MTB: Cicloturistica Formello Terre di Veio 2018

gara 2018
La Cicloturistica MTB Formello Terre di Veio 2018 vista da un’endurista che ancora pedala #conlepropriegambe …

[ Come spesso succede sul mio blog, questo articolo è scritto in maniera istintiva, e rispecchia esclusivamente in maniera realistica il mio punto di vista, strettamente collegato a quel che mi piace fare in bici: divertirmi in discesa, meglio se dopo averla conquistata pedalando … ]

7.30 AM. La faccia non è delle piu’ sveglie, la specy ha una tabella con il numero 139 sul manubrio. Cosa sto andando a fare ancora non lo so, una cosa è certa, che Qubo ormai conosce a memoria la strada per Formello e arrivo tranquilla malgrado la mia sonnolenza.
Quella tabella con il numero 139 rappresenta la mia iscrizione alla cicloturistica Terre di Veio, percorso lungo di 40 e rotti km su e giu’tra il Sorbo e la macchia di Sacrofano. La mia decisione di partecipre deriva dal legame che ho per la location, definibile il mio “homespot*” – perdonate il termine rubato al surf – in provincia di Roma. Formello mi ha rimesso in MTB, i trail sono sempre tra i miei preferiti, quindi quale migliore occasione per supportare la location e conoscere percorsi inediti. Gia’, perchè alcuni
singletrack previsti nel giro (che si sviluppa per piu’ del 50% su traccia singola) sono un po’ fuori dalle rotte classiche del bikepark.
L’unica incognita, almeno alla partenza, sono io .. o meglio la capacita’ delle mie gambe di fare 40 km su 1000 d+ “a piu’ o meno piccole” dosi.

qubo

8.30 AM. L’arrivo al campo sportivo di Formello lascia intuire che forse non sono la persona giusta al posto giusto. Tante macchine tanti bikers … bikers gia’ … tante tutine da XC e mezzi che vanno dai frontini anche un po’ datati a full super pedalabili come scalpel e epic, oltre all’immancabile ormai presenza elettrica …. No problem cerchiamo di fare finta di niente siamo qua per una sfida personale,punto.
Fatto sta che le full da trail/enduro non a motore, insomma mezzi che abbiano un escursione degna di questo nome e un reggisella telescopico
si contano sulle dita di una mano.

start

9.30 AM si parte … sopravvivendo alla folla in griglia. Diciamo che l’inizio era chiaro. Si sale, su asfalto, per arrivare all’ingresso verso il Sorbo della Porcineta. Ovviamente mi supera mezzo mondo, ma io continuo con il mio ritmo blando. Passato il cancello inizia il primo singletrack, e con lui i primi imbuti.
Del resto, buttare ad imbuto in un sentiero quasi 500 bikers, di livello tecnico e mezzi moooooolto eterogenei non è cosa indolore.
Purtoppo si nota da subito che il livello in discesa è l’opposto esatto della media di quello in salita, impedendo a chi le skill opportune le ha di esprimersi al meglio.

imbuto

Pazienza, spero in un “diradamento” sulle salite successive, in modo da poter “aprire” un minimo e divertirmi. Per chi non mi dovesse conoscere, ricordo che il mio stile in bike è l’enduro/trail/am, … e agli effetti in questo tipo di evento apparentemente c’entro quanto i cavoli a merenda.
video primo trail

Va bene …. saliamo …. e non poco, su asfalto per fortuna … altro giro di superamenti e io continuo piano … strade secondarie, campagna, bei paesaggi , ma non c’è tempo per le foto. Qua tocca sgambettare per non rimanere troppo indietro.
Finalmente un altro singletrack, sconosciuto questo, che ben promette. Gia’ promette perchè gli imbuti continuano ad essere protagonisti, con conseguente distanza “tutt’altro che di sicurezza”. Gli imbuti pero’ fan si che si recupera qualche posizione, certo godersi la discesa è cosa ben diversa, ma vabbeh, ormai nella mente la decisione c’è: sto giro lo devo fare tutto, perchè in qualche modo mi devo sfogare … almeno i programmati trails del park ovvero aquila pecora e volpe devo poterli fare a tutto gas. Peccato perchè dopo una salita abbastanza ostica c’era un bel singletrack … da esplorare in seguito, non sono una che corre, ma la discesa per me è una cosa: flow. Se questo viene a mancare anche il divertimento si limita.
No problem. Pausa velocissima per bere e su per il Sorbo, di nuovo su per la Porcineta … altro giro altro regalo.
Stavolta si fa un mix di trails, con un po’ di saliscendi ma con alcune parti divertenti, fino ad intraprendere una lunga e panoramica
risalita che ci fara’ entrare finalmente nel Veio bike park.

