Prime impressioni – pre recensione GONG I-Surf 8.0
Prenessa:
Sto passando una fase in cui ho bisogno ogni tanto di fare altro e di variare un po’ dal mondo bici.
Ho bisogno di un qualcosa che sia una pura distrazione, e che non sia lavoro (lavoro che per quanto piacevole e’ comunque lavoro con i suoi conseguenti grattacapi) e il mio sguardo e’ tornato a rivolgersi al Mare.
Si ok, mi piace anche nuotare e fare snorkeling guardando i pesci , ma da qualche mese sentivo la necessita’ di qualcosa di piu’ dinamico, qualcosa che mi facesse mantenere la concentrazione sul “qui ed ora”.
Mi ero gia’ riavvicinata al surf con una vecchia tavola (vedi questo articolo) , ma , in particolare durante l’ultima uscita (fine febbraio ’26), mi ero resa conto che senza continuita’, senza confidenza con onde di una certa potenza, non sarei andata tanto lontano con una specie di wombat “allargato”. E a me piace prenderle le onde, non stare a fare la boa e guardare gli altri facendo un “ammollo” off-season.
Dovevo trovare una soluzione perche’ piu’ di una volta ho rosicato guardando la webcam di Recco .
Una soluzione che potesse convivere nel Fiorino assieme alla bici , e che fosse gestibile nel frequente caso di parcheggio ad “inc*landia” (il nuovo waterfront di Recco sara’ anche bello, ma quanti posti in meno ci sono ????) .
Questi due aspetti, ovvero parcheggio e limiti nel trasporto (si potrei mettere le barre sul tetto, ma non mi va) , sommati all’affollamento (capitolo a parte, ne parleremo eventualmente in altra sede) mi avevano allontanato dal surf.
Qualche volta avevo affittato una tavola scuola da Blackwave , ma voglio essere sincera pure qui.. La mia veneranda eta’ aveva iniziato a farmi a sentire a disagio ed estremamente fuori luogo in un contesto in cui l’eta’ media difficilmente supera i 35. (e in cui magari quelli della mia generazione hanno un livello molto alto)
Un giorno, scrollando il sito Decathlon, mi imbatto in una tavola da SURF gonfiabile. Non un sup, una tavola da surf.
Il prezzo al momento era un tantino alto per quello che in fondo e’ un po’ un capriccio da eterna ragazzina, ma la curiosita’ mi ha portato ad indagare ulteriormente sull’oggetto, trovando un video di una tizia tedesca che ne faceva una recensione piu’ che positiva.
La tavola Decatlon e’ un 7.6 singlefin con dichiarati 80 litri di volume , singlefin. Su questo aspetto ho subito manifestato un po’ di scetticismo, visto gia’ che il gonfiabile non ha dei veri rail e sono andata oltre.
Anche perche’ il prezzo pieno era ben fuori dalla mia portata.
Alcuni mesi dopo la suddetta tavola viene scontata del 40% e il mio interesse si riaccende.
Approfondisco le ricerche pero’, per vedere se esiste qualcosa d’altro in giro , magari con 3 pinnette: stavolta approdo sul sito della Gong, azienda nota in ambito sup, wing, kite per l’ottimo rapporto qualita’ prezzo.
Gong offre tre modelli di tavole da surf gonfiabili , tutte vendute con pompa al corredo.
E qui altre ricerche, interrogazione di LLM , qualche raro video.
Non sono oggetti comuni, non sono oggetti di tendenza, perche’ effettivamete sanno di “goffo” in un ambiente dove tutto e’ sempre piu’ fighetto.
Ma a me servono tre cose:che stia in macchina,che sia comodo da trasportare e che parta agevolmente sulle ondine da mezzo metrino di Recco
E alla fine, anche grazie al supporto di una cara amica surfista anche lei “diversamente giovane” la scelta e’ cauta sulla versione da 8 piedi di casa GONG.
Vi lascio alla prima prova in mare
PRIMA SESSION
(19-5 )
Recco, condizioni perfette per provare l’oggetto. Mezzo metrino, poca gente a mollo , zero vento.

Trovo parcheggio vicino, quindi non devo fare nemmeno troppa strada con il mega zaino che contiene il gonfiabile a spalle

Lo zaino comunque si porta abbastanza agevolmente , magari la presenza di cinghie lombari e sternali avrebbero reso ancora piu’ agevole il trasporto. Speravo di poterlo portare anche in bici, ma purtroppo sono bassa e lo zaino tocca la ruota posteriore. Penso che una persona di 180 possa tranquillamente portarlo anche in bici. Inoltre nello zaino resta abbastanza spazio volendo x un asciugamano e una muta shorty.
Estratto lo strano oggetto , le dimensioni sembrano piu’ piccole di quel che credevo, forse perche’ l’abitudine sui gonfiabili e’ quella di vedere enormi sup da 10 piedi a salire.
Dopo un primo smarrimento riguardo al funzionamento della pompa, capisco che va gonfiata prima usando la funzione ad alto volume, ovvero con il tappetto chiuso, poi con quella ad alta pressione.
Faticando un po’ (non e’ una passeggiata) in 2/3 minuti riesco a portare la tavola a 17 PSI (il minimo e’ 15) e la tavola risulta bella rigida.

