la muta 3.2 . Il periodo e’ lungo, c’e’ molto da aspettare per prendere la serie “buona”, ma l’affollamento quasi nullo e le “condizioni al contorno” perfette rendono quest’attesa piacevole. Non c’e’ una nuvola, l’acqua e’ pulita e si intravede addirittura in lontanaza l’estremo ponente ligure …. Ormai e’ settembre inoltrato, la spiaggia semi deserta, gli stabilimenti iniziano a dimezzare il numero di sdraie e ombrelloni. E’ finita l’estate dei bagnanti, inizia l’autunno del surf. Le onde sono a-frame, la luce bassa mi costringe nella prima ora a prediligere le sinistre. Appena la visibilita’ migliora mi sposto a cercare le destre, piu’ lunghe e portanti, anche se parliamo di misura molto piccola, dal mezzo in metro in giu’, ma davvero divertenti e ottime per il long.

Recco surf

Dopo un paio d’ore la frequenza delle serie buone va scemando, quindi esco, e finalmente mi godo un po’ di aria buona e sole in riva al mare,
in attesa di cambiare giocattolo nel pomeriggio . Questa e’ la mia stagione preferita per godersi il mare .. ci scappa pure un bagnetto ma l’acqua e’ tutt’altro che calda , ormai l’autunno e’ arrivato.


Big Bike Sale - 468x60

Giunge di dare spazio alla biciclettina, chissa’ se alla Specy piaceranno i sentieri del monte di Portofino ?
Unico modo per saperlo e’ andare a pedalarci !!
Superato il primo problema ovvero dove parcheggiare, si parte per un pezzo di aurelia, poi si sale su asfalto fino al Portofino Kulm, hotel
abbandonato. Il giro e’ piu’ o meno quello dello scorso anno, con l’aggiunta di una parte molto panoramica su trail naturale. Pietre fisse
due malefici tornanti che la specy non gradisce (ci risiamo, leggere il report del singletrack de l’infernet per capire) , un tratto di spingismo per risalire, ma nel complesso valuterei la Specy 8 e mezzo in questa prima parte che ben rispecchia quello che dovrebbe fare una moderna trail bike.

porofino 2

ruta
portofino 1

Risaliamo dallo stradotto principale per un po’, fino a ritrovare il bivio per il Pollone, gia’ percorso con la Slayer lo scorso anno.
Il trail in molte sue parti e’ stato sicuramente risistemato, aggiunte sponde e alcuni divertenti salti

ni. Purtroppo la parte tecnica che con la slayer non mi aveva creato piu’ di tanti problmi, qua si e’ rivelata complessa, e un po’ complice la scarsa visibilta’ (malgrado la splendida giornata mi ritrovavo nella parte in ombra) non sono riuscita a chiuderla in sella. Pazienza , sara’ motivo per tornarci. In compenso poi il sentiero ritorna flow, con uno splendido salto nella parte finale.

salto portofino

Un ultimo sforzo per passare il sentiero mezzacosta in leggera salita che arriva a San Lorenzo, anche qua qualche sporadico ma simpatico
scalone e passaggio tecnico, la specy si difende bene su scalini e scalette , confermando invece l’avversita‘ per alcune tipologie di passaggi tecnici … ma molto probabilmente sono io la causa : devo ancora prendere bene le misure con il nuovo telaio ….

san lornzo

In conclusione una giornata quasi perfetta, la Liguria in questa stagione non ha rivali, e ritrovarsi con la fortuna di avere a pochi km da casa sia sentieri che spot surfabili non ha prezzo ….

Traccia GPS (ricordo che la circolazione nel Parco è regolamentata)


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Relive video : https://www.relive.cc/view/1193124189

Surf: Scivolate Estive

Surf e estate: binomio da immaginario collettivo che ha in realta’ ben poco a che vedere con la realta’ italiana dei fatti.
Le mareggiate sono spesso rare, e quando arrivano poco consistenti. Certo e’ bello stare a mollo con l’acqua calda, ma surfare in estate implica tenere in considerazione la convivenza con i bagnanti. Anche se sono stati fatti grossi, grossissimi passi avanti da questo punto di a livello culturale generale, al Nord ancora le ordinanze la fanno da padrone.
Ordinanze che sono esagerate, ma non del tutto sbagliate. Un surfista, specie in condizione di mare piccolo facilmente arriva a concludere la surfata “dove si tocca”, con rischio di collisione con bagnanti. Basterebbe un po’ di buon senso, da parte di entrambe le categorie per cercare di non rendersi indesiderati, e non trovare giustificazione nel fatto che il surf e’ uno sport olimipico (di certo non e’ sulle ondine mediterranee estive che ci si prepara per le olimpiadi).
Cerchiamo di entrare in acqua la mattina presto e di abbandonare il campo quando l’invasione dei bagnanti avanza, ed eventualmente di ripetere una session al tramonto. Del resto sono meno di 3 mesi quelli piu’ “caldi”, il resto dell’anno il mare e’ per noi.

