Donne e MTB

In questo periodo, un po’ per il meteo un po’ per l’influenza, non ho avuto chissa’ quale opportunita’ di fare giri nuovi. Cerchero’ quindi di dire la mia su un argomento a cui tengo, ovvero DONNE E MTB.
Ammetto che e’ da un po’ che avevo in mente di scrivere in merito, non e’ un tema semplice e il mio punto di vista potrebbe essere un po’ insolito (tanto per cambiare).

Partiamo da me stessa, anche se non posso definirmi un campione “statisticamente significativo” : ho iniziato ad andare piu’ o meno seriamente in mtb nel 2007, prima con una Decathlon 9.1, poi con la mitica Slayer (#slayerina). All’epoca vivevo in montagna, e la bici e’ stata sia il sistema per trovare uno “snowboard replacement” estivo che un modo per aiutarmi ad affrontare un periodo di transazione piuttosto difficile, che mi ha portato a cambiare completamente lavoro e poi citta’, con conseguente temporaneo abbandono della biciclettina.

Ho fatto tutto da sola e tutt’ora spesso giro da sola. Non ho avuto fidanzati biker. Ho “rubato” consigli da altri riders piu’ bravi, e ho preso lezioni.
Si, lezioni, qualcuno e’ ancora scettico sulla figura del maestro (ok, c’e’ tanto da dire in merito) ma posso assicurarvi che se trovate la persona giusta l’aiuto e’ notevole.

Molte ragazze, differentemente da me invece, hanno iniziato proprio per seguire il proprio compagno/fidanzato/marito. Ben venga anche questo approccio (sempre che il maschietto di turno abbia la dovuta pazienza), non sempre funzionante e non sempre sinonimo di una passione vera. Ma e’ facile capirlo, se la bici dovesse coinvolgervi per bene, non esiterete anche ad uscire da sole o senza il vostro “lui”.

Si dice che non e’ uno sport da femminucce: si fatica, ci si puo’ fare male, ci si sporca, serve coraggio, voglia di mettersi in gioco e superare i propri limiti.


E’ uno sport in cui conta quel che sai fare e non il come sei.
E’ un modo per stare all’aria aperta, per unire il piacere della scoperta della montagna e dell’ambiente naturale in genere ad un qualcosa di adrenalinico che regala belle sensazioni.
Io la vedo cosi’. E nell’epoca dell’ebike l’accessibilita’ si allarga anche a chi (questo vale cmq per ambo i sessi) non ha un granche’ di allenamento e non ama allenarsi in modo sistematico (eh si, in realta’ ancheio faccio parte di questa categoria, pedalo ancora con le mie gambe perche’ le mie finanze sono limitate, e anche un po’ perche’ cmq la soddisfazione di arrivare su senza aiuti resta cmq maggiore…) e vuole semplicemente divertirsi tanto all’aria aperta.

Credo che comunque lo scoglio per chi vuole avvicinarsi alla mtb, specie se donna e insicura del se e quanto potrebbe poi praticare questo sport, resti nel mezzo, che purtroppo, fa TANTO la differenza.

Sono la prima a comprendere e a vedere che, a volte, possono esserci anche delle ragazze curiose nei confronti di questo sport (magari provenienti da altri action sport piu’ economici tipo surf e skate) ma impossibilitate a provare in quanto e’ difficile trovare una bici adatta (specie in taglia piccola), e anche i noleggi hanno un costo che richiede davvero una bella motivazione per avvicinarsi.

3 girlz jumping …. anche le donne saltano …

Pef fare un confronto, se si vuole iniziare a fare surf, e’ facile trovare chi ti presta la tavola e magari pure la muta se in inverno. Le scuole hanno prezzi accessibilissimi per la prima lezione.

La mtb … e’ tutto molto molto piu’ complicato. Oltre alla bici ti serve il casco, e minimo sindacale ginocchiere e guanti, oltre che un pantaloncino con il fondello.
E sarebbe meglio che tutte queste cose fossero della taglia giusta.