Piccola considerazione: la pressione e’ direttamente proporzionale alla temperatura (legge dei gas) , quindi se fa freddo e l’acqua e’ fredda la tavola potrebbe sgonfiarsi un pelo, al contrario il caldo fa dilatare l’aria all’interno.
Quindi in inverno + pressione, in estate piena un po’ meno.
Le pinne sono di tipo FCS2, mai viste prima nel mio caso. Per riuscire ad inserirle ho dovuto cercare al volo in rete e l’operazione non e’ stata delle piu’ immediate.
Sul tail e’ inoltre presente un rail “rigido” che aiuta la tavola a mordere la parete e a effettuare eventuali correzioni di traiettoria e , ove possibile, curve.

Finalmente siamo pronti a remare questa strana tavola.

Galleggia tanto, e la larghezza generosa (25”) si sente sia stando a cavalcioni sia nella pagaiata, che di conseguenza richiede un po’ di adattamento imponendo una nuotata un po’ “da pallanuoto”, tipo stile libero a testa fuori.
Non avendo variazioni importanti nella distribuzione dello spessore, e’ necessario stare con il peso un po’ + avanti rispetto a quel che si farebbe con una tavola standard di pari lunghezza , questo per abbassare il nose e fare in modo che l’onda
prenda la tavola e inizi a spingere. Capito questo, la sensazione una volta in piedi e’ simile a quella di un soft top di dimensioni simili , la parete la tiene e si riesce a fare qualche correzione , o almeno questo e’ quello che riesco a fare io ma chi si
accontenta gode.
Diciamo che la sua feature principale e’ quella di riuscire a partire come facilita’ estrema, a perdonare parecchio e ad essere abbastanza stabile. Per darle direzionalita’ e farle “agganciare” la parete e’ necesario fare un po’ di attenzione
al posizionamento del piede anteriore, sopratutto in frontside, portandolo un po’ + verso il rail ingaggiato rispetto al centro tavola (ben segnato da una linea nera che aiuta in questo caso) .
In totale, in un oretta abbondante che son stata a mollo ho preso 12 ONDE. Una cosa che credo non succedeva davvero da una vita.
Ah e dimenticavo, la tavola ha un ampio pad antiscivolo, per cui non occorre paraffina .
Insomma un oggetto davvero divertente, da prendere per quello che e’ e con la giusta filosofia, da portarsi in viaggi che non sono necessariamente surf-based , e/o molto comodo se ci si deve spostare in treno o non si ha una macchina “da surfista”
La consiglio a chiunque non abbia pretese di fare numeri ma solo di scivolare su qualche mareggiata estiva (e non) , per chi come me vuole provare a riavvicinarsi a questo sport garantendosi una buona ripetibilita’ sui takeoff senza dover avere spazio per un longboard.
Per quanto riguarda il consigliarla ad un/a principiante totale, non saprei. Credo dipenda molto dalle ambizioni del soggetto, forse la consiglierei solo in caso in cui sia l’unica soluzione (e non si abbiano noleggi disponibili) per motivi di spazio ecc.
Ma la vedo piu’ come un oggetto per chi ricomincia, o per chi ha surfato in passato e vuole avere una tavola da usare al bisogno senza crearsi problemi di ingombro ecc, non per chi ha deciso che il surf e’ il “SUO” sport e vorrebbe progredire (indipendentemente
dallo stile scelto) . Forse l’unica fascia di beginner (ma rara) a cui potrei consigliarla e’ a chi magari inizia dopo i 40, ma in tutta onesta’ , e’ una tavola che ha bisogno di una certa consapevolezza, ed in questo strano sport chiamato surf la fase iniziale e’ in genere quella piu’ “scimmiata” in cui si vuole progredire in fretta, e questo “coso” potrebbe creare una falsa progressione con facilita’, trovandosi poi in difficolta’ su mezzi piu’ performanti (esempio, imparo in italia con una cosa simile, poi faccio un viaggio in oceano e realizzo di aver perso tempo)
Dipende sempre da DOVE si vole arrivare, da quali sono le ambizioni e anche le risorse economiche dedicabili a questo sport (che in italia e’ dura imparare)
Un ultima nota negativa stavolta: non sono riuscita ad estrarre le pinne FCS2, dovro’ trovare chi mi aiuta e le sostituiro’ con delle FCS1 con la classica brugola. Se non si rimuovono le pinne la tavola non riesce ad essere completamente chiusa nella borsa.
Per concludere, il rapporto qualita’ prezzo , considerato che attualmente viene venduta con sacca pompa pinne e leash e’ davvero
buono , per un range di prezzo a seconda del modello scelto che va dai 170 ai 220 euro , quindi paragonabile a quello di un soft
top di dimensioni comparabili.
DISCLAIMER : Come vedete non ci sono link al sito Gong e questa e’ una recensione spontanea . Per trovare la tavola basta usare google.
DISCLAIMER 2 : So che tanti surfisti tra le mie conoscenze criticheranno a morte questa mia scelta. Capisco la loro posizione.
Ma il surf, come del resto ormai lo snowboard per me, sono semplicemente diventati dei giochini con cui distrarmi e che possono ,
quando raramente le condizioni si manifestano, regalare dei bellissimi momenti . Ma non vivo ne per surfare ne per andare in
snowboard , non “mi sbatto” a fare km alla ricerca della perfezione in entrambi i casi. Ho fatto una scelta a “km 0” e sto
incentrando la mia vita su uno sport molto meno meteodipendente (la mtb) che sono riuscita addirittura a trasformare in un lavoro.
Articolo scritto di testa mia, di getto, senza ausilio di LLM.