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Custom Wetsuit by/Muta shorty custom made realizzata da:

Oggi il Circeo ha regalato qualche piccola ma piacevole scivolata … acqua calda a parte la vita da spiaggia e l’affollamento non fa per me, e all’incombente invasione dei bagnanti ho alzato i tacchi, dirigendomi verso la cima del Monte Circeo, alla ricerca di un po’ di pace, fresco e, perche’ no qualche bel singletrack da esplorare in futuro in bici. A volte basta spostarsi di poco per abbandonare la folla e ritrovare un po’ di pace.

monte circeo 1 monte circeo2 monte circeo 3
Sara’ surf o mtb la prossima uscita al Circeo ? Time will make the difference ….


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Surf: si ritorna a scivolare al Circeo

Le premesse per passare una bella giornata di surf al Circeo c’erano tutte. Le previsioni meteo erano abbastanza chiare e concordi, e sulla carta c’era da aspettarsi una situazione ottimale per ricominciare a muoversi anche in acqua e vedere come si comporta la caviglia a 15 giorni dall’infortunio. In effetti le promesse vengono mantenute, e il Carrubbo mi accoglie con una splendida giornata e piccole e lisce ondine, l’ideale per riprendere confidenza con il mare.

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Vista la giornata easy decidiamo di portare in mare anche la action cam, e documentare questo ritorno al surf dopo quasi 20 giorni di stop. La caviglia e’ ancora convalescente, il tutore aiuta ma nel surf comunque i movimenti sono molto piu’ particolari e orientati alla torsione, quindi alcuni passaggi risultano un pelo complessi. In particolare la disciplina da me praticata, il longboard, implica il camminare avanti e indietro sulla tavola per mantenere la velocita’, cosa che con una caviglia dai movimenti ancora un po’ limitati nn e’ facilissima.

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nilox1

Malgrado tutto e’ sempre divertente e piacevole scivolare con la mia #Violetta , anche quando non ci si resce a muovere in modo ottimale. Qualche ondina carina pero’ e’ arrivata, come da video :

Circeo Longboard Surfing Small Waves from KiaZ bike surf and more on Vimeo.

Unica nota se possiamo dire “negativa” della giornata, la non facile convivenza con alcuni principianti. L’attesa a volte lunga tra una serie e l’altra faceva si che le onde di un certo rilievo non erano molto frequenti, e conseguentemente molto ambite da tutti. Premesso che in teoria andrebbe rispettata la regola “1 onda 1 surfista” e che ha la precedenza chi parte per primo piu’ internamente nel caso di un onda solo destra (o solo sinistra) , se non si e’ in grado di tagliare correttamente l’onda sarebbe bene evitare di provare a partire se altri remano sulla stessa onda. Tutti siamo stati principianti, non tutti si ricordano di esserlo stati. Una cosa pero’ mi sento di dirla. Se si cerca di posizionarsi in maniera opportuna e non si rema forsennatamente su qualunque cosa arrivi allora forse l’onda buona arrivera’ ….

Alla prossima swell, sperando che la caviglia guarisca del tutto 😉

 

 

Quante calorie si bruciano con il surf ?

Quante calorie si bruciano facendo surf ?

Quante calorie si bruciano facendo surf ? Meno di quanto molti immaginano.
due session di longboard molto simili come intensita’ mare piccolo, liscio e divertente, periodo lungo affollamento medio-alto.
Insomma una tipica situazione italiana. Al cardiofrequenzimetro l’ardua sentenza :

cardio surfcardio surf 2
Come potete vedere nella migliore delle ipotesi siamo attorno a poco piu’ di 300 kcal/h … insomma una passeggiata un po’ veloce 😉
La sottoscritta ha comunque un buon allenamento a livello di remata, e remare mi impegna poco piu’ che camminare.
Abbiamo un po’ di picchi esplosivi nel momento dei takeoff , ma considerati i notevoli tempi morti il dispendio e’ tutt’altro che
elevato. Lavorare comunque si lavora, standup e controllo della tavola richiedono una buona base atletica.

Con questi dati alla mano sottolineo il fatto che il surf come unico sport – praticato magari solo nei weekend – non e’ sufficente per mantenersi in forma, a meno che non si segua anche un qualche programma di preparazione atletica a secco …

Sarebbe interessante confrontare i miei dati con quelli di qualcuno che surfa con la shortboard, per avere un termine di paragone e
per capire se la diversa galleggiabilita’ della tavola influisce sul dispendio energetico.

Insomma stare in acqua fa bene, sopratutto dal punto di vista psicofisico, ma considerata anche la discontinuita’ delle condizioni
meteomarine nostrane non possiamo affidarci al surf per restare in forma o ancor peggio perdere peso.

Altro parametro da tenere in considerazione e’ il livello del surfista : molto probabilmente un principiante alle prime armi , magari poco allenato dal punto di vista aerobico avra’ un dispendio maggiore, facendo piu’ fatica nel compiere movimenti nuovi . Allo stesso modo utilizzare una tavola a cui non siamo abituati. Dubito fortemente che dovendo remare una tavola corta riuscirei a mantenere la frequenza cardiaca media a 108 bpm …. insomma surf 4 fun, not 4 fitness 😉

circeo sliding circeo turn

Tutti i rilevamenti sono stati fatti con il cardio waterproof da polso MIO ALPHA2

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