Sopratutto la bici.
Spesso non si trovano le S a noleggio. O se ne trovano poche e magari montate entry level.

Sarebbe bello promuovere questo sport tra le donne, farlo conoscere e far capire che puo’ essere molto divertente e che non necessariamente deve essere preso come attivita’ agonistica o come una cosa estrema. Ci sono percorsi divertenti, panoramici e accessibili che permettono di impratichirsi nella guida della mtb in contesti molto belli, senza farsi prendere dalle ossessioni dei tempi e di strava.

Stara’ poi a voi decidere quale sara’ il vostro obbiettivo e quanto alta posizionare l’asticella.

Un bel saltino … ma e’ piu’ facile di quello che potete immaginare ….

Il problema di fondo e’ che manca il background e che il costo d’ingresso in questo sport e’ alto: diventa ancora piu’ alto se si vuole tutto-e-subito (ebike) … si riduce se si decide di valutare un buon usato (e qua si possono fare affari d’oro di questi tempi) e iniziare spingendo con le proprie gambine (cosa che puo’ diventare una buona alternativa alla palestra)

Un’altro deterrente che vedo tra le donne e’ che poche hanno il coraggio di uscire da sole come faccio io. Se io, quando sono finita qua a Roma, avessi aspettato di trovare qualcuno con cui andare in bici non avrei ricominciato. Invece mi sono armata di GPS e santa pazienza, e mi sono inerpicata su per Monte Cavo per poi scendere dal trail noto come “tre”.

Pian piano, offline e online, ho iniziato a conoscere altri/e biker con cui condividere qualche uscita. Non sempre ho trovato la compagnia giusta, a volte sono stata io a improvvisarmi guida e accompagnare altri biker in trail per loro nuovi, altre volte sono riuscita a fatica a inserirmi in gruppi dove ero (sono) il fanalino di coda, altre volte ancora mi sono trovata nella situazione di essere “la piu’ brava degli scarsi”.

Tornando al tema primario, io credo che in fondo, sia tutta una questione di mancanza di background … sopratutto se si vive in una grande citta’ non e’ facile farsi venire la fantasia di andare giu’ per sgarupi con una bicicletta. Non e’ la “fantasia esotica e/o fashon” del surf. La MTB e’ un mondo a se, ha tante variabili e tante sfaccettature, credo pero’ davvero che ce ne possa essere per tutti.

La MTB, un po’ come lo skialp/snowalp, unisce la voglia di esplorazione e di stare nella natura con un pizzico di adrenalina e divertimento.
Se questo mix vi incurioisice, e’ uno sport da provare.

Sarebbe bello vedere qualche azienda di quelle piu’ sensibili al mercato ladies (la prima che mi viene in mente e’ GIANT), organizzare test events GRATUITI o a costi irrisori che permettano di incuriosire piu’ ragazze e donne a questo sport. Solo cosi’ forse si ampliera’ la base e potremmo vedere un incremento delle “quote rosa”

Concludendo, se siete curiose di provare questo sport ma non avete contatti, non arrendetevi. La via piu’ semplice e’ il noleggio nei bikepark durante la stagione estiva, altrimenti anche gli eventi test tipo italian bike test talvolta possono riservare delle opportunita’. Per quello che mi riguarda, metto ben volentieri a disposizione gratuitamente la mia skill e la mia qualifica di TM1 (maestra FCI di 1o livello) ad ogni ragazza curiosa di provare questo fantastico sport.