io prati

Le gambe rallentano ma per fortuna il traffico ormai si è sfoltito,
con fatica arrivo all’imbocco del trail Aquila , tiro su le protezioni (queste sconosciute) e giu’ finalmente a fuoco .. finalmente ci si diverte finalmente la Specy fa quello per cui è stata creata. Un paio di sorpassi un po’ al pelo, ma il flow è flow. Non sai cosa ti perdi se non lo cerchi. è l’essenza della MTB per me, il resto è un mezzo per raggiungerlo.
Risalita spaccagambe, e dinuovo giu’ a palla per la Pecora bassa. Ho un elettrico davanti che viaggia abbastanza bene, gli sto sulle ruote ma non ho necessita’ di superare … giusto qualche salto è stato un po’ a rischio incroci pericolosi … Risalita tranquilla e senza pausa ai arriva alla Volpe, sulla quale purtoppo arriva anche un frontino a farmi da tappo. Stop prima di ogni salto per potermeli godere un minimo, ma il pensiero si sposta altrove. Dovremmo essere a buon punto, e dopo la risalita sulla sterrata carrabile il peggio dovrebbe essere finito.
Le indicazioni ci fanno scendere, per una sterrata senza infamia e senza lode che sembra eterna … eterna come cominciano ad esserlo questi ultmi km, su stradotti pedalabili … ma l’impressione che ho è che stiamo perdendo quota, troppa … e che presto il mio incubo degli ultimi km in salita si materializzera’ …. e si materializza con un ben preciso nome: Via Franchigena, da me ribattezzata via “crucis” Franchigena.

Fa caldo, e le gambe ormai fanno quello che possono. L’unica motivazione che mi fa continuare è l‘arrivare al centro sportivo viva e con le mie gambe. Sono pochi eterni km. Finalmente asfalto e riconosco la zona … siamo poco sotto la partenza … un ultima “allungatoia” con giro attorno ai campi sportivi e finalmente ci siamo.

Viva. Intera. Stanca … ma ancora lucida.
Piu’ di 40 km 1000 d+ quasi no stop.
Un record. Una prova contro me stessa … a dimostrazione che certi limiti sono solo mentali.

Pranzo (compreso nel “pacco gara” – ottima la pasta) un po’ per inerzia … saluti di rito a Cinzia, Barrozza e lo staff del Formello, faticosamente ricarico qubo e inverto la rotta.

Due riflessioni per chiudere:
– Soddisfazione personale di capacita’ di reggere lo sforzo, far girare le gambe a dovere grandiosa. Ho superato un nuovo limite a livello kilometrico, anche se come dislivelli so fare di piu’. Ma si sa, in montagna la cosa è diversa, e per il fisico il “saliescendi” è sicuramente piu’ stancante.
– Tipologia di evento/percorso: per quanto molti trail siano “enduro friendly” non lo è la formula e la disomogeneita’ di livello/mezzi dei partecipanti. Forse piu’ pedalato all’inizio avrebbero sfoltito meglio il gruppo, permettendo di divertrsi in discesa a chi, fondamentalmente sale per godersi la discesa conquistata.
– Forse una terza opzione, vista la struttura del percorso, sarebbe stata quella di un rientro piu’ easy diretto al campo sportivo dopo aver concluso l’ultimo trail (volpe) , magari opzionale per chi non ne ha piu’. D’accordo c’era il corto, ma, almeno nel mio caso la voglia di godermi almeno un paio di trail c’era, e come gia’ detto per poter camminare con un certo flow era necessario sfoltire il gruppo.
– Last but not least, come sempre i dintorni di Formello sono paesaggisticamente bellissimi. Lo so, è un problema mio che non sono abbastanza allenata e veloce, ma ho potuto fare pochissime foto e guardarmi attorno. Come si evince dal resto del blog, per me la MTB è anche scoperta, esplorazione di posti e trail nuovi. Qua per ovvi motivi il focus era sul pedalare e concludere indenne il giro.

Come sempre pero’ Formello resta una super location, e il lavoro svolto da tutto lo staff dei trail builders è davvero qualcosa di
immenso. Grazie sempre per farci divertire sui vostri trailz 😉 .

traccia gpx (mio consiglio è fare la parte del sorbo con clima secco)


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