MTB: Morretano e Tornimparte

cvr morretano

E poi arriva quel momento in cui ti senti pronta … pronta per confrontarti con il tuo peggior nemico, ovvero la SALITA. Pronta in quanto la voglia di respirare aria di montagna “vera”, o quasi e’ tanta, la lontananza causa lockdown dalle mie terre si e’ fatta sentire, e con questa la necessita’ di ritrovare un qualcosa in appennino che regali sensazioni paragonabili a quelle delle mie Alpi.

L’occasione arriva con una proposta di Bicinatura, fortunatamente di domenica e non di sabato. Gli orari sono un po’ “disumani” per i miei standard, ma con l’allungarsi delle giornate la luce arriva presto, e anche la sottoscritta riesce ad alzarsi all’alba. Per essere sicura di terminare il giro, decido di partire un po’ piu’ in alto e poco prima degli altri, pazienza se dovro’ fare un po’ di salita al ritorno.
Il giro prevede la salita da Tornimparte fino al rifugio Alatino, e da qua, proseguire lungo la strada delle miniere di bauxite fino a quest’ultime, per poi girare attorno al monte Puzzillo e scollinare sulla valle del Morretano. Il Monte Puzzillo gia’ … mia conoscenza invernale con cui ho un conto in sospeso con la splitboard … ma questa e’ un’altra storia. Torniamo al nostro giro.

Parto leggermente avanti e in leggero anticipo rispetto al gruppo in modo da essere sicura di affrontare la prima parte di salita in modo tranquillo puntando al massimo risparmio energetico. Questa parte e’nota, gia’ fatta svariate volte per affrontare i trail delle faggete di Tornimparte, ma stavolta dovremo salire pressoche’ il doppio.
La prima salita va via abbastanza tranquilla, con qualche breve sosta per bere e fare foto. Si raggiunge poi per pochi metri la statale che porta a Campo Felice, lasciandola immediatamente per ripercorrere una tratturabile che attraversa la splendida piana. Anche d’estate da il suo spettacolo e ha sempre un certo fascino.

piana campo felice
fontana piana cf

Arrivo tranquilla al rifugio Alatino e ho tutto il tempo di riprendere fiato e di trovare la giusta lucidita’ che servira’ ad affrontare la parte piu’ ardua del giro.
Mi uinisco quindi al gruppetto di Bicinatura e iniziamo a salire lungo la strada che porta alle cave di bauxite, e fino a qui procediamo senza particolari problemi, lungo una sterrata un po’ brecciolosa con qualche saliscedi ma cmq sempre pedalabile. Dalle miniere in poi le cose si complicano, la strada inizia ad aumentare la pendenza e il fondo a peggiorare. Dove il fondo tiene sipedala, dove la pendenza aumenta e/o il fondo cede si spinge. Questo fino circa a quota 1800, dove abbandoniamo le classiche faggete, e ci troviamo, finalmente in un ambiente che inizia a ricordare, seppur vagamente, le Alpi. Praterie e ghiaioni la fanno da padrona, resta il fatto che, per gli standard appenninici “siamo in alto”, e quindi la skyline e’ assente … mi spiego meglio, siamo al cospetto delle vette piu’ alte della zona … non ci sono alture piu’ elevate nel circondario, cosa che invece e’ una costante nei giri alpini (Alpi occidentali) , dove, volendo, la quota 3000 e’ raggiungibile anche pedalando e i giri sopra i 2000 sono all’ordine del giorno. Ma anche queste zone hanno un fascino tutto loro, molto piu’ selvaggio e lontano dall’umanita’, il tempo vagamente perturbato e le nuvole che iniziavano a minacciare un lontano rischio di maltempo, rendevano il tutto ancora piu’ affascinante e “wild“.

Pedaliamo ancora lungo un sentiero piuttosto largo, quasi sempre pedalabile, fino a doverlo lasciare piegando a destra per i prati, e navigando a “vista” in pieno stile scialpinistico verso il nostro target; il Colle del Morretano, da cui iniziera’ la meritata discesa. Gli ultimi 100 d+ sono praticamente tutti a spinta, solo qualche elettrico riesce a districarsi in queste praterie dal fondo irregolare.

i love spingismo

Terminata l’ultima fatica, arriviamo al Colle del Morretano, passaggio racchiuso tra l’omonimo monte e il monte Puzzillo. Da qua, dopo un breve break, inizia la discesa.

Si parte in pieno “freeride” per le praterie, per presto trovare una traccia di sentiero. E’ un classico trail naturale di montagna, stretto, panoramico e senza niente di difficile. Il panorama la fa da padrona fino all’ingresso nel bosco, dove un ultima parte un po’ piu’ guidata conduce ad una noiosa carrabile che ci riportera’ al quadrivio da cui e’ possibile prendere i trail del bikepark di Tornimparte.

(video discesa, mi spiace per la visiera alzata nella prima parte)

Infatti, l’ultima parte del giro la chiudiamo con il noto trail Casello, gia’ percorso diverse volte in passato. Stavolta il fondo lo abbiamo trovato piuttosto viscido e impervio, almeno per me che non ho una gran dimestichezza con questo tipo di instabilita’. Resta comunque un gran trail enduro, con sponde e salti anche grossi per chi e’ in grado, una divertente compressione ed un finale a tornantini che purtroppo e’ risultato – almeno per me – impossibile causa fango.

Concludendo: un giro bellissimo, che unisce una parte piu’ all-mountain e “wild” ad un classico dei bikepark di zona, a soli 1h e 15 (per alcuni anche meno) da Roma. Da ripetere sicuramente. Per me e’ stata una grande sfida con me stessa, e la dimostrazione che la costrizione ai rulli durante il lockdown (e quindi ad un allenamento sistematico) e’ servita a qualcosa. Forse c’e’ ancora tempo per l'”era elettrica”. Ora la cosa difficile sara’ mantenere nel tempo questo status, senza dover nuovamente ricorrere allo “strumento di tortura” . Un grande ringraziamento va a Marco Ficorella e a tutti i ragazzi del gruppo Bicinatura, sia per le foto che per la splendida giornata. Spero di essere presto nuovamente dei “vostri” ora che sembra che il fisico “tiene” 😉

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