Spero in futuro di vedere + donne sui trail 😉

Surf: 4 giorni di onde liguri

4 giorni di onde nel Levante Ligure … ecco come e’ andata …
Every day … is DAY ONE

Prologue

Sono sul trail Sant’Anna di Sestri … fa caldo e qualcosa non va. Non riesco a trovare fiducia e lucidita’, non c’e’ un anima in giro in quanto c’e’ la gara a Torriglia … insomma non trovo le linee di discesa giuste e sembra che la probabilita’ di cadere sia elevata ad ogni angolo. Ma da lassu’ guardando le due baie di sestri noto schiume bianche lungo la costa … si risveglia l’anima surfista repressa e nascosta e mi chiedo … ma non e’ che c’e’ mare ????

st anna 1
Uno sguardo alla webcam di Recco ed e’ piatto (oltre che esserci divieto) … scendo come posso facendo buona parte dei passaggi impestati a piedi …. mi concedo un pezzo di focaccia e una birretta , carico la specy e rotolo lentamente lungo l’Aurelia … arrivo al ponte sull’Entella e quell’automatismo di guardare il mare che ho da quando ho messo le chiappe su una tavola piu’ di 20 anni fa la prima volta e’ ancora li …. “ma cavoli c’e’ gente in acqua … ci sono le onde…..”
Piu’ veloce della luce esco dall’aurelia e prendo lo svincolo verso la foce dell’Entella. Lo spot dove tutto e’ iniziato.

Every Day is DAY ONE.

#dayOne

Un tizio in mare da solo sta prendendo qualche bella destra. Non e’ che ci sia chissa’ cosa e rompe abbastanza vicino a riva. Ma sembra esserci acqua abbastanza x non farsi male.
Surfare con l’acqua calda da soli o quasi non ha prezzo.
Io mi preparo, il tizio intanto esce.
Mezz’ora a mollo da sola prendendo alcune divertenti destrine.
So ancora surfare dopo 6 mesi di astinenza voluta.
Every Day is Day One.
Dopo mezz’ora entrano alcuni altri, ma l’ambiente resta tranquillo e il livello non elevato mi permettono di continuare a prendere onde.
Fino a quando il freddo (il caldo era solo apparente) prende il sopravvento e lascio lo spot felice come la prima volta che mi sono alzata su una tavola.

fognone day1

#dayTwo

Repetita iuvant. A Recco c’e’ divieto per manifestazione, l’Entella resta l’unica soluzione vicino casa. Il cielo e’ grigio, ha piovuto tutta la notte e l’aria e’ quasi fredda.
Smette di piovere e attorno alle 11.30 arrivo allo spot. Stavolta e’ affollato, molto piu’ delle sue capacita’. Onde di buona qualita’, poco sotto il metro le serie piu’ grandi, periodo lunghissimo.
Va beh mi faccio coraggio perche’ “se poi viene vento addio” e mi butto. Stavolta con la muta retro 2.2. Aspetto. Troppo casino. Provo a remare un onda ma la remano in altri 5.
Situazione che detesto. Mi sposto piu’ in la e continuo ad aspettare. Niente. Il picco buono e’ dei padroni di casa, e guai se provi ad invadere il loro territorio. Non passa lo straniero.
Me ne faccio una ragione e aspetto. Sento che parlano tra loro e che intendono uscire per una pausa. Un sospiro di sollievo, forse riusciro’ a prendere qualche onda. Meno male che ho messo la muta.
I soggetti escono e il picco si libera un po’. Arriva una serie. Buona la prima, destra ovviamente … e cosi’ avanti per un altra oretta circa … tutte destre, a volte anche un pelo ripide,
con una buona potenza. In qualche raro caso riesco a fare qualche timido passo verso il nose.
Attorno alle 14 il vento sale e il mare inizia a non essere cosi’ pulito anche se la misura aumenta. Game over per me, e vediamo di risparmiarci perche’ le onde ci saranno anche domani.

entella day2

#dayThree

Finalmente la balneazione e’ praticabile a Recco. Un occhiata alla webcam e via. Voglio surfare sinistre. Si, Recco e’ piu’ noto per la destra, ma anche quella e’ prioritaria per i locali. La sinistra che rompe verso il fiume invece, e’ quasi deserta ed e’ molto meno gettonata, almeno finche’ non entra la scuola, ovvero alle 11.
Fa un freddo dannato anche se sono gia’ le 9. Tra un po’ di impicci con le chiavi e il fatto che non ho parcheggiato vicinissimo faccio le 9.30.
Arrivano alcune serie davvero belle per il long. Piccoletto, mezzo metro o poco piu’, ma e’ quel che ci vuole per un bel po’ di belle scivolate senza pensieri. Sulle prime, di qualita’ superiore arrivano anche un paio di five. Registro con l’orologio gps … un ora e mezza, 4 km di spostamento, velocita’ massima 18 kmh. Interessante. Esco per entrata scuole e effollamento. Niente male pure oggi, questo e’ il surf che mi piace.

recco day3

#dayFour

Rotta senza deviazioni e perdite di tempo verso l’Entella. La situazione almeno da fuori pare non ottimale, un po’ irregolare e picco multiplo, ma ci sono solo 3 persone in mare e ogni tanto qualche destra che apre a dovere adatta al long arriva. Non perdo tempo mi metto la muta e mi butto. Prendo 4 destre molto belle, veloci, abbastanza ripide su cui se si trova il timing giusto si chiude l’ultima sezione in nose. Non male e non facilissimo … al contorno anche una partenza su un “fuori misura” che pero’ si e’ risolto in una fuga dal close out tirando dritto nella schiuma. Il mare purtoppo inizia ad incasinarsi e a diventare incomprensibile, l’ultimo tentativo di partenza si conclude in una facciata nell’inside nel peggiore dei punti, venendo letterlamente buttata fuori dall’acqua dalle schiume con una bella pinnata sul braccio compressa nel prezzo. Quando il mare non ti vuole piu’ e’ un segnale, non resta che uscire e trarre il massimo da questi 4 incredibili giorni di surf ligure, constatando che, quando la forutna gira, questa attivita’ ha ancora tanto da dare ….

day 4 entella

#epliogue
… finite le onde e’ dinuovo il turno della Specy. Sono dinuovo sul trail Sant’Anna di Sestri. Stavolta in compagnia dell’amico Maestro Beppe. Confidence level high. Avra’ anche vinto il Mare, ma stavolta sul Sant’Anna pareggio i conti, portando a casa tutti gli ostici passaggi di questo trail sempre incredibilmente unico nel suo genere….

st anna last
Conclusioni : il surf … difficile non ricaderci se capita l’occasione giusta… ma altrettanto facile rischiare di finire in situazioni di scazzo e di profonda impressione di perdere tempo galleggiando.
Cominciamo con il dire che, anche se “ci vuole il fisico” non e’ uno sport. Ci vuole il fisico a priori punto. Il consumo energetico in acqua nelle condizioni da longboard piu’ frequenti e’ minimo.
Sicuramente diverso e’ il discorso per una tavola corta. Resta il fatto che una buona remata aiuta …. ma una session di surf in condizioni di mare medio piccolo brucia circa 200 kcal ora … meno che andare in bici in pianura. Piu’ passa il tempo pero’, o meglio piu’ si invecchia, piu’ diventa necessario mantenersi allenati fuori dall’acqua per non trovarsi impreparati dopo mesi di lontananza dalle onde. Tornero’ in acqua a breve ? Non lo so. E’ un attivita’ (spiacenti ma definirlo sport quando lo si pratica a livello ludico e’ troppo) che richiede il giusto mood, e che deve portare solo feedback positivi. Se fare surf significa sgomitare a giocarsi un’onda con altre 50 persone magari assatanate perche’ non fa mare da 1 mese …. allora questo non e’ una cosa che fa per me.
Se ci saranno altri momenti fortuiti … sara’ direttamente lui, il Mare, a chiamarmi, come e’ stata questa volta ….

A presto surfers 😉